Ripresa dell'attività
Comitato per la Scuola della Repubblica - 23-08-2005
Come avevamo deciso nella riunione del coordinamento regionale del 18 giugno scorso, abbiamo diffuso unitamente all'allegato documento la proposta di legge per l'abrogazione immediata delle leggi Moratti con una nota esplicativa; nonostante tale proposta fosse la traduzione concreta della parola d'ordine con cui in questi ultimi anni si è sviluppata nel mondo della scuola una vasta mobilitazione, non appena l'abbiamo formalizzato in termini concreti ed inequivocabili, si sono manifestati da più parti dubbi e perplessità; ovviamente tutti affermano di volere l'abrogazione delle leggi Moratti, però ritengono che sia necessaria una contestuale proposta alternativa; si è difatti osservato soprattutto:
a) l'abrogazione delle leggi Moratti, richiederebbe una contestuale approvazione di una proposta alternativa; una abrogazione "secca", determinerebbe un "vuoto legislativo".
Tale osservazione è però infondata e pretestuosa; la dottrina difatti (Sorrentino, Torrente e Shlensiger, Pugliatti ecc.) è concorde nel sostenere la c.d. "abrogazione ripristinatora " e cioè che una legge abrogratrice può far rivivere le leggi abrograte, evitando quindi ogni possibile "vuoto legislativo";
b) in ogni caso l'abrogazione delle leggi Moratti deve essere contestuale ad una legge alternativa.
Al fine di evitare ogni possibile equivoco, dobbiamo precisare che sulla contestualità della proposta di abrogazione e della proposta alternativa siamo d'accordo; poichè però è impossibile che la proposta alternativa possa diventare legge nei primi "cento giorni" della prossima legislatura, riteniamo che, ferma restando la contestualità delle due proposte, sia necessario che l'abrogazione delle leggi Moratti sia approvata subito nei primi "cento giorni"; riteniamo difatti necessario che le leggi Moratti siano rese inefficaci prima possibile e comunque prima dell'a.s. 2006/7.
Proprio perchè convinti della contestualità delle due proposte abbiamo subito manifestato il nostro appoggio all'iniziativa di legge popolare proposta da retescuole.
Si tratta quindi ora di scegliere se, ferma restando la contestuale proposta alternativa alla riforma Moratti, vogliamo tenere ferma la proposta dell'immediata abrogazione delle leggi Moratti con il tempopraneo ripristino della normativa del T.U. del 1994 oppure se, mentre ci impegnamo per la proposta alternativa, nel contempo applichiamo le leggi Moratti con tutti gli effetti devastanti che producono.
Su questa scelta bisogna essere chiari ed assumersi le conseguenti responsabilità; su questa scelta si dovranno pronunciare, oltre le associazioni ed organizzazione che si erano impegnate per l'abrogazione delle leggi Moratti, le forze politiche dell'UNIONE ed i candidati alle prossime primarie.
Riteniamo pertanto necessario proporre sin da ora una riunione del coordinamento regionale dei comitati per la difesa della scuola pubblica, allargata ai comitati e gruppi delle altre regioni per discutere sulle iniziative a sostegno delle due proposte di legge (abrogazione immediata delle leggi Moratti e proposta di legge di iniziativa popolare formulata da retescuole); proponiamo pertanto di vederci SABATO 10 SETTEMBRE p.v. alle ore 10 a Firenze presso la sede dell'Archivio Storico del '68 , via G. Orsini, n. 44 (dalla Stazione FF SS nn. 31 - 32 - 33 per fermata in via C. Salutati prima di P.zza Gavinana).
Restiamo in attesa di conoscere la vostra disponibilità e nel contempo vi preghiamo di segnalare l'appuntamento ad altri gruppi e/o comitati e/o docenti e/o studenti e/o genitori che possano essere interessati.

Vi inviamo intanto in allegato:
a) il testo della proposta di legge per l'abrogazione immediata delle leggi Moratti, rivista sulla base delle osservazioni formulate nella precedente riunione del 18 giugno e della proposta di legge di iniziativa popolare;
b) un breve documento esplicativo delle ragioni della necessaria abrogazione immediata.
Vi segnaliamo inoltre che la proposta di legge di iniziativa popolare è reperibile nel sito di retescuole.
Restiamo in attesa di vostre notizie e vi inviamo cordiali saluti

Scarica qui i documenti zippati

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Redazione_fuoriregistro    - 24-08-2005
Riceviamo il comunicato del Comitato fiorentino, al quale auguriamo una buona ripresa, e volentieri lo diffondiamo, convinti a nostra volta che chiarezza e senso di responsabilità siano necessari e doverosi, nell'anno che sta iniziando. Come Redazione ci esprimiamo decisamente a favore dell'abrogazione della Legge Moratti, in vista di un'alternativa che sia tale non solo di nome o di facciata. Siamo stanchi delle parole e delle prese in giro, che penalizzano prima di tutto noi come uomini e donne, cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori. Ed insieme a noi penalizzano un modello di convivenza democratica capace di fondarsi su valori prima che su interessi. Uniamo la nostra voce a quella di chi chiede soprattutto ai partiti, tutti, e ai sindacati, tutti, di esprimere fino in fondo la loro idea di scuola, mostrandoci la coerenza tra fatti e principi, perchè da un confronto serio e sostanziale nascano consapevolezze senza ombre e decisioni una volta tanto concretamente alternative.

 Tecnica della scuola    - 24-08-2005
Abrogare o riformare ? Il dibattito riprende

Il Comitato fiorentino del Tavolo "Fermiamo la Moratti" propone che il prossimo Governo abroghi subito la legge n. 53; il movimento milanese di ReteScuole lancia l'idea di una proposta di legge di iniziativa popolare; ma Cgil, Cidi e DS si mostrano piuttosto tiepidi.


In attesa che il dibattito sul destino della legge n. 53 riprenda nelle scuole, nei convegni, nelle sedi sindacali e in quelle dei partiti dell’opposizione il Comitato per la scuola della Repubblica coordinato da Corrado Mauceri decide di riaprire la discussione chiarendo i rapporti fra la propria proposta e quella di Retescuole di Milano.

Il Comitato di Mauceri al quale fa riferimento soprattutto il movimento fiorentino e toscano fin dal giugno scorso aveva messo in circolazione una proposta di legge abrogativa della riforma Moratti.
"Nonostante tale proposta fosse la traduzione concreta della parola d'ordine con cui in questi ultimi anni si è sviluppata nel mondo della scuola una vasta mobilitazione - osserva ora Mauceri - non appena l'abbiamo formalizzato in termini concreti ed inequivocabili, si sono manifestati da più parti dubbi e perplessità" - osserva ora Mauceri -

Dubbi che il nostro sito aveva fin da subito raccolto e che provenivano proprio da componenti decisive del fronte anti-morattiano: Panini (Cgil-Flc), Alba Sasso e Andrea Ranieri (DS) oltre a Domenico Chiesa (Cidi) si erano mostrati molto tiepidi sull’idea di Mauceri.
Poche settimane dopo il movimento milanese che fa capo a ReteScuole presentava una vera e propria proposta di legge di iniziativa popolare, complessa e articolata che, per essere messa in discussione in Parlamento (ammesso che raccolga le 50mila firme necessarie) richiede tempi lunghi, anzi forse lunghissimi.
Ora il Comitato fiorentino chiarisce ogni equivoco e sottolinea che "sulla contestualità della proposta di abrogazione e della proposta alternativa siamo d'accordo".
Ma il nodo della questione è un altro e il Comitato ne è ben consapevole: "poichè è impossibile che la proposta alternativa possa diventare legge nei primi "cento giorni " della prossima legislatura, riteniamo che sia necessario che l'abrogazione delle leggi Moratti sia approvata subito".
A questo punto, spiega Mauceri, "si tratta di scegliere se, ferma restando la contestuale proposta alternativa alla riforma Moratti, vogliamo tenere ferma la proposta dell'immediata abrogazione delle leggi Moratti con il temporaneo ripristino della normativa del T.U. del 1994 oppure se, mentre ci impegniamo per la proposta alternativa, nel contempo applichiamo le leggi Moratti con tutti gli effetti devastanti che producono".
Nel dare la notizia dei dubbi e delle perplessità sollevate dalla proposta del Comitato fiorentino, eravamo stati facili profeti nel sostenere che i nodi sarebbero arrivati al pettine in poco tempo.
Ma la realtà si sta rivelando anche più complessa: il Tavolo "Fermiamo la Moratti" ha molte anime, troppe; ed il contrasto fra l’ipotesi fiorentina e quella milanese potrebbe essere un segnale di un suo progressivo dissolvimento.
Ad ogni modo il Comitato dà appuntamento a tutti per il prossimo 10 settembre: l'incontro si terrà a Firenze e sarà una occasione importante per capire meglio come potrà evolvere la situazione.

Reginaldo Palermo

 Giuseppe Aragno    - 25-08-2005
Due puntualizzazioni dissenzienti e molto personali all'interno di un accordo sostanziale con la proposta del Comitato:

a) le primarie: anticipano modifiche istituzionali che non condivido e che purtroppo uniscono tutto lo schieramento politico. Presidenzializzano e personalizzano la politica: Bush o Kerry? Prodi o Berlusconi? A Firenze vanno bene ed io sento per questo puzza di Ulivo, ulivisti, margherite, margherististi, cosa uno, poi cosa due, poi Pds, poi Ds poi lo sanno loro. E anche, purtroppo, di rifondatori che non sanno cosa rifondare.
b) Firenze chiede che si pronuncino l'Unione e i candidati alle primarie. Ma tutte le opposizioni hanno candidati a questa americanata? Non mi pare. Chi non ha candidati che fa? Se ne sta zitto, non prende impegni?

Un'ultima considerazione. Più passa il tempo più l'Unione mi pare la sinistra della destra. Prodi e compagni sono sulle stesse posizioni di Berlusconi e soci su quell'orrore che è la costituzione europea. Mi dite come fanno a fare una scuola vera? Non basta. Recentemente Prodi, per attirare consensi alle primarie, se n'è venuto fuori con una dichiarazione che mi induce a prendere in considerazione l'idea di non andare a votare. Prodi ha detto: se l'Unione vince, i soldati italiani in Irak saranno ritirati come "truppe di occupazione", ma resteranno per dare un contributo alla ricostruzione del paese. Mi ha fatto piacere che Prodi abbia scoperto che siamo degli "occupanti" (avrebbe potuto dirlo prima che si approssimassero le "primarie"), ma mi pare davvero che ormai abbiamo toccato il fondo. Chi ha chiesto a Prodi di restare? Il governo irakeno? Quale? Quello di paglia tenuto in piedi dai criminali anglo-americani? E questo non è occupare? Prodi dirà che no, che ce lo chiede l'Onu. Ma anche Berlusconi sostiene questa tesi e da prima di Prodi (cosa pensare, dunque, del Professore?): dice che ci sono le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza per il quale ora l'occupazione è finita, c'è un "legittimo" governo - è incredibile ma è così - e che perciò, per aiutare quella tragica barzelleta che è il "governo" irakeno si può restare.

A me pare che dovrebbe essere la Resistenza irachena, che si è organizzata addirittura prima dell'invasione, a chiederci di rimanere. Mi pare anche che le N.U. violino il diritto internazionale dando patenti di legittimità a governi fantaccio, contro i quali è in corso una lotta di Liberazione. In questo caso "ricostruire" è solo sinonimo di occupare.

Morale: Firenze si fida di Prodi (& C.). Io no.