Alcune tesi sulla democrazia
Pierluigi Nannetti - 29-06-2005
Premessa:
  • Gli USA stanno massacrando il popolo irakeno: ogni giorno, dopo che Bush ha dichiarato la fine della guerra, circa un anno e mezzo fa, muoiono 40 - 50 persone nell'indifferenza del mondo intero. Secondo Bush la "democrazia" sta avanzando anche in Iraq, lo dimostrerebbero le elezioni del gennaio scorso, quando si sono recati a votare moltissimi irakeni (ce l'hanno detto, dopo che le TV, ammesse dalla censura militare, hanno mostrato qualche centinaio di persone in seggi spettrali), che, con il loro gesto del deporre la scheda nell'urna, hanno glorificato "santa democrazia", nonostante che non conoscessero i programmi, non conoscessero nemmeno i candidati e non ci fosse stata alcuna campagna elettorale per poter decidere consapevolmente da chi farsi rappresentare in quelle istituzioni rappresentative ridicole.
    Per questa democrazia, il mondo cosiddetto civile e ultra-democratico tollera una guerra spaventosa.
    Ai tedeschi, anche oggi, dopo più di mezzo secolo, si rimprovera di aver tollerato, pur essendone a conoscenza, che, accanto alle loro industriose città, sorgessero i cosiddetti "campi di lavoro", dove venivano massacrati cittadini inermi, rei solo di essere ebrei, comunisti, gay, testimoni di Geova.
  • Lo stato di Israele, sorto dopo la fine della seconda guerra mondiale, ufficialmente per rendere giustizia al popolo ebreo dei massacri subiti, ma in realtà per soddisfare particolari interessi militari e finanziari, sta attuando un piano di eliminazione sistematica dei capi delle organizzazioni palestinesi, che non vogliono accettare l'oppressione israeliana. Lo fa con uccisioni di stato deliberate dal governo di quel paese, senza alcun processo in cui siano garantiti i diritti degli imputati, ed attuate indiscriminatamente con mezzi assolutamente sproporzionati utilizzando, missili sparati dal cielo contro auto che percorrono vie cittadine dove spesso restano uccisi passanti ignari. Ma per tutti i cittadini degli stati occidentali, civili e ultrademocratici, lo stato di Israele esercita un sacrosanto diritto alla difesa e non c'è alcun dubbio che difenda la democrazia.

Tesi n.1:

La democrazia non è il diritto di voto. Rousseau prendeva in giro gli inglesi sostenendo che loro si ritenevano liberi solo perché ogni 5 anni liberamente decidevano chi li dovesse trattare come servi.
La democrazia o è la sovranità del popolo per il bene di tutto il popolo, o è semplicemente un contenitore vuoto di contenuto, buono solo ad illudere ed ingannare nel migliore dei modi il popolo stesso.


Tesi n.2:

Soltanto in una comunità di cittadini liberi ed uguali, il potere può, a determinate condizioni, essere esercitato per il bene di tutto il popolo. Dove dominano le ingiustizie e le disuguaglianze la democrazia è solo inganno del popolo. "La prima persona che, avendo cinto un terreno, ha proclamato questo è mio, ed ha trovato altri così ingenui da credergli, è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassini, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano qualcuno che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: "Guardatevi dall'ascoltare questo impostore! Se dimenticherete che i prodotti sono di tutti, e che la terra non è di nessuno, voi sarete perduti!". Si tratta di un brano tratto dal "Discorso sull'origine dell'ineguaglianza" di Rousseau.


Tesi n. 3:

E' vero che la concezione di democrazia sostanziale ("la sovranità è indivisibile e inalienabile") di Rousseau contiene un rischio di autoritarismo, ma la democrazia formale di origine anglosassone (sarebbe meglio parlare di liberalismo o liberaldemocrazia) è immune da rischi? I suoi più convinti assertori non sono i Bush, i Berlusconi, i Blair, gli Sharon e tutti i loro oppositori, ancora più di loro liberaldemocratici?


Tesi n. 4:

Rischi della liberaldemocrazia:
  • Prima e seconda guerra mondiale, con milioni di uomini massacrati, preparate e volute in nome degli interessi economico - finanziari delle liberaldemocrazie franco - inglesi - americane, interessi confliggenti soprattutto con quelli tedeschi.
  • Stillicidio di guerre locali nel mondo, con milioni di morti, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi fomentate e volute soprattutto negli interessi contrapposti delle liberaldemocrazie occidentali.
  • Utilizzo e distribuzione delle risorse e della ricchezza mondiale in modo da concentrare diverse centinaia di milioni di morti per fame al di fuori dei paesi liberaldemocratici.

Tesi n. 5:

La democrazia, né quella sostanziale, né, a maggior ragione, quella formale e liberale, non potrà mai risolvere i problemi dell'umanità, in quanto parte dal presupposto falso che i legami sociali si stabiliscano tra individui uguali e liberi. I legami sociali e, dunque, quello che nella tradizione occidentale si chiama popolo, in realtà sono determinati da rapporti conflittuali tra classi sociali. Non la tradizione democratica, ma solo il socialismo scientifico ha analizzato in profondità il modo per passare da rapporti sociali conflittuali, tra classi sociali diverse, ad una società senza conflitti di classe, ad una società "socialista", unica possibile convivenza umana e di specie.


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