Ranieri e Prodi, ovvero due modi di vedere la scuola
Angelo Verpelli - 21-06-2005
Il documento dei Democratici di Sinistra, stilato il 5 febbraio 2005, prende le distanze dalla riforma Moratti, invocandone la cancellazione.
Non intendo soffermarmi sul significato di cancellazione in luogo di abrogazione, voglio solo considerare l'uso del verbo "cancellare" come compromesso tra la richiesta di abrogazione della legge 53 invocata dal movimento e le varie posizioni delle correnti dei DS.
Un documento politico è il frutto di un confronto e mediazione all'interno di un partito, quindi non può che esprimere le convergenze scaturite dalla discussione usando dei termini che siano politicamente corretti, in nome dell'unità.
Dobbiamo prendere atto che i DS non sono il polo di sinistra, ne rappresentano sicuramente la maggioranza, quindi le proposte in materia di politica scolastica serviranno a costruire il programma della coalizione, ma non in assoluto.
Ho voluto riportare tre interventi importanti: il primo riguarda il programma di Ranieri, responsabile nazionale DS per la scuola - il documento è parzialmente riportato per ragioni di spazio, il testo completo è reperibile qui.
Il secondo è di Patrizia Quartieri che era presente alla giornata della scuola organizzata dalla Fabbrica del Programma il 14 maggio 2005, l'ultimo è la dichiarazione di Prodi, sempre del 14 maggio, a conclusione della giornata di lavori.

Nè Ranieri nè tantomeno Prodi pronunciano il verbo abrogare o cancellare, al massimo si legge "voltare pagina", eppure nel testo di Ranieri si trovano espliciti riferimenti al ruolo del movimento ed al contributo apportato per la vittoria elettorale del centro-sinistra nelle recenti elezioni regionali, come mai c'è uno scollamento tra il partito dei DS, il suo responsabile per la scuola e Prodi?
Cerchiamo di analizzare alcuni "blocchi" di testo per capire meglio il futuro del sistema scolastico , anche perché sul sito della Fabbrica del Programma non esiste alcun progetto in materia di scuola e riforma, ma allora cosa fabbricano laggiù?

"Ranieri: ...la scuola sia stata nelle ultime elezioni uno dei terreni fondamentali di erosione del consenso al governo di centrodestra, e di crescita dell'attenzione verso le iniziative e le proposte del centrosinistra... La scuola è stata, come le prime analisi sui flussi elettorali dimostrano, uno dei terreni fondamentali su cui si è determinato questo cambio di orientamento politico, e perciò rilevante è la nostra responsabilità a definire rapidamente un coerente quadro di proposte in grado di orientare oggi la nostra iniziativa per ridurre i danni che l'azione del Governo in carica ha fatto e fa nella scuola pubblica, e delineare le idee forza che animeranno la nostra azione di governo futuro. "

Il riferimento è esplicito, ma nelle battute iniziali del documento si parla di riduzione del danno della riforma Moratti, mentre il danno si dovrebbe azzerare con il solo strumento del referendum abrogativo, ripristinando il vecchio sistema, ricordo ancora una volta che basterebbe la richiesta di 5 Consigli Regionali per accedere al referendum, oggi l'Unione dispone di questo potere, ma sembra che non lo voglia utilizzare.

" Ranieri: La Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità del decreto sulla scuola di base, che palesemente viola il principio dell'autonomia scolastica e le competenze costituzionalmente affidate alle Regioni e al sistema degli Enti locali.....È possibile e opportuna un'iniziativa politica, che parta dal sistema delle Regioni e dalle autonomie locali, volta a rimettere sul tavolo, anche prima della sentenza della Corte Costituzionale, lo stesso decreto sulla scuola di base.... Un'iniziativa di questo genere può collegarsi e dare forza alla stessa riapertura di trattative con le organizzazioni sindacali - a cui il Governo è stato costretto dal movimento - su questioni nodali come quella del tutor. È chiaro che la responsabilità di una scelta di questo tipo è del sistema delle Regioni e degli Enti locali, nella loro autonomia e nelle sedi istituzionali proprie. "

I DS rilanciano la palla alle autonomie locali, ma ancora non si legge il richiamo alla cancellazione, inoltre il riferimento alla riapertura delle trattative sindacali per il ruolo di tutor implica che almeno questo pezzo della Riforma Moratti è accettato dai DS poi il movimento non ha mai fatto pressioni sul governo per condurlo al tavolo con i sindacati, abbiamo rifiutato totalmente la figura del tutor.

"Ranieri: Riportare in vigore l'art. 130 del Testo Unico che regolamenta il tempo pieno, nella prospettiva della sua estensione.
Riaffermare il valore dell'obbligo scolastico, a partire dal suo innalzamento al biennio della Superiore attraverso una sua profonda riforma, che permetta di accogliere e valorizzare le intelligenze diverse, i nuovi modi di esplorare il mondo degli adolescenti.
Ma questi punti possono dare un contributo a saldare il movimento reale di quanti oggi sono impegnati contro la "deforma" della Moratti - con le manifestazioni, ma ancor più con il paziente lavoro di ogni giorno - a una prospettiva di governo che abbia come obiettivo non quello di incanalare, ma di dare respiro alle forme di protagonismo e di autogoverno delle scuole, dei territori, delle comunità locali.
"

Si parla del ripristino del tempo pieno, dell'innalzamento dell'obbligo scolastico almeno sino al primo biennio delle superiori, non ci sono altri riferimenti in materia di doppio canale, portfolio, carriera dei docenti, ruolo del dirigenti, test di valutazione nazionali e tutto ciò che noi attivisti del movimento conosciamo bene e consideriamo dannoso e distruttivo.
Consiglio peraltro a tutti di leggere il testo completo del documento di Ranieri per meglio comprendere la posizione dei DS in merito al sistema scolastico.

Riporto qui l'intervento di Patrizia ed i suoi commenti, lascio al lettore le considerazioni

"La fabbrica del programma (Prodi) e Retescuole

Patrizia Quartieri - Roberto Rivolta


Abbiamo avuto l'occasione, come Retescuole, di partecipare alla giornata sulla scuola promossa da Prodi a Bologna. Senza alcuna aspettativa, abbiamo pensato di andare comunque a far sentire la nostra voce. Una giornata di lavoro con un centinaio di partecipanti. Quattro minuti a testa di intervento. Chiusura -sintesi di Prodi (venti minuti) con ripresa degli interventi fatti. In relazione al nostro, ha invitato a lasciare da parte le posizioni troppo estreme (sic!).
Aspetti positivi: 1. In diversi interventi si è usato il termine "abrogare " (la riforma Moratti).
2. Nella sua conclusione , Prodi, ha messo quasi al primo posto la difesa e la valorizzazione degli istituti tecnici.
Aspetti negativi: 1. Non ha mai parlato di abrogazione, ha usato il termine generico "voltare pagina".
2. Come detto, ha ritenuto estremista il nostro intervento per la parte scuola - libero mercato.
3. I tre punti principali che ha focalizzato ( risorse-autonomia-valutazione) per la valorizzazione della scuola, suonano molto ambigui.
"

Per ultimo la dichiarazione di Romano Prodi

«La scuola deve risalire nella gerarchia dei valori»

Sabato 14 Maggio 2005

«La scuola deve risalire nella gerarchia dei valori. Quanto poi questo si trasformerà in euro contanti dipende dallo stato in cui sarà lasciata la finanza pubblica». Il leader dell'Unione Romano Prodi, tira le conclusioni della giornata di oggi alla Fabbrica del Programma dedicata alla scuola e agli insegnanti. «La scuola italiana ha bisogno di risorse e il Paese - ha detto - deve rimetterla al centro di ogni attenzione. La scuola, però, deve anche essere una scuola seria, organizzata, forte, in cui le riforme diano un ruolo nuovo agli insegnanti, una responsabilizzazione di coloro che vi operano all'interno. C'è la necessità di voltare pagina anche sul finanziamento, ma - sostiene Prodi - vedremo quali saranno le risorse disponibili. Ci vuole una riforma, certo, ma una riforma che non turbi gli equilibri esistenti non è una riforma. La situazione che vedo - ha detto il Professore - è sempre più compromessa, fino a scivolare nell'assurdità degli ultimi quattro anni». Sulla modifica delle scuole tecniche Prodi è secco: «Una riforma che distrugge la scuola tecnica e le toglie dignità.
Quando vedo questo - ha detto - vedo il ripudio della società moderna.
La scuola è formazione di capitale non qualcosa in cui spendere soldi». «Ho sempre visto la scuola - ha poi spiegato il Professore - come motore dello sviluppo. La scuola non deve sottostare ai problemi economici. Bisogna dare agli studenti gli strumenti per promuovere loro stessi questo sviluppo. La scuola ha bisogno di risorse ma deve anche essere seria, organizzata e forte. Una scuola in cui le riforme diano un ruolo nuovo agli insegnanti. E' una responsabilizzazione di coloro che operano nella scuola
».

Anche qui non trovo traccia del verbo cancellare, però riconosco a Prodi una certa onestà quando si riferisce alle risorse disponibili, subordinando un'eventuale contro-riforma alla disponibilità di risorse finanziarie, salvo poi contraddirsi quando dice che "La scuola non deve sottostare ai problemi economici", è ovvio che una scuola pubblica di qualità, obbligatoria almeno sino al primo biennio delle superiori, costa molto, ma se i problemi economici non contano, allora perché riferirsi allo stato della finanza pubblica?

Siamo forse in presenza dei soliti "balletti" pre elettorali? Oppure la mancanza di una linea forte e comune che ruoti su una sola e semplice richiesta di abrogazione, è il segnale di una spaccatura profonda all'interno dell'Unione?
Ieri Berlusconi, sull'onda della sconfitta referendaria, ha apertamente invitato Rutelli ad unirsi alla Casa delle Libertà, non vi è stata una smentita secca da parte di Rutelli, un Congresso dei DS "non fa primavera", la mancanza di posizioni forti da parte del centro-sinistra non fa ben sperare.
Solo il movimento è stato coerente sino ad oggi proprio perché non si è affiliato a qualsivoglia partito o sindacato, ha lasciato libero spazio di espressione ai suoi attivisti, ha sempre invocato l'abrogazione della legge 53, ma, senza voler usare i voti come moneta di scambio, come è possibile che l'opposizione non comprenda che questa forza scaturisce da una volontà ferrea di voler abrogare la riforma Moratti, non di vederla modificata.
Sono - siamo - stanco di italici papocchi, la società non ne può più di compromessi volti solo ad assicurare la spartizione del potere una volta al governo.
Tutte queste dichiarazioni dei DS, di Prodi, mi sembrano pre-tattica finalizzata a creare ulteriore confusione laddove - la scuola - c'è invece bisogno di chiarezza, è invece fin troppo chiaro il disegno politico, con riferimento all'istruzione: rispetto degli obiettivi di Lisbona, subordine della contro riforma alle risorse finanziarie, riconoscimento della figura del tutor, ma questo non ci ricorda l'impianto di base della riforma Moratti?

Lascio le risposte alle vostre coscienze.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Giovanni    - 26-06-2005
"....mentre il danno si dovrebbe azzerare con il solo strumento del referendum abrogativo, ripristinando il vecchio sistema, ricordo ancora una volta che basterebbe la richiesta di 5 Consigli Regionali per accedere al referendum, oggi l'Unione dispone di questo potere, ma sembra che non lo voglia utilizzare."

MA ALLORA SIAMO MASOCHISTI. ANCORA A QUESTO PUNTO SIAMO?

"...Tutte queste dichiarazioni dei DS, di Prodi, mi sembrano pre-tattica finalizzata a creare ulteriore confusione laddove - la scuola - c'è invece bisogno di chiarezza, è invece fin troppo chiaro il disegno politico, con riferimento all'istruzione: rispetto degli obiettivi di Lisbona, subordine della contro riforma alle risorse finanziarie, riconoscimento della figura del tutor, ma questo non ci ricorda l'impianto di base della riforma Moratti?
Lascio le risposte alle vostre coscienze."

Non sarebbe il caso, invece, di mandare a casa il prima possibile questa manica di clerico fascisti?
E' vero che occorre essere attenti e precisi, ma le sottigliezze filogiche e il "più uno" sempre e comunque ci hanno portato intanto al governo della destra e alla ministro Moratti (hanno contribuito): non si tratta di turarsi il naso, ma nemmeno di non scegliere nettamente chiaramente e adesso. La scuola e chi ci vive forse non ha troppo bisogno di apoti intelligenti, anche involontari.

 Italo    - 10-09-2005
Destra sinistra ... a loro (professori universitari in particolare) della scuola non interessa nulla è la solita solfa preelettorale assieme a quella anch'essa sempre solita, del valore da dare ai giovani e bla bla bla bla bla bla bla ..........zzzzzzzzz...
Chi ci crede o è della loro cricca o è un gran fesso...NON VOTATELI!!!!!!!!