breve di cronaca
La corresponsabilità nel processo educativo
Francesco Paolo Catanzaro - 14-06-2005
La presenza della componente genitori a scuola apre discussioni e confronti fra le varie parti coinvolte nel processo educativo. In un intervento ad un seminario tenutosi a Palermo il 7 giugno scorso presso la Facoltà di Scienze della formazione ed organizzato dall'IRRESICILIA nell'ambito della Metodologia della ricerca in campo educativo il prof. Guglielmo Malizia, docente presso l'Università pontificia salesiana di Roma, ha illustrato i dati di una ricerca condotta nelle scuole cattoliche, dove si metteva in evidenza la partecipazione attiva dei genitori nel progetto educativo didattico scolastico in ogni ordine e grado ad esclusione di un decremento nei corsi professionali. Il professore poneva in evidenza un concetto che dichiarava essere presente e già sperimentato nelle scuole private cioè quello relativo alla CORRESPONSABILITA' EDUCATIVA dei genitori.

In effetti i genitori, pagando ogni mese una retta, si sentono più motivati alla partecipazione nelle attività scolastiche, hanno un ceto sociale più elevato e quindi un grado di cultura superiore e motivazionale alla presenza a scuola, contrariamente alle scuole statali dove il tasso di partecipazione, tenendo conto dei diversi parametri come la provincia , il territorio, la disponibilità al tempo da spendere a scuole,è molto bassa. E' inevitabile pensare ad un tentativo di abbinamento scuole statali = scuole di serie B, scuole private = scuole di serie A! Mi dichiaro completamente distante dalle posizioni del prof. Malizia. Anzi sono fermamente convinto che il concetto di corresponsabilità educativa non è solo prerogativa delle scuole private cattoliche o non che siano, ma è adottabile in qualunque istituzione scolastica che pone come primaria ed irrinunciabile la collaborazione dei genitori nell'ambito educativo, mantenendo un ruolo diverso da quello degli educatori e degli insegnanti.Tale collaborazione si esprime principalmente nell'area sociale e presuppone una non differenziazione tra patners seniores ( dirigenza, insegnanti) e patners juniores ( genitori) ma affida ruoli diversi a patmers con pari dignità. E', dunque, un atteggiamento interessante che deve essere però ancora sperimentato ed osservato nei suoi risvolti positivi e negativi. La ricerca metodologica dovrebbe porre più attenzione a tale proposta e, dopo la sperimentazione nelle scuole statali, pubblicarne i risultati per verificarne la validità a livello educativo. Forse il livello di partecipazione crescerà anche nelle scuole pubbliche e ci auguriamo non soltanto le mamme motivate possano essere presenti ma anche i padri, riscattando il loro dovere di partecipazione alla pari ed il diritto dei figli a vedere genitori sempre più attenti ed interessati al loro portfolio educativo e formativo.

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