Tremate, tremate, le streghe hanno votato
Anna Pizzuti - 12-06-2005
Prima mattina di giugno, mattina di sole fresco. Seguendo l'invito dei promotori del referendum, vado a votare , con la speranza di influenzare l'andamento del quorum.
Immagino di trovare il seggio vuoto, ma non è così. Insieme a me un signore e due ragazze. E un clima diverso da tutte le altre volte. Se siamo lì, sappiamo, ciascuno dell'altro, cosa sta per votare. Questa consapevolezza crea un legame di solidarietà, quasi di complicità. E ci spinge a parlare liberamente. Dentro il seggio, cosa mai accaduta prima.
Anche nella cabina una novità, o almeno lo è per me che, distratta come sono, forse le altre volte non me ne ero accorta: un avviso che proibisce di entrarvi con videocamere o videocellulari.
Dopo aver votato, affronto il mio personale problema di elettrice: la ripiegatura delle schede, un incubo che mi si ripropone ad ogni votazione. Ce la faccio - a fatica - anche questa volta; mentre le deposito nelle urne, ancora commenti e battute. "Buon lavoro", dice il signore alle scrutatrici. "Speriamo sia molto", aggiungo io.
Camminando verso casa, però, mi torna in mente l'avviso letto nella cabina. Immagino volesse alludere al fatto che qualcuno ti può costringere a fotografare la scheda che hai votato e intanto penso anche che a me nessuno ha chiesto se vi stavo entrando munita del marchingegno proibito.
"Ah, la tecnologia..." - mi dico - "che nel segreto dell'urna sostituisce l'occhio di Dio" Ma poi mi torna in mente tutta la situazione appena vissuta e non so se mettermi a ridere o a piangere per lo sconforto.
L'avviso letto nella cabina assume la natura di uno sberleffo. Non c'è nessun bisogno di marchingegni tecnologici, oggi , per controllare il voto. Basta entrare nel seggio, per dichiararlo. Oppure, come ricordava il telegiornale, basta entrare, ma poi rifiutare di prendere qualcuna delle schede a disposizione.
Mi tornano in mente le pile di schede - una a destra, l'altra a sinistra degli scrutatori -con i sì ed i no stampati in nero, aperte, da prendere davanti a tutti prima di entrare nella cabina. Accadeva così, alle "elezioni" che si svolgevano durante il fascismo. E sento quasi un brivido corrermi per la schiena.
Si è discusso molto, nelle ultime settimane, sul fatto che anche in altri referendum c'erano indicazioni che favorivano o richiedevano direttamente l'astensionismo. E che quindi condannarlo, anche dal punto di vista legale, oltre che etico, era pretestuoso e contraddittorio.
A mio parere, invece, non c'è paragone tra gli altri astensionismi e quello di oggi.
E non è solo l'argomento in sé dei referendum che fa la differenza, quanto il modo in cui la semplice difesa di una visione laica dell'esistenza, oltre che, naturalmente, del diritto a non soffrire - diritto che, come sempre, guarda caso, sono le donne che se lo debbono difendere - è stata contrastata, condannata, messa al rogo, da coloro che ritengono di avere potere di veto - con il non voto - su qualsiasi modo di intendere il valore della vita che non sia il loro.
Non una fede o un'opinione - cosa in sé talmente legittima da non essere minimamente in discussione - bensì LA FEDE e L'OPINIONE
Per cui le porte del seggio appaiono, in questa occasione, come le porte dell'inferno. Con in più il valore aggiunto della visibilità.
L'"occhio di Dio", quindi - tecnologico o meno - non più dentro la cabina, ma fuori, sulla soglia.

Molti sono i rischi che la nostra democrazia sta correndo e molti sono ben più gravi di quelli messi in moto dall'astensionismo su questi referendum, ma certo, anch'esso sta facendo la sua parte.

"Tremate, tremate, le streghe hanno votato". Quorum o non quorum, immagino che in molti posti questa sia l'aria che tira. Una brutta aria.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 13-06-2005
Cara Anna, sono pienamente d'accordo con te quando affermi che si sta respirando una brutta aria. E' da un po' di tempo che quest'aria sta diventando sempre più pesante ed irrespirabile, soprattutto per i malati di libertà, rispetto, tolleranza e legalità. A questo punto della nostra storia a volte penso che forse dovremo abituarci a respirarla, anche se la nostra salute rischierebbe di essere compromessa. Non riesco infatti ad accettare più atteggiamenti camaleontici o qualunquistici che potrebbero cancellare i numerosi diritti acquisiti fino ad ora, lottando, lottando, lottando. Faccio anche fatica a capire la gente e non giustifico più l'ignoranza e l'egocentrismo. Comunque continuo a portare avanti le battaglie che considero giuste, soprattutto se esse sono condotte non perchè potrebbero garantirmi un lauto guadagno economico o un ruolo sociale più elevato, ma perchè penso che esse debbano essere intraprese perchè un domani i giovani che conosco possano dire che non mi sono mai lasciata risucchiare dall'alta o bassa marea. Pensi che queste motivazioni al giorno d'oggi siano solo voli pindarici o obiettivi per cui vale la pena di spendersi?
La mia anima spessimimo mi fornisce la sua risposta, ma eventualmente vorrei condividerla con te e con quanti credono ancora in certi valori.
Ti ringrazio.

 Anna Pizzuti    - 14-06-2005
Cara Ilaria, naturlamente sono d'accordo con quello che dici, altrimenti non sarei (e tanti ancora, per fortuna insieme a noi) qui.

Riguardo alla vicenda del referendum, quello che mi preoccupa non è tanto il risultato, quanto le interpretazioni che ne vengono date o meglio, il senso che a questa "vittoria" viene dato da chi, appunto, crede di aver vinto
Ieri sera ho acceso la tv mentre iniziava l'intervista a Ruini, come se fosse un leader di partito all'indomani di una vittoria elettorale; purtroppo ho ceduto all'istinto ed ho cambiato subito canale, spinta da un impulso irrefrenabile al rifiuto. Ed ho sbagliato, perchè ora mi mancano elementi di analisi. O meglio, li posso solo - comunque sapendo di non sbagliare - immaginare.

Il trionfo dei valori, della fede, della vita, avrà detto. Ma io ho negli occhi e nella mente tanti blob che mi rappresentano questa società per quello che realmente è: da una parte l'egoismo più barbaro, dall'altra il tirare avanti strappando la vita con i denti. In ogni caso, molto poco che abbia a che vedere con quello che Ruini o Rutelli o altri stanno ora leggendo nel voto.

Una ulteriore mistificazione che si aggiunge alle tante che inquinano la politica; altro che valori.

Ciao, Ilaria e grazie per l'attenzione