Se questa è l'applicazione delle Vostre Riforme...
Nicola Giua - 11-06-2005
Al Dirigente Generale
dell'Ufficio Scolastico Regionale
Dott. Armando Pietrella
CAGLIARI

e, p. c.
Ai Dirigenti del C.S.A.
CA-NU-OR-SS
- Alle RSU
- A tutto il personale docente e ATA
- Ai Genitori
- Ai Dirigenti Scolastici
SCUOLE DELLA SARDEGNA
Agli Organi di Informazione


OGGETTO: se questa è l'applicazione delle Vostre "RIFORME"!!!

Gent.mo Dott. Pietrella,
lo scrivente Nicola GIUA in rappresentanza dei COBAS - Comitati di Base della Scuola della Sardegna, in relazione all'oggetto, espone quanto segue.
Nel corrente anno scolastico la fervida fantasia di alcuni Dirigenti Scolastici è sfociata in vari abusi nella gestione degli organi collegiali e nell'emissione di atti gravemente illegittimi. La creatività di taluni Dirigenti si è sbizzarrita all'inverosimile raggiungendo vette assolutamente impensabili anche nella gestione di altre fattispecie, contrattuali e non.

Infatti, abbiamo avuto ed abbiamo tuttora fulgidi esempi di Istituzioni Scolastiche della Sardegna nei cui Collegi dei Docenti non è consentito alle/ai docenti di esercitare in alcun modo, o in maniera assolutamente ridotta, le proprie prerogative ed altre "situazioni" nelle quali alcuni Dirigenti Scolastici si sostituiscono addirittura al Collegio o assumono incredibilmente le funzioni di "Organo Giurisdizionale".
La casistica di tale "sovranità limitata" è varia e può essere chiarita con alcuni esempi assolutamente non esaustivi:

 divieto di presentare mozioni rispetto ai punti all'O.d.G.;
 divieto di intervenire sui punti all'O.d.G.;
 divieto di votare in maniera difforme dai desiderata del Dirigente/Presidente;
 divieto al Collegio di votare un POF non gradito al Dirigente Scolastico;
 decreto di approvazione del POF da parte del Dirigente Scolastico;
 modifica del POF da parte del Dirigente Scolastico in difformità dalle delibere del Collegio dei Docenti;
 divieto di votare l'adozione di libri di testo difformi dai desiderata della Sig.ra Ministra Brichetto e della Dirigenza del MIUR;
 "annullamento" di delibere del Collegio dei Docenti da parte di Dirigenti Scolastici;
 criteri sullo svolgimento della cosiddetta funzione tutoriale emessi illegittimamente da Dirigenti Scolastici in assenza (di) e/o contro il parere dei legittimi Organi Collegiali;
 orari di lavoro dei docenti imposti dai Dirigenti senza la votazione di criteri generali e proposte dei Collegi dei Docenti e dei Consigli di Circolo/Istituto e in assenza di alcuna contrattazione con le RSU in materia di modalità di utilizzazione del personale;
 divieto di votazione in Collegio dei Docenti di criteri sulla valutazione e tentativi di imposizione di schede di valutazione, registri degli insegnanti e cosiddetto "portfolio" in totale e palese violazione delle prerogative del Collegio;
 mancata convocazione di Collegi dei Docenti nonostante la presentazione della formale richiesta corredata da oltre un terzo di firme dei componenti, in palese violazione della normativa vigente;
 richiesta da parte di Dirigenti Scolastici (ed in alcuni casi la richiesta è stata incredibilmente accolta) a Consigli di Circolo/Istituto di approvare il POF in assenza della approvazione dello stesso da parte del Collegio dei Docenti ed addirittura in difformità dalla delibera dello stesso Collegio;
 richiesta di inserimento all'ordine del giorno (ed in alcuni casi di delibere) di sedute di Consigli di Circolo/Istituto su materie che non sono di competenza di tali Organi Collegiali (ad es. adozione libri di testo, criteri del tutor, scheda di valutazione, etc.) e che, notoriamente, la legge pone in capo alla competenza esclusiva dei Collegi dei Docenti;
 richiesta di "supervisione" (e talvolta correzioni) dei verbali degli Organi Collegiali, da parte di Dirigenti Scolastici, ai segretari verbalizzanti prima della loro approvazione.

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Nei casi in cui i Dirigenti non sono riusciti ad imporre i loro "desiderata" agli Organi Collegiali è intervenuta la Direzione Generale con l'emissione di atti palesemente illegittimi che "tentano" di normalizzare le scuole "troppo" democratiche (nomina del Commissario ad Acta al 6° Circolo di Quartu S.E. "Iqbal Masih", docet).
A tale riguardo ultimamente si è potuto verificare che in molte scuole si è scatenata una "instancabile" attività di "supporto" alle "riforme Moratti" da parte di infaticabili Ispettori Ministeriali e si è addirittura arrivati alla convocazione di Collegi dei Docenti, da parte di Dirigenti Scolastici, (tra quelli più attivi nelle attività surrichiamate) con la presenza dello stesso Direttore Scolastico Regionale. Pare chiaro che convocazioni di tal fatta sono assolutamente illegittime in assenza di un formale invito da parte dello stesso Collegio (e non del Dirigente /Presidente).
Tali azioni, ovviamente, non sortiranno alcuno degli effetti sperati.
Ciononostante la Sardegna è una delle regioni italiane nelle quali l'applicazione delle "leggi Moratti" è più in difficoltà e nelle cui scuole vi è stato un massiccio rifiuto delle cosiddette "innovazioni" che porterebbero alla "distruzione" della scuola pubblica. Sicuramente questa è la ragione principale dell'accanimento nei confronti di alcune scuole; la seconda (ma non ultima) ragione è data dalla scarsa conoscenza dei limiti del proprio ruolo (e del rispetto che sarebbe invece dovuto agli Organi Collegiali), e la mancanza di cultura giuridica, da parte di tanti, troppi Dirigenti Scolastici.

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Si aggiunga che molte Istituzioni Scolastiche sono (dopo oltre 4 anni dall'affidamento del ruolo dirigenziale e dalle prime elezioni delle RSU) all'anno zero nelle relazioni sindacali. Infatti, vi sono ancora tante istituzioni nelle quali non viene fornita alle RSU la dovuta informazione preventiva e successiva e non vengono presentate proposte di contratto d'istituto su tutte le materie chiaramente previste dall'art. 6 del CCNL Scuola 2002-2005. Anche in questo caso si evidenzia una mancanza di "cultura" delle relazioni sindacali da parte di taluni Dirigenti Scolastici i quali non hanno ben compreso che esiste una fondamentale differenza tra il ruolo del SATRAPO o PADRONE delle FERRIERE e quello del DIRIGENTE SCOLASTICO il quale ha dei poteri e delle prerogative, previste dalle leggi vigenti, le quali però devono essere armonizzate con i poteri degli organi collegiali e con le prerogative delle parti sindacali, anche queste previste dalla normativa vigente.

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In svariate scuole viene segnalata una gravissima "sofferenza" in relazione alla sostituzione dei docenti assenti. Infatti, in palese violazione della normativa vigente, e dello stesso Contratto Collettivo Decentrato Regionale della Sardegna sulle Utilizzazioni, taluni Dirigenti assumono di non poter procedere alla nomina di supplenti temporanei e si assiste alle più svariate decisioni che hanno in comune il garantire il "niente" o nel migliore dei casi la semplice "guardiania (o baby parking, che dir si voglia).
La casistica di ciò che accade è assolutamente varia.
Vi sono scuole nelle quali (con sensibili differenze in relazione ai diversi gradi di scuola) si procede allo "smistamento" di alunni nelle altre classi, all'ingresso posticipato e/o all'uscita anticipata degli alunni, all'affidamento di supplenze agli insegnanti di sostegno, agli specialisti di lingua straniera (alle elementari), agli insegnanti in compresenza per attività programmate, etc., etc..
In taluni casi le fattispecie surrichiamate vengono applicate anche per assenze rilevanti e vi sono situazioni scolastiche nelle quali (conteggiando tutte le fantasiose modalità di sostituzione dei docenti) gli alunni hanno "perso" tantissimi giorni di lezione. Ci pare di ritenere che nella stragrande maggioranza dei casi rappresentatici non si tratti di garantire la vigilanza e sicurezza degli alunni (ai sensi del Codice Civile) ma che questa pratica inqualificabile stia diventando l'ordinarietà nel "gestire" le assenze dei docenti.
A nostro parere in molte situazioni si stanno esercitando dei veri e propri abusi e pensiamo che la sensibile riduzione dei giorni di lezione stia provocando una gravissima limitazione del diritto allo studio che acclara (nei casi più gravi) una chiara interruzione di pubblico servizio.
Anche per la sostituzione del personale ATA assente si assiste a pratiche forse meno fantasiose ma non per questo meno "pesanti". Infatti, anche in questo caso, non si procede alla sostituzione di personale assente anche per lunghi periodi ed il lavoro degli assenti viene, ovviamente, assunto dalle/dai colleghi in servizio (spesso in assenza di formale contrattazione al riguardo) e comunicando al personale una assunta (ma assolutamente fantasiosa) obbligatorietà di dover sostituire i colleghi assenti, talvolta anche con la prestazione di straordinario "coatto".

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Infine, si segnala che negli ultimi tempi sono stati attivati, da parte di alcuni Dirigenti Scolastici, procedimenti disciplinari e sanzioni disciplinari nei confronti di rappresentanti sindacali unitari, circostanza che si qualifica da sola quale tentativo di "normalizzare" le situazioni più "calde" nelle quali non si riesce in altro modo a imporre la "legge del capo".

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Delle gravissime "problematiche" rappresentate è stata più volte informata per le vie brevi la Direzione Scolastica Regionale (e personalmente il Dirigente Generale Dott. Pietrella) e sono stati trasmessi decine di documenti da parte di singole/i colleghe/i, organi collegiali e gruppi di docenti, ATA e genitori.
Ciononostante la situazione è rimasta immutata e non pare che la Direzione Regionale si sia attivate in alcun modo per la risoluzione delle stesse e per far cessare gli "abusi" che continuamente vengono perpetrati nelle Istituzioni Scolastiche. E' chiaro che in talune di queste Istituzioni la situazione è diventata assolutamente insostenibile.
Tutto ciò argomentato e premesso si chiede un urgente riscontro alla presente e si rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Si coglie, altresì, l'occasione per porgere cordiali saluti.


Per l'Esecutivo COBAS
Comitati di Base della Scuola
Sardegna
Nicola Giua


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