A quando l'informazione per l'educazione sessuale a scuola?
Francesco Paolo Catanzaro - 08-06-2005
E' notizia di pochi giorni fa l'episodio di cronaca relativo ad abusi sessuali su una minorenne in una scuola del nisseno. La vittima : una ragazzina tredicenne; i suoi "molestatori": un ragazzo di sedici anni, l'altro di diciassette. Si ripropone il solito dramma che colpisce maggiormente quegli alunni che non hanno interiorizzato valori e principi del viver civile . A rendere più triste la vicenda è il luogo del misfatto: una Scuola ove giornalmente si propongono riflessioni sulla legalità, si progettano interventi educativi al fine di recuperare comportamenti e disagi generazionali.
Il vuoto di valori, caratteristico di una frangia adolescenziale, che a volte è un abisso viene poi colmato in maniera subdola dai mass media, che spesso non si autoregolamentano ma pur di fare audience diffondono immagini e situazioni che vedono il sesso mistificato come vessillo del potere ed arma per farsi accettare dal " gruppo", che facilmente si trasforma in " branco". Ad essere chiamati in causa sono quindi le agenzie educative che quotidianamente dovrebbero denunciare tali abitudini televisive e non, portando i propri alunni a discriminare e a scegliere in virtù di valori interiorizzati di sana costituzione. Ma non sempre ciò avviene per tutti, specialmente per quegli alunni che in situazioni di disagio non hanno raggiunto la capacità di catalogare il male ed il bene riconoscendone gli effetti. Ecco quindi che i gruppi o le bande giovanili ai margini con i loro riti di passaggio e di iniziazione possono compromettere la psiche non " irrobustita dagli interventi valoriali" e proiettare il soggetto verso forme di mancato autocontrollo o di ebbrezza del proibito.
Come la riforma scolastica sopperisce a questa mancanza di corretta informazione sui temi sessuali?
Con l'attivazione di sezioni relative alla Educazione all'affettività, richiedendo ai docenti un ulteriore adattamento per questi temi. Soltanto che a monte manca una preparazione attenta e sistematica per i docenti che ci auguriamo possa arrivare al più presto. Soltanto però con l'interazione tra scuola ed A.S.L. si potrà sopperire a questo bisogno. Ma i soldi per la formazione ci sono? Speriamo di sì perché per ogni ragazzo che si perde nei meandri dell'illegalità la coscienza degli insegnanti è tormentata ma altresì dovrebbero essere le coscienze di tutti ad urlare la disperazione, una "coscienza sociale" che in sintonia riuscirebbe ad ottener tanti risultati positivi se ne avesse la forza economica e la volontà umana.
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