Care/i compagne/i ...
Piero Bernocchi - Pino Giampietro - 21-05-2005
Riceviamo e pubblichiamo (Red)

L'assemblea che abbiamo organizzato come Confederazione Cobas a Roma il 6 maggio su pensioni e TFR,e a cui avete portato il vostro valido contributo, riteniamo abbia costituito un significativo momento di chiarimento, confronto e approfondimento su questioni oggi di grande rilievo per tutto il mondo del lavoro.

Ciò che è emerso dalla gran parte degli interventi è la consapevolezza che la scelta del governo Berlusconi di andare verso la generalizzazione dei fondi pensione - legata al processo di finanziarizzazione dell'economia e di concentrazione del capitale e alla logica dell'attacco al welfare e al sistema previdenziale publico, connesso alla ricerca di nuove fonti di profitto - è stata condivisa dalla Confindustria e dalla quasi totalità di CGIL-CISL-UIL ed accettata da buona parte del centrosinistra.

In tale quadro l'utilizzo del TFR per far decollare i fondi pensione rappresenta un chiarissimo attacco al salario differito dei lavoratori. Come è altrettanto evidente che i fondi pensione non siano i frutti e il rimedio della crisi del sistema previdenziale pubblico, bensi è la loro estensione che contribuisce a mettere in crisi le pensioni pubbliche.

Il rifiuto dei fondi è legato non solo a motivazioni di carattere economico, per l'assenza di garanzie reali che li caratterizza (è proprio dei giorni scorsi il più grande default della storia dei fondi, quello della United Airlines con una voragine di circa 10 miliardi di dollari), ma anche e/o soprattutto per il processo di desolidarizzazione, di individualismo, competizione e corruzione che introduce tra i lavoratori, che mina l'universalità e le basi solidaristiche del sistema previdenziale pubblico.

L'attuale riformulazione del silenzio/assenso -capovolto rispetto alla consolidatissima prassi precedente - costituisce un'operazione truffaldina clamorosa che, puntando su ignoranza e disinformazione, mira a fare bottino pieno sul TFR di milioni di lavoratori.

Pertanto il meccanismo del silenzio/assenso, per la sua eclatante nefandezza, può rappresentare il punto di partenza su cui fare leva per costruire una grande campagna di denuncia della truffa che si sta delineando sulle liquidazioni dei lavoratori; può essere questo il minimo comun denominatore che vede d'accordo tutti i partecipanti all'assemblea; da lì si può partire per arrivare alla costruzione di una generale campagna contro la legge delega di Berlusconi, che per buona parte entrerà in vigore dal 2008, e a mettere in discussione la controriforma Dini, i cui disastri (aumento dell'età pensionistica e drastica diminuzione degli importi pensionistici) sono sotto gli occhi di tutti.

Il decreto attuativo sul silenzio/assenso è ancora in alto mare e si può ritenere che, a meno di colpi di mano estivi, non vada in porto prima di settembre; non è il massimo aspettare passivamente il decreto per poi organizzare le dichiarazioni di dissenso, ma sarebbe importante costruire subito occasioni di mobilitazione e denuncia che facciano crescere il clima di rifiuto da parte dei lavoratori.

Ci pare che la proposta ampiamente condivisa di costruire comitati unitari a livello territoriale e possibilmente di singoli posti di lavoro che magari trovino una forma di coordinamento a livello nazionale sia realistica ed efficace e dobbiamo fare il massimo sforzo per realizzarla.

E' possibile mandare un segnale che tracci un'inversione di tendenza, perciò ci sembra utile che si lanci unitariamente una prima giornata nazionale di mobilitazione e denuncia articolata territorialmente con manifestazioni, presidi, assemblee, sit/in, performances, etc...su pensioni/tfr per la seconda metà di giugno. Che ne pensate di sabato 25?

Un saluto a tutti/e

per la Confederazione Cobas
Piero Bernocchi - Pino Giampietro
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 da fondo Espero    - 21-05-2005
12/05/2005, Adesione del Prof.Panini ad Espero
Dopo l'adesione del Segretario Generale Enrico Panini, il giorno 11 presso il Centro nazionale della FLCGIL si è svolta una iniziativa per la promozione di Espero.
La giornata si è conclusa con la scelta generalizzata dei partecipanti a sottoscrivere l'adesione al Fondo .

 sandra    - 21-05-2005
Il meccanismo del silenzio assenso per i lavoratori della scuola - fondo Espero - non esiste.

 gp    - 22-05-2005
(...)"Il meccanismo del silenzio assenso per i lavoratori della scuola - fondo Espero - non esiste. (...)"

In verità questo meccanismo che qualcuno - a torto o a ragione - definisce una truffa - allo stato - non esiste in alcun comparto ... perché non sono ancora stati emanati i decreti (e i regolamenti) legislativi attuativi.

E' un fatto però che la campagna promozionale per raccogliere adesioni procede a rilento ... come testimonia, da un lato, la richiesta (accolta dal MIUR) di prolungare di 2 ore (oltre le dieci stabilite per contratto) il "monte ore" individuale per consentire alle OOSS che costituiscono il Fondo Espero (dal quale sono escluse le sigle non rappresentative) di programmare assemblee in orario di servizio aventi un unico scopo: procurare clienti. [1]

Dall'altro "lo spot" di Panini, giustamente evidenziato nel sito Espero.

Ci sarebbe molto da dire sul fatto - ad esempio - che il sindacato sembra abbia, definitivamente, abbandonato il suo ruolo sociale: ovvero la tutela (e la difesa) del potere d'acquisto di stipendi e pensioni e che preferisca la - ben più remunerativa - funzione di promoter finanziario.

Ma - in questa fase del dibattito - a me interessa la chiarezza delle posizioni di ciascuno. Ragione per la quale approfitto del commento di Sandra per rivolgere alla FLC-Cgil una domanda: "Per quanto attiene il meccanismo del silenzio/assenso la federazione presieduta dal preside Panini si dichiara contraria o favorevole? e - se è contraria al principio del silenzio/assenso - quali forme di pressione intende esercitare sul governo affinché receda da questo intento?"


[1] E già questo la dice lunga sulla "democraticità e sulla trasparenza dell'iniziativa. Le assemblee in orario di servizio possono essere indette solo da coloro che gestiranno i fondi. Al dissenso è negata la possibilità di esprimersi.

 da Forum scuola Imola    - 22-05-2005
COBAS Comitati di Base della Scuola
Sede nazionale: viale Manzoni, 55 - 00185 Roma
tel 06 70452452 - fax 0677206060 – www.cobas-scuola.org - mail@cobas-scuola.org

FONDO PENSIONI ESPERO?

Una proposta indecente, da respingere al mittente!
La Moratti e il governo di centrodestra, CGIL-CISL-UIL-SNALS-GILDA-ANP, la grande maggioranza del centrosinistra, vogliono convincerci ad aderire ad Espero, il fondo pensioni della scuola gestito da sindacati e Miur, “investendo” le nostre liquidazioni in una aleatoria pensione integrativa, poiché la previdenza pubblica è stata taglieggiata dalle precedenti “riforme” di Amato, Dini, Prodi e quella in atto di Berlusconi.
Sono stati appositamente istruiti un migliaio di funzionari ed attivisti sindacali, sguinzagliati nelle
scuole in cerca di gonzi da pelare; il Miur ha concesso alle suddette organizzazioni sindacali due ore di assemblea in più (oltre le 10 ore annue) per sedurci con le “magnifiche sorti e progressive” della previdenza privata; con la comunicazione del 18 aprile (che fa seguito alle circolari n. 58 del 21/7/2004 e n. 71 del 27/9/2004) il Miur caldeggia per ogni scuola il distacco di una o più unità del personale di segreteria per spiegare a docenti ed Ata come aderire ad
Espero; nella busta paga di aprile abbiamo tutti/e trovato un avviso/diktat che ci sollecita ad aderire ad Espero.
Ma il reiterato pressing nei nostri confronti non pare aver sortito finora gli effetti da lor signori sperati; le iscrizioni ad Espero sono ancora molto scarse.
Perché sacrificare il nostro TFR (trattamento di fine rapporto per i precari e gli assunti in ruolo dopo il 31/12/2000) o TFS (trattamento di fine servizio per gli assunti in ruolo entro il 31/12/2000), per una pensione integrativa di cui nessuno può stabilire con certezza l’entità, che dipende dall’andamento degli investimenti sui mercati finanziari, che oggi possono andar bene e domani avere conseguenze catastrofiche?
E’ dei giorni scorsi negli USA il più grande fallimento della storia dei fondi pensione, l’United Airlines ha lasciato un “buco” di 10 miliardi di dollari, le migliaia di dipendenti truffati verranno risarciti solo al 50% dallo stato; è poi ancora vivo il ricordo del fallimento dei fondi di Enron, Bethlehem Steel, Us Airways, Alaska Carpenter Pension Fund (aveva investito in Parmalat) ed in Italia della Comit.
Ma che razza di strategia sindacale è quella che -dopo aver concertato in precedenza pessimi
accordi su controriforme previdenziali che hanno drasticamente ridotto l’entità delle pensioni ed
innalzato l’età pensionabile-vuole oggi imporre la diffusione della previdenza integrativa, trasformando i lavoratori e le lavoratrici in analisti finanziari, costretti/e a guardare al proprio futuro aggrappati ai listini della borsa?
Investire nei fondi pensione significa sottrarre risorse alla previdenza pubblica, negare l’universalità del diritto ad una pensione pubblica dignitosa, cancellare ogni principio previdenziale solidaristico, diffondere l’egoismo e la competitività tra i lavoratori.
Il decreto attuativo sui fondi pensione non è ancora uscito, probabilmente non sarà pronto prima
di settembre; dal momento della sua uscita scatteranno i sei mesi entro i quali sarà applicato in
maniera capovolta il meccanismo truffaldino del silenzio/assenso
(per cui se non dirai nulla il tuo TFR finirà dritto nel fondo pensioni).
Abbiamo ancora tempo per mobilitarci e difendere il nostro TFR/TFS, rifiutando di aderire ai fondi pensione, facendo fallire il loro decollo.

Boicottiamo Espero!

 sandra    - 22-05-2005
Il meccanismo del silenzio assenso è contenuto (potrebbe essere contenuto) nei decreti attuativi della legge delega sulle pensioni.
Se non ricordo male la CGIL ha organizzato qualche sciopero, e di certo molte manifestazioni contro quella legge - delega.

Per quanto riguarda le assemblee nelle scuole, posso dire che docenti e ATA della mia scuola sono stati molto contenti (e più volte lo avevano richiesto) di essere informati in modo più dettagliato di quello che potevano leggere su internet o nei depliants.

Mi risulta che chi teneva l'assemblea avesse mandato di informare, non di vendere, e così è stato almeno nella mia provincia.

 gp    - 23-05-2005
Premesso che nel sito ufficiale della FLC-Cgil in una nota del 12 aprile 2005 leggo (testuale):

"Campagna di adesione al Fondo Espero: ore aggiuntive per le assemblee nella scuole.

Pubblichiamo la circolare richiesta al MIUR dalle Organizzazioni Sindacali al fine di concedere in deroga ulteriori ore di assemblee in orario di lavoro per poter svolgere la campagna di adesioni al fondo Espero."


Inoltro il testo di una nota Inpdap con la quale si invitano i dipendenti pubblici a non inoltrare note di indisponibilità di adesione al fondo prima dell'emanazione dei decreti attuativi.





Roma, 09 agosto 2004 Prot. n. 759

Oggetto chiarimenti sulla manifestazione di volontà nella destinazione del TFR/TFS a previdenza complementare.

Sono pervenute alle Sedi provinciali dell’Istituto numerose lettere con le quali gli iscritti comunicano la propria volontà di non rendere disponibile il proprio TFS-TFR per finalità di previdenza complementare.
Si chiarisce a tal fine che, prima dell’emanazione dei decreti di attuazione della legge delega di riordino del sistema pensionistico recentemente approvata dal Parlamento, non è possibile prevedere se e con
quali limiti e modalità i pubblici dipendenti saranno coinvolti dall’istituto del “silenzio-assenso” sulla devoluzione del TFR a previdenza complementare.


A TUTTE LE AMMINISTRAZIONI ED ENTI ISCRITTI
(per il tramite delle Sedi provinciali INPDAP)
AI PATRONATI SINDACALI
ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI NAZIONALI DI
CATEGORIA DEI LAVORATORI ATTIVI
AI DIRIGENTI GENERALI CENTRALI E
COMPARTIMENTALI
AI DIRIGENTI DEGLI UFFICI CENTRALI, AUTONOMI,
COMPARTIMENTALI E PROVINCIALI
AI COORDINATORI GENERALI DELLE CONSULENZE
LORO SEDI
DIREZIONE
GENERALE

Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’ Amministrazione Pubblica

Sarà cura di questo Istituto fornire tempestivamente le indicazioni in merito, non appena saranno stati emanati i decreti sopra citati.

Si invitano pertanto le amministrazioni e gli enti in indirizzo ad informare i propri dipendenti sull’inopportunità di inviare al momento lettere o dichiarazioni al riguardo, anche perché potrebbe rendersi necessaria una nuova manifestazione di volontà con criteri diversi individuati dalle norme
delegate.


Le comunicazioni già inviate saranno comunque conservate dalle competenti Sedi provinciali INPDAP.

IL DIRETTORE GENERALE
(Dott. Luigi MARCHIONE)
F.to Dott. Luigi Marchione