E' meglio essere diversi per sopravvivere meglio.
Arturo Ghinelli - 20-05-2005
Ho fatto ai miei alunni di terza elementare due domande : "E' meglio essere diversi o essere uguali?" e "Se i miei genitori fossero neri...io cosa farei?".
Niente di originale, si tratta delle stesse questioni poste alle classi che parteciparono all'indagine di Paola Tabet e i cui risultati si possono leggere nel libro "La pelle giusta" edito da Einaudi.
Semplicemente essendo trascorsa una decina d'anni da quella indagine, volevo vedere che risposte davano oggi dei bambini, che tra l'altro ho imparato a conoscere in questi tre anni trascorsi insieme.

Alla prima domanda praticamente tutti hanno risposto che è meglio essere diversi, anche se con motivazioni diverse che in qualche caso si sono influenzate reciprocamente trattandosi di una conversazione.
"Se eravamo uguali non ci distinguevamo"."Diversi ci distinguiamo meglio"."E' meglio diversi,se avessimo gli stessi gusti non ci sarebbe cibo a sufficienza"."Se fossimo tutti uguali impareremmo le stesse cose e faremmo le stesse cose"."Se sono tutti femmine non possono riprodursi" ."Diversi,altrimenti avremmo tutti gli stessi difetti"."Se tutti avessero lo stesso gusto si ucciderebbero per la stessa caramella" ."Tutti vorrebbero lo stesso giocattolo,ma se ce n'è uno solo..."."meglio diversi,altrimenti tutti avremmo la stessa pelle".
Soltanto una ha risposto: "Meglio tutti uguali, perché mi piace" .E si capisce molto bene che preferisca l'uguaglianza perché è già portatrice di ben due diversità, essendo figlia di immigrati e disabile.

Ma la prova del fuoco circa la loro opinione sulla diversità è stata la seconda situazione, a cui ho chiesto di rispondere solo per iscritto per evitare di influenzarsi a vicenda. Infatti le risposte sono state molto varie e alcune sorprendenti. Per sette di loro non ci sono problemi: "Se i miei genitori fossero neri.. io gli vorrei bene lo stesso"; "perché sono sempre i miei genitori "; "perché sono sempre uomini" ; "perché siamo tutti esseri umani" .
Una arriva ad affermare: "A me non importerebbe niente perché a me mi piacciono e in fondo non sono male" . Poi c'è tutto un gruppo in cui si insinua un dubbio."Se loro fossero neri e io bianca. Quando ero piccola avrei pensato di essere figlia loro, ma crescendo capirei di essere stata adottata. Se anch'io fossi nera come i miei genitori, non ci troverei niente di strano". "Penserei che mi hanno adottata e penserei che presto mi fanno conoscere i miei veri genitori" ."Vorrei essere nera anch'io ma mi dispiacerebbe" ."Io gli vorrei sempre bene, penserei però che mi piacerebbe che mi farebbero conoscere i miei veri genitori".

Alcuni sciolgono questo dubbio fino in fondo e positivamente. "Mi comporterei normale e sarei nera anch'io come loro e andrei in una scuola dove tutti sono di colore nero e parlerei come i miei genitori in un'altra lingua". Insomma sintetizza una: "Vorrei essere nera anch'io".
Non tutti però la pensano così. Qualcuno afferma:"". Ma c'è anche chi pensa di risolvere il disagio: "Se loro fossero neri e io rosa gli metterei il sonnifero nel vino e quando si addormentano pitturo la loro pelle di rosa. Così quando si sveglieranno, si guarderanno davanti allo specchio e pensano che era stato tutto un sogno quello di essere neri." Qualcuno la butta giù proprio dura: " Se i miei genitori fossero neri non mi piacciono, mi comporto male, vorrei andare in un'altra famiglia, non giocherei mai con loro, neanche se mi regalano qualcosa. E io non vorrei essere nero."
"...non sarei gentile e anche se mi fanno un regalo non dormirei mai con loro" e infine una arriva a dire: " ".

Questo si chiama parlar chiaro. Non ho commenti da fare,volevo solo offrire uno scampolo di pensiero infantile oggi, sufficientemente spontaneo. L'unico condizionamento indiretto che mi è venuto in mente è che questi scolari hanno visto spesso un mio ex alunno originario della Mauritania venirmi a trovare e quindi devono aver capito che tratto le persone con la pelle nera in modo simile a quelle con la pelle chiara, perché sono bambini ma non sono mica tonti. Quindi è passato il messaggio, neanche tanto subliminale, che chi gli faceva la richiesta di scrivere le loro reazioni se i genitori fossero neri, non solo era il maestro ma per di più era un maestro poco in odore di razzismo. Speriamo che abbia ragione quella bambina che ha detto: "E' meglio essere diversi per sopravvivere. Come ci hai spiegato tu è successo alle giraffe nell'evoluzione".
Mi piace credere che sia vero "diversi per sopravvivere meglio", anche se questo potrebbe costarmi l'estinzione, perché contrariamente alle giraffe, sono alto appena un metro e sessanta.

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 Patrizia Ferrazzi    - 23-05-2005
Complimenti! E' bello veder lavorare senza retorica su temi potenzialmente difficili.