Autonomia e democrazia scolastica
Corrado Mauceri - 19-05-2005
Un'autonomia per una scuola statale, pluralista e democratica, laica ed aperta a tutti.

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. La Costituzione prevede una scuola per tutti gli ordini e gradi, statale, pluralista (libertÓ di insegnamento), laica ed aperta a tutti.
Oggi noi abbiamo invece una scuola la cui natura e funzione statale Ŕ messa in discussione sia da una forma sempre pi¨ diffusa di autonomia concorrenziale che mette in discussione la funzione unificante della scuola, sia da confuse attribuzioni di competenze alle regioni, sia infine dall'espulsione dal sistema scolastico statale dell'istruzione professionale.
Nel contempo la libertÓ di insegnamento Ŕ fortemente condizionata dal rafforzamento del potere che il Ministro mantiene e dal tentativo di introdurre nelle scuole forme di gerarchizzazione dei ruoli professionali con a capo il dirigente scolastico.

2. L'autonomia non pu˛ essere un'affermazione rituale, ma perchŔ sia effettiva e coerente con i principi costituzionali deve:
a) prevedere un sistema scolastico che sia nel suo complesso autonomo degli esecutivi e che pertanto possa garantire un'effettiva libertÓ di insegnamento.
b) L'autonomia delle singole istituzioni scolastiche non deve compromettere la funzione istituzionale del sistema scolastico statale, ma deve consentire l'arricchimento di un progetto culturale nazionale.
c) Gli indirizzi culturali, i criteri di valutazione, i modelli didattici ecc. non possono essere affidati agli esecutivi; devono essere espressione del pluralismo culturale del Paese e devono essere definitivi da organismi pluralisti e democratici rappresentanti di tutte le realtÓ culturali del Paese ed in primo luogo del mondo della scuola.
d) L'autonomia presuppone un governo, a tutti i livelli, democratico della scuola; nelle istituzioni scolastiche devono essere rafforzate e definite in modo inequivoco le competenze decisionali degli OO.CC.
Un governo democratico della scuola presuppone una posizione paritaria di tutte le figure professionali che operano nella scuola ed Ŕ incompatibile con qualsiasi forma di gerarchizzazione; tutte le figure professionali della scuola sono esecutive rispetto alle decisioni degli organi collegiali.
e) a livello di territorio devono essere previste reti di scuole che coinvolgano tutte le scuole del territorio ed i relativi organi collegiali.
f) deve essere garantita un'effettiva partecipazione democratica delle diverse componenti della scuola ed una piena trasparenza di tutti gli atti decisionali e di gestione delle risorse.
g) Le risorse finanziarie delle scuole devono essere gestite a livello di territorio, in modo da garantire un'equa e trasparente ripartizione tra le istituzioni scolastiche, evitando soprattutto rischiose trattative tra singole scuole e privati.

Sulla base delle suesposte e schematiche considerazioni se si vuole affermare veramente un'effettiva autonomia si devono rivedere le seguenti disposizioni attualmente vigenti nonchŔ impedire l'approvazione delle proposte che tendono a ridimensionare ulteriormente il ruolo degli OO.CC. ed a ridurre gli spazi di democrazia nella scuola.
In particolare devono essere superate:
1) L. n. 62/00 (Legge di paritÓ) nella parte in cui prevede che scuole statali e scuole paritarie fanno parte di un unico sistema scolastico non pi¨ statale, ma nazionale.
2) La normativa sulla dirigenza scolastica nella parte in cui colloca tale qualifica nell'ambito dell'Amministrazione scolastica statale e attribuisce al dirigente scolastico una posizione di sovraordinazione rispetto alle altre componenti della scuola.
3) Il DPR n. 233/99 che ha ridimensionato il ruolo degli organi collegiali territoriali che invece devono essere gli organi di governo, ai diversi livelli, del sistema dell'autonomia scolastica ed avere una composizione democratica.
4) L'art. 8 del regolamento dell'autonomia (DPR n. 275/99) che attribuisce al Ministro compiti di indirizzo culturale e di verifica incompatibili con l'autonomia scolastica ed il pluralismo culturale.
5) Il D.I. sulla contabilitÓ che non prevede una gestione delle risorse finanziarie trasparente e che soprattutto con le ipotesi di convenzioni consente pericolose interferenze esterne rispetto alle scelte didattiche.
6) La legge Moratti ed i decreti delegati emanati o emanandi.
7) Il ddl sugli OO.CC. predisposto dal Comitato Ristretto che prevede un forte dimensionamento del ruolo degli OO.CC. (non sono soddisfacenti nemmeno i disegni di legge predisposti dai D.S. e Rif. Comunista).

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