Perchè tanti compiti?
Stefania - 18-05-2005
Io sono la mamma di una bimba che fa tempo pieno in quarta elementare e credo che dare i compiti a casa violi il diritto dei bambini al gioco.
Anche giocando si impara, dopo otto ore di scuola, credo che sia giusto lasciare i bambini liberi da impegni scolastici e nel fine settimana sarebbe meglio rispettare il diritto della famiglia ad unirsi senza dover essere subissati di compiti basterebbe un'esercizio per materia a tenere un bambino bene allenato.

COME DICE UN PROVERBIO "IL TROPPO STORPIA"

Io mi chiedo perchè ai nostri figli, debbano dare sempre una marea di compiti da svolgere a casa anche quando stanno per ben otto ore a scuola, ma il loro diritto al gioco quando sarà rispettato ? quando saranno ormai adulti e saranno subissati dai problemi per vivere con dignità?
E il valore della famiglia dove lo mettiamo? nei libri di scuola?
Ogni fine settimana è la stessa musica, non ci si può muovere da casa perchè ci sono tanti compiti, mi chiedo se vogliamo avere dei bimbi felici o dei geni
stressati!!!!!
Grazie a chi vorrà commentare la notizia!
Saluti a tutti e speriamo che calino questi odiati compiti!!!!!!
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 Umberto Tenuta    - 22-05-2005
Nella scuola a tempo pieno non ci sono compiti per casa! Senno' che tempo pieno è?
Ma compiti che significa?
Andare ad osservare il lago, la luna di notte, lo zoo?
Oppure esercizi sulle quattro operazioni aritmetche?
Se sono questi oggi è possibile effettuarli con le tecnologie informatiche: basta la BILANCIA MATEMATICA DIGITALE che si pò scaricare nel sitoRIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA www.rivistadidattica.com ove peraltro è possibile scaricare altri programmi digitali per lo studio delle Regioni attraverso giochi.
Comunque, questi problemi vengono affrontati nella predetta RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA
www.rivistadidattica.com, nella quale la scuola viene delineata come attività gioiosa e non come luogo della condanna a effettuare attività imposte appunto come compiti.

 Alfredo Tifi    - 22-05-2005
Concordo. Specialmente in una scuola a tempo prolungato, i compiti a casa potrebbero, dovrebbero e sarebbero giustificabili solo come occasione per legare e applicare il sapere "scolastico" all'espereinza quotidiana e di vita familiare. Ci sono vari modi per fare questo senza dover sacrificare che una piccola parte del tempo destinato alla vita in famiglia, offrendo anche un'opportunità in più per i bambini per imparare a "leggere, scrivere o far di conto". Queste attività dovrebbero avere cadenza settimanale per non costringere di fatto a a utilizzare il fine settimana. Purtroppo invece in molte (ma non tutte) le scuole primarie, i compiti a casa rispondono alla logica ("richiesta" a volte dagli stessi genitori che pretendono di decidere come si debba fare scuola credendo di avere il meglio per i propri bambini, ovviamente disinteressandosi ad altri che hanno minori opportunità domestiche) di preparare e predisporre all'istruzione formale e tradizionale che pretende di imporre i propri saperi su quelli provenienti da altre agenzie (tra cui la famiglia, che non è più deprivata culturalmente come nel modello anni '50), disinteressandosi della irrimediabile spaccatura che si creerà tra scuola ed esperienza e, soprattutto, della conseguente rinuncia agli apprendimenti significativi.
Non è raro che la scuola richieda esplicitamente il supporto diretto dei genitori per tali "compiti". Tutto ciò è lo specchio non solo di un fallimento delle funzioni della scuola, ma anche di un più grave ed implicito errore di rotta nel progetto educativo. Spesso si dice "dovete imparare a fare molti compiti disciplinari a casa altrimenti vi troverete male alle medie, dove ve ne saranno assegnati parecchi". Ma la domanda è: alle medie ci si si chiede e si verifica se cotanti compiti a casa corrispondono ad un apprendimento significativo? Andando a indagare si scopre che alle medie si segue un modello, anche lì, tradizionale, soggetto al controllo di dirigenti, maggior parte dei docenti, e genitori ambiziosi che identifica la qualità della scuola con la misura in cui essa predispone a studiare per il modello del liceo... In definitiva abbiamo una scuola italiana in cui il modello di chi ha studiato al liceo o al magistrale negli anni 70 viene proiettato forzatamente nel percorso formativo, con l'obiettivo principale di insegnare a "reggere lo studio" o "sgobbare sui libri" come risultato in se stesso. In tutta questa catena non c'è nessuno (tranne alla scuola dell'infanzia e primi anni della primaria, dove la mancanza delle competenze di letto-scrittura non lascia altre possibilità) che si preoccupa e si chiede: "sgobbare per imparare che cosa?" Non dobbiamo allora meravigliarci se l'obiettivo di "accettare o abituarsi alla fatica dello studio" sia raggiunto solo da una minoranza degli studenti alla fine della terza media.
Quindi, dietro ai compiti del fine settimana di suo figlio, c'è una grave mancanza di revisione del modello educativo scolastico, problema che, attraverso le varie strumentalizzazioni politiche, in particolare l'ultima, più subdola di tutte, è arrivato ben oltre la misura dell'urgenza.

 Luciano    - 23-05-2005
Insegno in una quarta elementare a tempo pieno.
Io e la mia collega non diamo compiti nei 5 giorni di scuola, per principio.
Solo durante il week-end diamo qualche esercizio o da studiare perché i bambini acquisiscano autonomia nello studio in vista della scuola media.
I bambini dopo 8 ore di scuola devono avere il tempo per fare altre cose. Mi sembra un principio sano ed elementare

 gabry    - 23-05-2005
Il compito a casa risponde ad una sola Logica: avere del tempo da dedicare da soli (nel senso non in classe ed assieme agli altri) a rielaborare quello che si è appreso in classe.
Ed un genitore dovrebbe essere felice di poter condividere anche questo che è un impegno del figlio. Magari contemporaneamente dovrebbe anche mettersi una mano sulla coscienza e chiedersi se veramente tutte le attività extra che fa fare al figlio, ginnastica, chitarra, inglese, judo, nuoto e chi più ne ha più ne metta contribuiscono a fare un figlio stressato...
Non sono gli insegnanti a stressare gli alunni, ma sono quei genitori che non lasciano che i propri figli rimangano anche a casa il fine settimana per giocare insieme a qualche gioco di società, oppure a vedere un film insieme o a fare i compiti insieme, incamminandoli in quella che è l'abitudine di alcuni e cioè che il fine settimana è sacro ed è destinato alla famiglia. Parole sacrosante: peccato che il più delle volte il sabato pomeriggio i figli siano dagli scout o similari ( o quando alle partite dei vari tornei dove i genitori dovrebbero essere espulsi al primo secondo per quanto dicono e fanno), mentre la domenica siano ai bivacchi o alle gite insomma alla fine quanto stanno veramente con i genitori?????
Una insegnante e mamma

 francesca    - 25-05-2005
Cari genitori,
è difficile mettervi d'accordo! Sono un'insegnante elementare e come tale responsabile del fatto che i bambini arrivano alle medie e non sanno studiare!! Quante volte ce lo siamo sentito dire?
Lo studio e l'esercitazione a casa vengono assegnati proprio per avviare l'alunno ad acquisire autonomia nell'organizzazione dei suoi impegni. A scuola hanno sempre qualcuno che li dirige e che sceglie per loro il momento e il modo in cui lavorare, a casa devono essere in grado di farlo da soli. Ma se manca la disponibilità della famiglia a collaborare con noi in questo difficile percorso, è tutto inutile. Ho anch'io due figlie ormai grandi, che non hanno mai fatto salti di gioia quando dovevano fare i compiti, e ho passato anni col fucile puntato, ora mi rendo conto che è stato un investimento.
Concordo comunque nel pretendere che i compiti non vengano assegnati durante la settimana, ma solo per la fine della settimana. Facendo due conti, tra festività varie e vacanze estive, di tempo per soddisfare il sacrosanto diritto al gioco ai nostri bimbi ne resta parecchio.
Eseguire i compiti molte volte fa risparmiare numerose ore di televisione assai più dannose.
Sono convinta che se i nostri figli si stressano a fare i compiti, in parte è colpa nostra, perchè vediamo violata la nostra libertà e questo proprio non lo sopportiamo! Cambiando la prospettiva forse le cose potrebbero migliorare, ma qualche rinuncia mettiamola in conto. Francesca

 Alfredo Tifi    - 25-05-2005
Conclusione: abbiamo la scuola che ci meritiamo: fine a se stessa, pedante, specializzata nella formazione di idioti, nel distanziamento di chi, per sua fortuna e sfortuna, non si adatta ad essa.

 Alessandro Manzin    - 07-12-2005
Tutto vero, i nostri figli sono i novelli forzati.
Sono il padre di un 12 enne che frequenta la 2 media "tempo zippato" ovvero con il sabato libero ed orario 8.00-14.10.
Il tempo che viene dedicato allo studio domestico è follia pura: dalle 15.30 (dopo il pasto) fino alle 19.30 spesso 22.00. Sabato e domenica inclusi.
Tempo per il gioco =0.
Attività/sport extrascolastici =0
Tutti si lamentano ma non si fa nulla.
P.S. mio figlio non sarà velocissimo ma è comunque un bravo studente confermato dal risultato conseguito alle elementari (tutto ottimo). E non si pensi che pretendo lo stesso risultato alle medie: mi accontento del sufficiente o buono.

 Sem    - 06-06-2007
Con il tempo pieno niente compiti??????
Se volete vi mostro il diario di mio figlio, UN MASSACRO!!!!

 Selma Tardito    - 14-11-2007
Sono anche io una mamma di due bambini che vive il dramma del troppo compiti a casa per il fine settimana. Penso a questo punto di non essere la sola a subire questo tipo di disagio. Sarei disposta a passare ai fatti per una volta. Se siamo in due o in duemila che causa sia. Per esempio trovarci tutti davanti ad un giudice che possa far valere legalmente i diritti dei nostri bambini, fino a che sono bambini, tra dieci anni a cosa servirebbe? Bisogna smettere di solo lamentarci, cosa molto tipica italiana senza offesa. Ci vuole lo stesso coraggio a provare e a non riuscire di quanto ce ne voglia a provare e a riuscire.

 Alessia    - 11-04-2008
Salve signora mi chiamo Alessia e vado in prima media possiamo dire che nella mia classe nn danno tanti compiti, ma nella scuola in generale sì!!Sopratutto nelle seconde!! E io mi chiedo gia non ho il tempo di farmi questi e comincio a studiare alle15.00 figuriamocci in secondi cn molti più compiti ...spero che si renderanno conto un giorno !!

 freesummer    - 30-10-2008
Sono perfettamente d'accordo con te. Sono una mamma di una bimba di quarta elementare. Frequenta il tempo pieno fino alle 16.30, poi di corsa a casa a fare i compiti fino alle 23.30. Una media di tre materie al giorno da fare e poi per il fine settimana tutte le materie. Non nè posso più io, figuriamoci lei. Poverina, poi non mi sento di giustificarla davanti a lei, ma con le altre mamme è un continuo lamento. I compiti...il catechismo due volte alla settimana....il nuoto.....e il sabato??? Naturalmente a casa a fare i compiti come tutti i giorni. Questo è l'anno scolastico che mi si presenta davanti...io forse ce la farò, ma mia figlia poverina scoppierà molto prima. Le insegnanti sono molto esigenti...vogliono preparare i bambini per le medie...ma mancano ancora due anni...pensiamo alle elementari adesso. Questa corsa sfrenata a rispettare i programmi...quando ero piccola io..non era così: EVVIVA IL MAESTRO UNICO.

 Fois Fabrizio    - 08-01-2010
Il ministero dia i compiti anche ai maestri nei giorni di vacanza, vediamo se gradiscono!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 valeria    - 06-02-2010
Mi rivolgo a Stefania. Forse se nella tua carriera scolastica avessi fatto più "compiti a casa"' 'un esercizio' lo avresti scritto senza l'apostrofo....!!!!

 simona    - 20-02-2010
Mio figlio fa' la terza elementare, anche lui tempo pieno... e a casa sia durante la settimana che durante il week end è pieno di compiti... la cosa strana è che la classe parallela alla sua che fa' il modulo ha pochi compiti durante la settimana e nessuno il fine settimana.... c'è QUALCOSA che non va'...

 giovanna    - 26-04-2010
condivido pienamente: ai bambini viene richiesto di stare a scuola 40 ore a settimana ma neanche gli insegnanti hanno un orario di lavoro cosi' lungo!
Nelle norme espicative della riforma si era detto che le 40 ore avrebbero dovuto comprendere anche i compiti. Questo retaggio dei vecchi tempi in cui la scuola era solo al mattino deve essere cancellato. E' solo la dimostrazione dell'incapacita' didattica dei maestri a insegnare ovvero a trasmettere le conoscenze e a scaricare sulle famiglie l'onere in modo noioso e arcaico.

 Giuseppe Comune    - 27-04-2010
Cara Giovanna, la scuola ha davvero molti limiti. Tu ne sei una prova evidente.

 Antonio Scaletti    - 29-09-2010
Salve a tutti, io ho due figli che frequentano rispettivamente la 2 e 3 media. Tempo pieno. Dico ... tempo pieno, tutti i giorni 8 - 14,00 e per tre giorni rientro sino alle ore 17,00. Sabato e Domenica liberi ... dicono. Ovviamente niente mensa ... Chissa quando inizierà. Per ora andiamo avanti a panini.
Nicolò, in 3 media, frequenta anche il corso musicale di pianoforte. Uscito il martedì alle ore 17,00, inizia la lezione musicale alle ore 17,10 per terminare alle ore 18,07.
Alle 18,30 avrebbe la lezione di Karate, ma purtroppo, grazie alla nostra scuola, non può più frequentarla nei turni "normali" (18,30 - 19,30), ma si deve avviare - insieme a suo fratello - a quelli per atleti adulti che sono previsti dalle 21,00 fino alle 22,00, con enormi sacrifici.
Nelle altre ore ... si studia, si studia e ancora si studia.
Ora mi domando: ma a che serve questo tempo pieno se io debbo collassare i miei figli a uno studio sfrenato e non posso consentirgli di coltivare una passione che può essere per loro il karate, come per altri la danza ... il calcio o quello che volete voi? Smettiamola una buona volta e cerchiamo di essere realisti. Non sto vedendo tutti questi geni rispetto alla mia o altre generazioni, vedo solo bambini e/o ragazzi estremamente stressati, che si vedono con i genitori la mattina per avviarli a scuola, la sera per avviarli ... alla nanna. Non riesco più a organizzare una gita, farli andare dalla nonna che vive in un paesino vicino e tante altre cose. Quando riderò, scherzerò, giocherò con i miei figli ... E ancora loro non sanno che dopo essersi, speriamo lauerati, dovranno lavorare per almeno 40 anni, per sperare, forse, di godersi la vita che gli rimarrà. Se troveranno un lavoro. Che dirvi, rimango nella massima educazione dicendovi: sono molto amareggiato, ma non riesco a trovare un rimedio. Ciao a tutti.

 antonio    - 08-11-2010
Ma allora il tempo pieno a cosa serve se poi 7 giorni su 7 vengono INONDATI di compiti a casa? Vorrei sapere nelle 8 ore passate a scuola (e parliamo di bambini e non di adulti!!!) l'insegnante che fa, spiega 8 ore di fila? Effettua verifiche? Se si allora non ha senso dare altri compiti a casa se non in casi eccezionali. E il fine settimana?

A fare i conti allora i bambini sono legati alla scuola 60 - 70 ore a settimana. Ma siamo matti?

Ma neanche chi lavora o va all'università subisce tanto.

 Zelinda    - 23-02-2011
Io ho una bambina che frequenta la 5^ elementare in una sez. a tempo pieno. Abbiamo fatto una vita da cani in questi 5 anni, e mia figlia ha dovuto rinunciare ad attivita' extrascolastiche per fare compiti ogni giorno all'uscita di scuola (16,10).
Senza considerare i compiti per le vacanze estive e non.
Mi dicono che alle medie sara' peggio, ci sono bambini nel nostro plesso che studiano fino alle 22,00 la sera solo per svolgere i compiti per il giorno dopo.
Mi sono spesso posta una domanda "Gli insegnanti sono incazzati con la Gelmini e si rifanno con le famiglie?" oppure "la bravura di un insegnante si misura con quanti compiti assegna?" E' vero, che i genitori per gli insegnanti sono una palla al piede, ma e' vero anche che nessuno di loro e' mai stato sottoposto a giudizi di qualcun altro... con la scusa della liberta' didadittica..... date da fare gli scrutini (su docenti)ai ragazzi e le loro famiglie...e vediamo cosa ne viene fuori!!!!