A che cosa servono i pedagogisti?
Roberto Renzetti - 18-05-2005
Leggere il Pirani di oggi (16 maggio) fa ripensare ai disastri che il centrosinistra ha iniziato a fare con le sue riforme Bassanini-Berlinguer. I pedagogisti hanno in quel momento preso il potere ed hanno portato la scuola a livelli anglosassoni, cioè allo sfascio.
Prendo atto che pedagogisti e burocrati ministeriali, pur discutendo di ben altro, sono tornati, dopo le recenti fughe. Sono tornati con altri manifesti affissi in tutti i siti, con promesse preelettorali. Ma non parlano dei programmi DS per l'eventuale nuovo governo di centrosinistra. Devo però ricordare che vi è una proposta di non voto per i DS se non si impegneranno pubblicamente per l'abrogazione, almeno, di TUTTA la legislazione Moratti (la cosa è anche ribadita nella home di Fuoriregistro). E su questo vi è il silenzio rotto solo da Cicciobello-Rutelli che dice che la Moratti va mantenuta con modifiche.
Ora invio ai pedagogisti circolanti da queste parti questo lavoro che scrissi un anno fa per Insegnare, rivista del Cidi, che fu accettato ma mai pubblicato (insieme ad altri articoli) dopo la pubblicazione sulla stessa rivista (giugno 2004) di quello scandaloso "Le mani sulla Scuola" in cui si denunciava la sintonia del centrosinistra, oltre che con la Confindustria, con i piani di privatizzazione europea della scuola. Sarei estremamente interessato a conoscere cosa dicono i signori pedagogisti che ancora seguono da padroni dappertutto.



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 Giorgio Di Sacco    - 22-05-2005
Non si può che condividere l'invettiva contro pedagogisti e docimologi. Vi ricordate quella nota ed illustre eminenza grigia - meglio forse marrone - di Berlinguer cui si deve fra l'altro il concorsone, che contribuì a far perdere consensi al centro sinistra?
Ciò che accomuna, e che peraltro infastidisce della pedagogia contemporanea italiana è lo scimmiottamento delle scienze e del loro "presunto" metodo. Buon senso e retorica (sinistrese prima, cattolica-moderata poi, aziendalista sempre) vengono servite mediante un linguaggio pseudoscientifico, all'interno di gabbie concettuali che non è possibile confutare se non attraverso lo sberleffo e l'ironia.
Il centro sinistra, se mai riuscirà a vincere le elezioni, dovrebbe ammettere gli errori compiuti e ripartire da prima di Berlinguer e Lombardi. Anzi dovrebbe inserire questa promessa nel programma elettorale: sarebbe una proposta vincente.