breve di cronaca
Una riforma da bloccare
Repubblica - 16-05-2005
In piazza contro la Moratti. Decine di migliaia, dalla Cgil ai Cobas, sfilano a Roma contestando il ministro

Le superiori: le ipotesi di cambiamento sono ormai alla nona bozza. caduto lo slogan berlusconiano delle 'tre i' preoccupazione Preoccupazione per i piani del centrosinistra: smantellerà il progetto del Polo o proverà a 'salvarlo'?

MARIO REGGIO

ROMA - Un lungo serpentone colorato da piazza della Repubblica a piazza Navona. Studenti, insegnanti, genitori, ventimila secondo i vigili urbani, cinquantamila a sentire gli organizzatori, hanno risposto all' appello lanciato dal tavolo nazionale «Fermiamo la Moratti» e sono scesi in piazza per chiedere la cancellazione della «riforma della scuola» e la difesa di quella pubblica. L' afflusso dei manifestanti a piazza della Repubblica è stato molto lento, tant' è che la testa del corteo si mossa poco prima delle quattro. In prima fila lo striscione del tavolo nazionale «Fermiamo la Moratti», che oggi concluderà a Roma la tre giorni del Forum sulla scuola. E dietro lo striscione «La conoscenza è un bene di tutti», quelli dei coordinamenti dei genitori e degli insegnanti affluiti a Roma da molte città italiane, i palloncini colorati della Cgil, di Legambiente e dei Cobas. «Una grande manifestazione per chiedere l' abrogazione delle leggi Moratti, ma che vuol essere anche un monito per il centrosinistra, che governa adesso sedici regioni - afferma Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - dobbiamo impedire che la Moratti vada avanti, nonostante abbiano annunciato che la scaricheranno in autunno. In questi giorni, però, D' Alema e Bersani hanno detto cose agghiaccianti, affermando che non si può fare una rivoluzione della scuola ogni cinque anni». Cosa farà il centro-sinistra nel caso in cui dovesse vincere le prossime elezioni politiche è ancora un mistero. Una cosa è certa: erediterà una situazione a dir poco drammatica: il restyling delle elementari e delle medie inferiori ha creato solo una grande confusione. La riforma delle superiori è arrivata alla nona "bozza". Le tre "I", inglese, internet e impresa, si sono dimostrate solo uno slogan. I fondi stanziati per la riforma, che Berlusconi aveva annunciato come una poderosa manovra da 9 miliardi di euro, si sono ridotti ad una manciata di milioni. Intanto aumentano gli iscritti, più 67 mila, diminuiscono le classi, meno 1.200, e le cattedre, meno 25 mila. Insomma un bel pasticcio. Ma Enrico Panini, segretario della Cgil, sembra avere le idee chiare: «In primo luogo l' innalzamento dell' obbligo scolastico a 18 anni, poi il ripristino del tempo pieno e prolungato, la lotta alla dispersione nella scuola, che risulta in crescita nel nostro Paese. Il disastro economico dichiarato dopo anni di propaganda - continua Panini - rischia di essere utilizzato per prosciugare ulteriori risorse alla scuola pubblica, per ripianare le voragini provocate dalla finanza creativa e per continuare ad assicurare risorse alle scuole private». Dopo l' avvio un po' stentato il corteo ha preso vigore appena è giunto davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore. La musica «sparata» dalle casse dei camion è salita di tono e di volume, a base di "reggae", Patti Smith , Police e Bella Ciao. Gli studenti seguono il corteo urlando slogan e ballando, «Demorattiziamo la scuola», «contro la riforma non c' è che una soluzione, abrogazione». Al corteo ha fatto una fugace apparizione il segretario di Rifondazione Comunista: «La scuola che ha in mente la Moratti è una riforma in cui a decidere è il reddito delle famiglie, il suo è un tentativo per far tornare indietro l' Italia dal tentativo di ricostruire una scuola di massa e di qualità». Dopo due ore dalla partenza il lungo serpentone colorato entra a piazza Navona mischiandosi con i turisti ignari e sorpresi. Pochi gli interventi dal palco: rappresentanti dei coordinamenti dei docenti e dei genitori. Poi tutti a casa.

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