breve di cronaca
Settimana europea di mobilitazione per l'istruzione
Alba Sasso - 14-05-2005
Occupazioni, incontri pubblici, dibattiti e sit-in: sono tante le iniziative che si stanno svolgendo in questi giorni nelle scuole e nelle piazze di tutta Italia, a testimoniare la volontÓ diffusa di docenti, studenti e genitori di opporsi a quelle politiche del centrodestra che stanno smantellando e dequalificando il sistema pubblico dell'istruzione, impoverendo l'offerta formativa, mortificando la professionalitÓ degli operatori della scuola.
Tante manifestazioni accomunate dal messaggio "un'altra scuola Ŕ possibile", che si inseriscono nell'ambito della settimana europea di mobilitazione per l'istruzione che va dall'8 al 15 maggio e che Ŕ stata decisa dal Social Forum Europeo di Londra dell'ottobre scorso.
Mobilitazione che intende ribadire "che la politica scolastica dell'Europa e dell'Italia debba muoversi in una prospettiva democratica, che rispetti i tempi di apprendimento, che rifiuti la canalizzazione precoce e che garantisca a tutte e tutti l'innalzamento progressivo dell'obbligo di istruzione (a scuola e gratuito) fino a 18 anni e il diritto alla formazione per tutto l'arco della vita".
Una settimana di mobilitazioni che in Italia si inseriscono nel percorso mai interrotto delle proteste contro i piani del ministro Moratti e della maggioranza di centrodestra e che avranno il momento di massima visibilitÓ nei due grandi eventi rappresentati dal Forum nazionale dell'educazione del 13, 14 e 15 maggio e dalla manifestazione nazionale organizzata a Roma dal Tavolo Fermiamo la Moratti per il 14 maggio.
Due iniziative alle quali aderisco , nella convinzione che, nel momento in cui andremo a elaborare il programma dell'Unione per il governo del paese, dovremo avviare una ampia discussione sui punti qualificanti contenuti nella piattaforma di quella rete di organizzazioni, sindacati e associazioni che hanno costruito e contribuito a radicare e far crescere l'ampio movimento civile e culturale che ha combattuto e contrastato giorno per giorno dentro e fuori la scuola le politiche arretrate, discriminanti, selettive del governo di centrodestra.


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