Sì all'Invalsi, no alla qualità!
Gianni Mereghetti - 27-04-2005
Nella scuola italiana è scoppiata la rivolta contro i test dell'INVALSI. Si tratta di una rivolta che nasce da un antico pregiudizio, quello che il lavoro scolastico non possa e non debba essere valutato. La realtà invece indica l'opposto: che lo si voglia o che non lo si voglia quello che si fa a scuola è la vita stessa a indicarne l'efficacia o la pochezza, per cui è più che ragionevole che si cerchino degli strumenti per capirlo prima che sia troppo tardi. E' in questo senso che il lavoro dell'INVALSI ha una funzione di grande importanza nella prospettiva di una scuola che risponda in modo sempre più significativo alla domanda di istruzione e di educazione delle famiglie e degli studenti. Quanto l'INVALSI sta mettendo in atto è però molto delicato, per cui è giusto che le scuole facciano sentire la loro voce così che non si faccia diventare la valutazione del loro lavoro un puro meccanismo. Infatti nel valutare ciò che si fa a scuola si devono tenere in adeguata considerazioni le tante variabili della realtà scolastica, per cui non è detto che a risultati positivi di una classe corrispondano ottimi insegnanti, mentre risultati negativi indichino la presenza di insegnanti di basso livello. Guai se si facessero simili semplificazioni, sarebbe in palese contrasto con quanto avviene dentro la scuola.
Per questa ragione il lavoro che l'INVALSI sta facendo ha uno scopo semplice, quello di consegnare alle scuole delle valutazioni così che esse possano in piena autonomia correggere il lavoro che stanno facendo. Più che andare contro l'autonomia e la libertà, è uno strumento al loro servizio!
Da ultimo lascia perplessi che vi sia una rivolta così diffusa contro l'INVALSI, mentre nulla si dice contro i cosiddetti PROGETTI QUALITA', quelli sì sistemi di valutazione rigidi e meccanici, che ingabbiano la scuola nell'aridità delle procedure. Sono i sistemi di valutazione della QUALITA' da rifiutare, perché considerano ciò che avviene dentro la scuola come una catena di montaggio, mentre nei sistemi di valutazione dell'INVALSI, pur da migliorare, è salvaguardato il principio dell'educazione come rapporto tra due libertà, quella del maestro e quella dell'alunno.

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