breve di cronaca
Dirigenti scolastici o assistenti sanitari?
Scuolaoggi - 27-04-2005
E' in arrivo in questi giorni alle direzioni scolastiche delle scuole pubbliche e private di Milano una circolare dell'ASL Città di Milano avente per oggetto le malattie infettive nelle comunità scolastiche. La circolare riprende una delibera della Regione Lombardia del 30 settembre 2004 nella quale si rivede il protocollo di prevenzione e notifica delle malattie infettive e si definiscono le misure da prendere nelle comunità scolastiche. Nel documento regionale citato, infatti, si indicano una serie di norme comportamentali individuali e collettive (dalle modalità di effettuazione del lavaggio delle mani all'utilizzo personale e igiene di oggetti e indumenti, a norme generali di igiene e di pulizia dei locali, ai comportamenti da tenere in caso di esposizione a sangue o altri liquidi biologici, ecc.).
Ma la parte più interessante riguarda le misure di controllo in caso di malattie infettive. Queste misure di profilassi specifica prevedono la collaborazione dell'istituzione scolastica in caso di bambini che presentino "sintomi non compatibili con la permanenza a scuola". "A questo proposito - recita testualmente la circolare dell'ASL - si ricorda che i Dirigenti scolastici hanno il diritto-dovere di allontanare da scuola gli alunni con sintomi che giustifichino il sospetto di malattia infettiva". A questo scopo è stata predisposta una tabella "realizzata nell'intento di fornire ai Dirigenti scolastici uno strumento per giudicare i casi da allontanare" (sic).
In questa tabella vengono schematicamente indicati alcuni sintomi (dalla febbre e malessere nella scuola materna alla diarrea, all'esantema, alla congiuntivite purulenta) che "possono essere normalmente rilevati dal personale scolastico che non ha competenza medica". Casi nei quali è necessario "a prescindere dall'infettività presunta" disporre l'allontanamento dalla comunità. Si allegano anche, già predisposti, i moduli che i dirigenti scolastici dovrebbero usare per l'allontanamento del bambino e i moduli di autocertificazione dei genitori per la riammissione, ad avvenuta guarigione.

Inutile dire che il contenuto di questa circolare non può non lasciare perplessi. Da un lato sul piano del "metodo": si danno disposizioni ai dirigenti scolastici delle scuole autonome come se si trattasse di subordinati o di dipendenti dell'ASL (semmai, se proprio vogliamo, tali disposizioni dovrebbe essere impartite ai capi d'istituto dalla Direzione scolastica regionale o dal Dirigente del CSA...). Dall'altro, e soprattutto, sul piano del "merito": in sostanza si chiede ai dirigenti scolastici - che non hanno alcuna competenza in materia sanitaria - di fare quello che nelle scuole di base hanno sempre fatto le sale mediche, medico scolastico e assistenti sanitarie.

La Regione in pratica sembra procedere nella politica di dismissione delle strutture sanitarie pubbliche: questa circolare rappresenta un altro passo avanti nello smantellamento delle sale mediche e dei presìdi di medicina scolastica, devolvendo alcune delle funzioni da questi svolte (il controllo sanitario) addirittura ad altro personale, nella fattispecie ai dirigenti scolastici. Non solo la presenza dei medici di comunità è sempre più ridotta nelle scuole. Non solo nelle sale mediche il materiale sanitario (dai cerotti al materiale di pronto soccorso) è sempre più ridotto ai minimi termini o addirittura sono le scuole stesse a doverselo procurare, a loro spese. Adesso si vorrebbero anche trasferire ai capi d'istituto ed alla comunità scolastica competenze e interventi di carattere prettamente sanitario (con relative responsabilità). Un conto infatti è "collaborare", un altro "farsi carico" direttamente.
Le forze politiche e i sindacati della scuola, oltre che le associazioni dei dirigenti scolastici, non hanno nulla da dire in proposito?

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