breve di cronaca
Semaforo verde per la riforma sul II ciclo d'istruzione
La tecnica della scuola - 23-04-2005
I responsabili Scuola dei partiti di maggioranza hanno espresso una "sostanziale intesa sull'impianto e sui contenuti della riforma del secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione professionale" che saranno introdotti a partire dall'anno scolastico 2006/2007. I nuovi percorsi liceali saranno avviati a organici invariati

A comunicarlo è stata una nota ministeriale di lunedì 18 aprile nella quale si sottolinea che al ministro Letizia Moratti è stato dato "mandato di avviare l'iter formale approfondendo la valutazione circa l'equilibrio delle aree disciplinari in rapporto all'identità dei diversi licei nonché valorizzando e rafforzando la realizzazione in un'unica sede (campus) dei percorsi liceali tecnologici ed economici e di quelli di istruzione e formazione professionale".
Nella nuova bozza del decreto sono contenute modifiche per tutelare la specificità dei licei classici e scientifici, mentre il futuro liceo tecnologico dovrebbe accogliere gli indirizzi degli attuali istituti tecnici. Si parla di "poli tecnologici", da realizzare tramite appositi accordi, che ospiteranno sia i licei tecnologici ed economici che i corsi di istruzione e formazione professionale.
Se il clima politico, con il vento di crisi che investe la maggioranza di Governo, lo consentirà, la terza bozza del decreto sulla riforma del secondo ciclo di istruzione potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già la prossima settimana.
Dure critiche sono arrivate dall'opposizione e dai sindacati. La Flc-Cgil, in merito alla riforma della scuola secondaria superiore così come annunciata (sulla quale rileva anche "una diffusa opinione contraria alla legge n. 53"), ha indetto una manifestazione di protesta per giovedì 21 aprile a Roma.

19/04/2005


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 cgilscuola    - 23-04-2005
Secondaria superiore. Ennesima bozza di decreto.
In sede di comitato orizzontale del CNPI il MIUR si è presentato oggi con una nuova bozza di decreto: la terza in via ufficiale (anche se il sito del Miur sembra essere fermo alla prima del 17 gennaio), la quinta in via ufficiosa.
Ma la sostanza non muta di molto, anzi…..
Ad una prima e veloce lettura le principali novità (per la scuola secondaria superiore) di questo testo rispetto ai testi precedenti del 17 gennaio e del 3 marzo sembrano essere:
• La piena assunzione dell’apprendistato (ai sensi di L. 30 e DM 276/2003) nel sistema formativo (art.1), il fatto che diventa credito per la prosecuzione degli studi superiori ( art. 15) e che diventa sostituivo della frequenza dei corsi di istruzione e formazione professionale, se finalizzato al conseguimento di una qualifica (art. 16);
• Il fatto che le ore facoltative a scelta dell’alunno debbano essere prioritariamente utilizzate per recuperare le eventuali insufficienze nelle discipline obbligatorie;
• La possibilità nel liceo linguistico di studiare almeno una lingua non comunitaria;
• Il fatto che il liceo musicale assicuri la continuità con i precedenti corsi di indirizzo musicale nella scuola media;
• Il ritorno a 8 degli indirizzi del liceo tecnologico con l’introduzione dell’indirizzo “tessile e abbigliamento” ( viene conservato comunque anche il settore”moda”, già passato al liceo economico nell’indirizzo aziendale, mentre il liceo agrario aveva già assunto la più ampia denominazione di “produzione biologica e bioalimentare”);
• Le competenze acquisite nel sistema di istruzione e formazione professionale saranno registrate sul “libretto del cittadino” previsto dal DM. 276/2003;
• Le regioni definiranno gli organi di governo delle istituzioni formative;
• Vengono introdotte norme relative alla continuità tra primo e secondo ciclo per le discipline relative a strumento musicale, a lingua inglese e seconda lingua comunitaria e a scienze;
• L’avvio del tutto avverrà nell’anno scolastico 2006-07 si sottolinea contestualmente per i due sistemi, anche se sul trasferimento alle regioni dell’istruzione professionale si rimanda a una definizione in sede di governo ( stavolta, l’altra volta era in sede di confronto con il ministero degli affari regionali).

Al testo sono allegati piani orari, dai quali, sottolineiamo a titolo di curiosità, si evince che le ore di educazione fisica annue sono 33, pari a una per settimana, contrariamente ad alcune voci corse negli ultimi giorni che volevano il ritorno a 2 ore settimanali