Grave abuso di potere in provincia di Modena.
Miha - 18-04-2005
Il Dirigente Scolastico vieta di leggere e mettere ai voti una mozione sull'Invalsi.
In un infuocato collegio dei docenti, durante il quale è stata deliberata la non adozione del Portfolio, è stata negata la possibilità anche solo di leggere una mozione sull'argomento test Invalsi. Il DS ha mantenuto questo " profilo democratico" anche di fronte alla testimonianza delle delibere in tal senso prodotte da altri collegi e alla richiesta della RSU di Istituto, adducendo "indicazioni dall'alto". Si commenta da sé il clima intimidatorio e la negazione dei più elementari diritti di espressione e dei diritti collegiali che sottendono tali prese di posizione.

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 da Tuttoscuola news    - 18-04-2005
Prove Invalsi. Valutare le competenze con un quiz di due ore?
Ogni iniziativa nel settore scolastico mette in scena di questi tempi un conflitto perenne. Ma come e' possibile che per tutte le trasformazioni in corso non si riesca a creare un clima di serenita' e di confronto, discutendo sulle difficolta' senza creare una cultura dell'intolleranza e del conflitto che tanti danni produce agli studenti?
L'ultimo caso e' quello sulle prove di valutazione dell'Invalsi.
Nella prima quindicina di aprile l'Invalsi ha fatto svolgere (non in contemporanea) nelle scuole le prove per verificare, scrive l'Invalsi, le “conoscenze e competenze” degli allievi.
L'ambizione non e' da poco. Passi, infatti, per le conoscenze. Le prove standardizzate servono a questo scopo. In due ore, i ragazzi risolvono o non risolvono i quiz dell'Invalsi, i tecnici dell'Istituto tabulano i risultati, li elaborano, li restituiscono alla scuole, e si puo' effettivamente sapere se e quanti allievi hanno o non hanno saputo rispondere ai quesiti, al nord, al centro o al sud, in scuole di citta' o di periferia ecc.
Ma come si fa a pretendere che due ore di quiz servano anche a verificare le competenze degli allievi? La pretesa dell'Invalsi a questo riguardo e' giudicata sproporzionata da molti. Prima di tutto perche' le competenze sono complesse. Le stesse prove Pisa, infatti, da questo punto di vista, non servono, a rigore, tanto per verificare le competenze dei ragazzi in situazioni reali bensi', cosa ben diversa, per verificare la competenza dei ragazzi di risolvere per scritto, a scuola, in una prova d'esame, problemi relativi a “casi e situazioni di una certa complessita', quali sono quelli che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni e che abbiano comunque una rilevanza pratica” (dal Pisa).
Ebbene le prove Invalsi non sono nemmeno di questo genere, come si e' potuto vedere nelle scuole, ma riguardano, al massimo, la verifica di conoscenze ed abilita' astratte e decontestualizzate. Come si puo' pretendere che abbiano verificato anche le competenze dei ragazzi?

Quale il fondamento giuridico per valutare le competenze?
C'e' un elemento giuridico che porta a ritenere la pretesa dell'Invalsi di valutare le competenze degli allievi non solo pretenziosa sul piano tecnico-operativo, ma anche ingiustificata su quello giuridico. L'art. 3, co. 1, punto a) della legge n. 53/03, infatti, riserva esplicitamente la verifica e la certificazione delle competenze “ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate”. Ai docenti, non all'Invalsi. Non a caso si e' introdotto il Portfolio delle competenze. Sulla stessa linea, gli artt. 8 e 11 del dlgs. n. 59/04.
Nemmeno il dlgs. n. 286/04 istitutivo dell'Invalsi affida a questo istituto il compito di verificare le competenze degli allievi. L' art.
3 co. 1 punto di questo dlgs., infatti, dispone che «l''Istituto effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilita' degli studenti». Conoscenze e abilita', non competenze. A meno di dire che le abilita' sono competenze e che l'una parola vale l'altra. Ma allora perche' la legge le impiega come diverse? Per aumentare una confusione che e' gia' molto alta, oppure solo per rispettare il valore dell'autonomia delle scuole e dei docenti?