La scuola va difesa?
Fuoriregistro - 16-04-2005
Estrapoliamo - dal Corriere della Sera di sabato, 16 aprile 2005 - due commenti, uno favorevole e l'altro contrario in merito alla clamorosa protesta inscenata, in questi giorni, da numerosi docenti milanesi.

FAVOREVOLE

«Posta in gioco troppo alta, la scuola va difesa»

Mario Piemontese: contro la Moratti anche prof che non avrei mai immaginato

Nero. Nerissimo. Così Mario Piemontese, da 14 anni insegnante di Matematica al liceo scientifico Leonardo da Vinci, vede il futuro della scuola superiore. Per questo motivo porta avanti le istanze del Forum delle scuole milanesi e chiede l'abrogazione della legge Moratti e il ritiro dei decreti. Sempre per lo stesso motivo si è ritrovato ad «occupare» il liceo, da insegnante stavolta. «E' la mia prima occupazione da professore e anche per molti miei colleghi è una novità. Si è creata una combinazione tra docenti e studenti, le relazioni si sono modificate perché c'è un obiettivo comune: vediamo davvero la scuola pubblica in grande pericolo e vogliamo difenderla». Il professor Piemontese non è di quelli che hanno fatto nottata tra caffè e chitarre per protestare contro la riforma Moratti. «Al "Leonardo" abbiamo organizzato un'assemblea tra docenti e studenti l'altro pomeriggio. Alla fine gran partita di pallavolo e poi tutti a casa. L'idea era quella di occupare gli spazi per poi utilizzarli in maniera diversa rispetto al solito».
Per qualcuno l'occupazione dei prof potrebbe risultare diseducativa. «Non la ritengo tale - replica Piemontese - perché sono state promosse iniziative decise di comune accordo». Il professore ricorda di aver vissuto in passato esperienze simili, da studente. «Ma le motivazioni allora erano diverse - sottolinea - Non veniva messa così fortemente in discussione la scuola. Le occupazioni erano più rivolte ad aspetti politici».
Oggi, invece, «la scuola è in pericolo». Ed ecco perché sono così tanti, stando a quanto riferisce il professor Piemontese, i docenti che aderiscono alla protesta. «Gli insegnanti sono compatti. Sento parlare contro la riforma colleghi che non avrei mai immaginato potessero esprimersi così».


CONTRARIO

«Cari colleghi, un errore le lezioni in pigiama»

Guido Panseri: attenzione, così si rischia la confusione dei ruoli

«Attenzione, così si rischia la confusione dei ruoli». Guido Panseri, insegnante di Storia e Filosofia al liceo classico Berchet, guarda alle occupazioni dei docenti contro la riforma Moratti con «inquietudine». Da quasi trent'anni in cattedra, il professor Panseri non ha mai visto nulla di simile. «La protesta degli insegnanti può rappresentare una novità, ma starei attento a dare un giudizio positivo. Non voglio dire che debba essere negativo, ma io la vedo con preoccupazione perché potrebbe schiacciare il ruolo del docente sugli studenti e portare alla sponsorizzazione di una tesi politica». Il punto non è tanto se si è d'accordo o meno con i cambiamenti varati dal governo. «La mia osservazione va al di là delle valutazioni nel merito della riforma, che in effetti crea problemi reali ed è da vedere se le soluzioni prospettate sono in grado di risolverli». La questione sta tutta «nel coinvolgimento diretto dentro un luogo come la scuola che ha responsabilità formative». «Questo aspetto va valutato bene - dice Panseri - perché ci vedo un rischio di ideologia, di unità quasi mistica che annulla le differenze tra docenti e studenti».
In altre parole, si dovrebbe «evitare di dare l'impressione di muovere subito in forma politica la critica». Qual è il compito del professore? Panseri insiste nella capacità di tenere le distanze, nell'opera educativa, «nell'invito alla riflessione e al dibattito». Dormire nel sacco a pelo in nome del futuro dei ragazzi è un'altra cosa. «Certe forme di identificazione immediata, di omologazione tra studenti e docenti rischiano di non tenere conto delle differenze. I ruoli sono diversi e il confine rischia di essere superato». E non è questione di destra o di sinistra, nella scuola è sbagliato «l'appiattimento ideologico attorno a qualsivoglia governo».

Rossella Verga


interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 17-04-2005
Credo che la scuola vada difesa AD OGNI COSTO contro gli attacchi di chi la tradisce con la ventata di nuovo che sa di vecchio, di ritorno ad un passato ormai sorpassato. La scuola va difesa per i nostri bambini e giovani, affinchè vedano finalmente che chi lavora in essa è disposto ad esporsi e a schierarsi in prima persona. E' un esempio questo di partecipazione e di credo di cui la classe docente deve finalmente riappropriarsi.

 un suo studente di 1F    - 23-04-2005
Il prof piemontese è una grande persona... da suo alunno ve lo posso garantire... mentre in classe si sbatte x farci arrivare a risultati positivi (purtroppo nemmeno per me è così) x salvare la scuola darebbe la vita... sempre presente nelle manifestazioni secondo me si è preso molto a cuore il fatto di combattere la riforma moratti... per questo tutta la sua 1F del Leonardo lo stima... COMBATTA ANCHE PER NOI... siamo tutti con lei...