La questione ordinaria
Dirstat , Dirpresidi - 12-04-2005
I criteri di reclutamento del personale docente sono stati recentemente oggetto di diversi provvedimenti legislativi che, nonostante si siano proposti di riordinare in maniera definitiva una materia complessa, non hanno saputo soddisfare le richieste dei docenti precari. Questi, qualunque sia il loro titolo di accesso, hanno ritenuto di aver subito una discriminazione dai vari tentativi di mediazione posti in essere dal legislatore.

In questo clima di generale insoddisfazione, ci pare, come DIRSTAT SCUOLA – DIRPRESIDI, che i docenti maggiormente penalizzati e meno tutelati siano proprio i docenti abilitati con il Concorso Pubblico, a cattedre, per titoli ed asami. Procedura che, a nostro parere, garantisce in modo esclusivo la forma di reclutamento del personale docente più selettiva e meritevole, secondo i criteri di trasparenza conformi a quanto recitano la Costituzione Italiana e la Corte Costituzionale (art. 97; art. 3; art. 4; sent. N. 364/99; sent. N. 690/88; sent. N. 1/99).

Pertanto la DIRPRESIDI ritiene ingiustificabile la mortificazione subìta dagli abilitati del concorso, anche in seno alle graduatorie permanenti. Ove sono stati aggiunti 30 punti di bonus ai soli abilitati provenienti dalle scuole di specializzazione universitaria. Punti che hanno consentito persino la loro recente immissione in ruolo. A tale proposito, sostiene non soltanto che le SSIS non garantiscono gli stessi criteri suindicati, ma che il tirocinio finale, praticato dagli stessi speciallizzati presso le scuole pubbliche, non possa ritenersi compatibile con gli obiettivi professionali che si acquisiscono, dopo un'accurata selezione per concorso, direttamente sul campo e che prescindono, se in via esclusiva, dalla mera formazione o specializzazione universitaria.

Perciò respinge l'attribuzione del titolo di "eccellenza" solo a chi proviene da una formazione universitaria che, comunque, resta lontana dai reali problemi della scuola secondaria di primo e secondo grado, pubblica, nella quale si accede, da sempre, con Concorsi Pubblici. Tutto ciò anche in ragione dei rischi che l'art. 5 della legge 53, attualmente in discussione, può comportare, qualora fosse approvato, se si dovesse addirittura decurtare il 50% delle cattedre riservate agli abilitati inseriti nella graduatoria di merito del Concorso, a favore dei nuovi laureati specializzati.

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