Costituzione: sana e robusta deve essere quella mia!
Virginia Mariani - 09-04-2005
Asfissia.
Dopo giorni di agonia.
Non è possibile giungere sul luogo del lavoro quasi ignara della iniziativa, perché l'esperienza passata qualcosa mi faceva presagire, e non trovare la mia classe nella mia scuola … rendendomi conto che nessuna delle due è mia ma perché non sono pubbliche, laiche, pluraliste. Come lo Stato, come la televisione, come la radio e come l'informazione in genere.
Alunna o docente la situazione non è cambiata: "Se non volevi seguire, potevi rimanere comunque giù con la classe per garantire la sorveglianza (perché le ore erano le tue!) e non entrare nell'auditorium: c'è una porta … ti mettevi nell'angolino."
Avrei potuto far risalire i/le miei/mie alunni/e nella classe per garantire il normale svolgimento delle attività educativo-didattiche per lo meno nelle mie ore: nessuno avrebbe potuto dirmi niente, anzi!
Ma come sarebbero state quelle tre ore? Le mie tre ore, solo e soltanto le mie tre ore.
Mentre tutto l'Istituto e nel paese anche tutti gli altri Istituti, così come in tutta la provincia… mentre tutti stavano assistendo a un evento di portata mondiale: "Non è un fatto religioso: è un fatto storico! (come fai a non capirlo?!)"
Mi è mancata l'aria!
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 Francesco Mele    - 10-04-2005
Carpi, 8 aprile 2005 Al Presidente del Consiglio di Istituto
dell’I.A. Venturi di Modena
al Presidente del Comitato Genitori
e p/c
ai componenti del Consiglio di Istituto
al Comitato Genitori
al Collegio dei docenti
al Dirigente Scolastico
al Dirigente del CSA di Modena


Apprendiamo da nostra figlia che nella sua classe oggi le lezioni sono state sospese per consentire, a chi lo voleva, di seguire le esequie del defunto Papa Giovanni Paolo 2°.
Non abbiamo nulla da eccepire sui meriti dell’uomo e sulla sua figura e su quanto gli dobbiamo noi che crediamo nella pace; non è questo in discussione, figuriamoci, anche se ci permettiamo di avere punti di dissenso, anche profondo, rispetto a certe posizioni da lui sostenute.
Ma non è questo il punto.
La nostra perplessità è che si sia aperto il servizio scolastico ad una funzione di fatto religiosa, contro ogni normativa nel merito, con una decisione che ha avuto oggettivamente un effetto discriminante. Nostra figlia, risultata minoritaria nella scelta di rimanere a fare lezione – come del resto era prevedibile e non si sa quanto per un diffuso convincimento interiore – è stata costretta ad accettare la decisione della maggioranza, abbandonando la scuola e rinunciando alle ore di lezione che oggi erano previste dal suo orario e per cui oggi l’abbiamo vista uscire da casa.
Il tutto viene aggravato dal fatto che si sia consentita l’uscita dalla scuola senza né l’autorizzazione delle famiglie né l’informazione alle stesse.
Non ci tranquillizza del resto che non fosse reso obbligatorio l’ingresso nella chiesa in cui si seguivano da uno schermo le esequie, anzi ci inquieta il fatto che i dissenzienti fossero lasciati all’esterno senza custodia alcuna!
Altro discorso è relativo al responsabile della decisione: è stato il Consiglio di istituto? È stata lei in qualità di Presidente del Consiglio di Istituto? È stato il dirigente Scolastico? È stato il comitato dei genitori? È stato il comitato studentesco?
Chiunque sia stato ha sbagliato, a nostro avviso, nel merito e nel metodo. Nel merito perché esistono leggi e sentenze del TAR che smentiscono perfino Ministri della Pubblica Istruzione – la sentenza del TAR per il Veneto, sez. II, del 20 dicembre 1999, n. 2478, ha annullato la Circolare del Ministro per la Pubblica Istruzione del 13 febbraio 1992, prot. n. 13377/544/MS, nella quale il ministro affermava di ritenere che " il Consiglio di Istituto ... possa deliberare ... di far rientrare la partecipazione a riti e cerimonie religiose tra le manifestazioni ed attività extrascolastiche previste dalla lettera d) dell'art. 6, d.p.r. 416/74" – nel metodo perché avrebbe dovuto salvaguardare al meglio il diritto delle famiglie ad essere informate su tale decisione per autorizzare o meno l’uscita dalla scuola.
In una scuola laica e rispettosa del sentimento di tutti nei confronti della religione ci saremmo aspettati, eventualmente, un’iniziativa che consentisse a tutti di riflettere sulla figura dell’uomo e permettesse a tutti i punti di vista nel merito di trovare libera espressione. Questo sì avrebbe avuto un risvolto formativo ed educativo di alto profilo, quale dovrebbe essere negli intenti di una scuola pubblica statale.
Chiediamo a tutti i responsabili di tale decisione, diretti e indiretti, di fare pubblica ammenda e di garantirci che in futuro possiamo essere tranquilli nell’affidare nostra figlia ad una istituzione statale laica, che ha un dettato costituzionale e normativo certo e garantito per tutti, indipendentemente dall’essere maggioranza o minoranza.

Cordiali saluti
Francesco Mele
Liliana Torres


 gp    - 10-04-2005
Solo per dirti che anch'io sono rimasta in classe (ero in conpresenza e, come te, ignara dell'iniziativa) mentre tutta la scuola ha assistito all'evento in mondovisione.

Ma non ero sola.

Con me c'era un bimbo appartenente ad un'altra Fede religiosa.