breve di cronaca
Le Prove Invalsi e le famiglie
lista Retescuole - 09-04-2005
In queste ultime settimane, dopo che Retescuole ha sollevato il dubbio di legittimità sui test Invalsi, sono stati pubblicati svariati interventi a sostegno della tesi della NON OBBLIGATORIETA' delle prove, che trovate sul sito e che invito tutti leggere con attenzione. A favore di questa interpretazione della normativa si sono espressi organismi rappresentativi della scuola come la FLC-CGIL, il CESP di Bologna, l'Associazione Scuola della Repubblica e COBAS, oltre a singoli genitori e docenti.

Nei vari interventi pubblicati sono state ampiamente argomentate le motivazioni normative che hanno portato autorevoli organismi a schierarsi contro la somministrazione delle prove e che invitato i collegi docenti, i singoli docenti e i genitori ad opporsi attraverso le delibere dei collegi e presentando formale diffida alla direzione della scuola. Ma non solo. Sono state evidenziati gli aspetti negati, dal punto di vista contenutistico e procedurale quali:

- la demenzialità del contenuto delle prove al fine di una sensata valutazione dell'alunno

- la non comprensibile necessità di sottoporre i bambini a più simulazioni nel mese precedente la data prevista per la somministrazione, peraltro senza essere preceduti da preavvisi ai genitori

- le modalità non certo rispettose della professionalità dei docenti a cui il manuale del valutatore attribuisce un mero compito di vigilanza senza lasciare alcuna discrezionalità sulle modalità di somministrazione (il manuale riporta tra virgolette addirittura le frasi da utilizzare nel comunicare con i bambini durante le prove)

- l'inspiegabile necessità di fare sottoporre i test da docenti diversi da quelli titolari della classe che aggrava psicologicamente lo stato di tensione dei bambini e che non può non riflettersi sul rendimento durante la compilazione dei test

- la discutibile scelta operata dall'Invalsi di elaborare test a riposta chiusa a cui (per fortuna) la maggior parte dei bambini non sono abituati in quanto comunemente vengono utilizzati questionari a risposta aperta che permettono all'allievo di elaborare e quindi scrivere risposte articolate e di conseguenza ai docenti di disporre di elementi più significativi per la valutazione dell'apprendimento

- il non rispetto dell'anonimato dello studente (il manuale stesso consiglia ai valutatori di scrivere sulla scheda a matita il nome e cognome del bambino)

- i tempi ristretti concessi per l'espletamento delle prove (parliamo di bambini di 2° e 4° elementare) che rischiano di pregiudicare il rendimento durante le prove

- dubbi fondati sull'utilizzo che il ministero dell'istruzione farà dei risultati dei test agli allievi e dei risultati in termini economici della valutazione complessiva delle singole scuole e che non possiamo certo lasciare alla "buona fede" dell'Invalsi e del Ministero dell'Istruzione, vista l'impostazione della riforma moratti che mira a trasformare le scuole in aziende e quindi i dirigenti in manager che devono rendere economicamente efficiente i propri istituti, anche a scapito della qualità della didattica

Le date previste per la espletamento delle prove sono state pubblicate sul sito Invalsi con largo anticipo, ma la maggior parte dei dirigenti scolastici non si sono preoccupati di comunicarle ai genitori con avvisi nei diari, cioè l'unica forma di comunicazione in grado di raggiungere il cento per cento delle famiglie (almeno di quelle italiane visto che molte scuole ancora oggi non traducono le comunicazioni in più lingue, nonostante le altissime percentuali di presenza di stranieri che presentano le scuole delle grandi città).

Nei pochi casi in cui questo avviso è stato fatto recapitare alle famiglie è stato fatto nella settimana antecedente le prove, non lasciando il tempo ai genitori di chiedere incontri informativi in modo da avere il tempo e gli strumenti per elaborare una riflessione. Eccetto nella mia scuola dove il comitato ha esercitato una forte pressione e siamo riusciti come genitori ad organizzare un incontro informativo e forse poche altre in Italia, la stragrande maggioranza dei genitori non hanno avuto alcuna comunicazione e ne hanno solo sentito parlare fuori da scuola, senza peraltro capirci molto.

Nella settimana antecedente quella delle vacanze pasquali l'Invalsi ha posticipato le date di somministrazione, in Lombardia per esempio invece che il 6, 7 e 8 aprile, verranno svolti nei giorni 8, 11 e 12 aprile. Questa decisione è probabilmente dettata da un ritardo dell'Invalsi (il che la dice lunga sulla serietà dell'istituto), ma ci permette di avere ancora QUALCHE GIORNO IN PIU' PER SENSIBILIZZARE I GENITORI sull'argomento. Dico i genitori e non i docenti perché i collegi o i singoli docenti che hanno voluto opporsi ai test Invalsi, ad oggi, hanno già percorso tutte le strade possibili e sono oramai arrivati ad assumere una decisione nel merito: alcuni collegi si sono espressi contro i test attraverso delibere, altri si sono dovuti piegare alle direttive delle direzioni cercando almeno di limitare i danni, per esempio ribellandosi alla regola di non seguire nei test i bambini della propria classe).

Per questa ragione vorrei lanciare un APPELLO AI GENITORI affinchè si prendano in carico questa battaglia attraverso una legittima forma di disobbedienza civile: NON MANDIAMO A SCUOLA I NOSTRI FIGLI NELLE GIORNATE DEI TEST.

Sono una mamma che lavora a tempi pieno e so benissimo quanto sia complicato dal punto di vista organizzativo, soprattutto dopo le vancanze pasquali e i giorni di chiusura delle scuole per le elezioni, organizzare questa forma di protesta (personalmente mi sono accordata con una altra mamma per alternarci e non dovere prendere tre giorni di ferie). Ma sono anche convinta che questo sia l'unico modo per dimostrare la nostra opposizione e per cercare in questo modo di rendere pubblica l'opposizione ai test.

Io lo farò, per il bene di mia figlia, per protestare contro una decisione illegittima e per ribadire la libertà di scelta formalizzata con l'iscrizione a una scuola che nel Pof non prevede nessun genere di esame durante tutto il percorso scolastico nella scuola primaria.

Invito tutti rifletterci e a MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO.

Monica Bacis, mamma Scuola Elementare Tajani, Circolo Clericetti Milano

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 Comitato Fermiamo la Moratti    - 09-04-2005
I genitori si oppongono all’"uso" dei loro figli per la valutazione INVALSI – MORATTI

Si è svolto ieri l’altro l’incontro promosso dal Comitato di Firenze FERMIAMO LA MORATTI per discutere dell’iniziativa ministeriale di sottoporre le scuole e quindi gli alunni alle prove di valutazione predisposte dall’INVALSI; genitori e studenti sono stati tutti d’accordo nel respingere tale iniziativa che, oltre che illegittima e lesiva delle prerogative degli organi collegiali della scuola, è soprattutto inaccettabile sotto il profilo didattico e pedagogico; gli alunni non sono oggetti da "testare", ma sono soggetti che partecipano ad un processo formativo che non tollera interventi estemporanei ed autoritari.
Per questa ragione i genitori hanno deciso, facendo affidamento anche sulle dichiarazioni delle OO.SS. (CGIL Scuola e COBAS hanno dichiarato l’illegittimità e quindi la non obbligatorietà di tali prove) di diffidare le scuole dal sottoporre i loro figli a tali prove.
E’ auspicabile che il Ministero dimostri questa volta un minimo di buon senso ed eviti contrasti che potrebbero comportare anche azioni legali.
Si allega lo schema di diffida che tutti i genitori possono inviare alle scuole a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno per contestare dette prove.
Per ogni ulteriore informazione gli interessati possono contattare il Comitato per la Scuola della Repubblica che mette a disposizione del nostro Comitato anche la consulenza legale gratuita.

p. il Comitato "Fermiamo la Moratti"
Sebastiano Busia

 Anna Pizzuti    - 10-04-2005
Tira l’aria di aiutare i ragazzi nelle prove Invalsi, e se ne è parlato anche nella mia scuola. Io mi sono opposta e mi opporrò e vigilerò perchè le operazioni si svolgano regolarmente. Lo farò per un motivo squisitamente "politico". Il mio collegio dei docenti ha votato l'anno scorso l'adesione alla sperimentazione (insegno in un istituto superiore) a maggioranza, con un solo voto contrario, cioè il mio. La consapevolezza dell'assurdità di questo sistema di valutazione è maturata solo dopo che, con santa pazienza, ho diffuso i testi delle prove dell'anno scorso, così finalmente potevano constatare, i colleghi, cosa fosse in realtà quello che avevano votato senza discutere o valutare. A questo punto qualcuno ha cominciato a proporre l'imbroglio. Ed è qui che mi è scattata la molla legalitaria. Non perchè io consideri virtù l'obbedienza, al contrario. Ho sempre pensato, però, che il tirare a campare di basso profilo sia il miglior alleato, nelle scuole, della cosiddetta riforma. Ad essa, come all'Invalsi che ne è una coerente emanazione, ci si oppone su un piano molto più dignitoso e consapevole.
Un altro motivo che mi spinge a non “imbrogliare” è che, data l’assurdità di alcuni quesiti, non è che sono tanto sicura che sarebbe facile indovinare – è il caso di dirlo - la risposta giusta.