Cari genitori, io sto con il prof
don Antonio Mazzi - 19-03-2005
Riceviamo e pubblichiamo: da Famiglia Cristiana n. 10 – 6 marzo 2005 - (redazione)


A un professore di Lecco che si è fatto consegnare il cellulare da una studentessa che disturbava l’attività didattica tenendolo acceso, è stata confermata dalla Cassazione la condanna per tentata violenza privata. Sembra che la violenza sia consistita in una strattonata da parte del docente, che tentava di indurre l’alunna a consegnargli l’attrezzo disturbatore, dopo molti e ignorati inviti a spegnerlo.

Gli allarmi che arrivano da tutte le parti circa bullismo, maleducazione, comportamenti egoistici e incuranti del bene comune troppe volte trovano una magistratura documentata su grandi fatti e misfatti, ma molto distratta e disorientante rispetto a episodi che ogni giorno accadono dentro e fuori casa.

Buone e cattive abitudini si apprendono attraverso infinite piccole azioni, che nel loro susseguirsi forgiano il carattere e la condotta. Se queste buone azioni non hanno luogo, il carattere non si forgia e l’uomo non matura. Il capriccio del telefonino e la caparbietà della studentessa non dovrebbero passare inosservati per un professore che faccia bene il suo mestiere.

Trovo preoccupante in tutta la vicenda il silenzio dei genitori: credo che avrebbero dovuto dare una mano al professore, anziché portarlo davanti ai magistrati. Sarebbe deleterio se i genitori avessero soffiato sul fuoco affinché la cattiva condotta della figlia venisse non solo difesa, ma anche premiata.

Torno sulla sentenza. Parlare di violenza per un dolorino provocato da un piercing (che non so bene dove fosse, avendo il docente preso la ragazza per un braccio) mi pare un’enfatizzazione fuori posto. Sarebbe importante che anche la Suprema Corte, anziché agevolare l’egoismo dei singoli in nome di un imprecisato rispetto della persona, facesse più attenzione ai diritti che altri hanno, come in questo caso, di seguire non disturbati le lezioni.

don Antonio Mazzi
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 chimes    - 20-03-2005
Già i genitori che stanno zitti, anche troppo, ma d'altronde sono passati quei tempi per cui bastava che ognuno di noi avesse fatto il minimo comportamento fuor di luogo dall'ambiente in cui si operava, per essere rimproverati dai genitori.....
ma io mi chiedo cosa si può fare per cambiare un pochino questa realtà e cercare di aiutarli questi studenti a rendersi conto che al mondo non esistono solo i loro bisogni????

 aries    - 20-03-2005
Don Mazzi, ma si rende conto di quello che dice?
Lei giustifica un professore che ha usato violenza verso una persona affidata a lui per ragioni di educazione e istruzione. E per far cio' per assumere una difesa d'ufficio ha sputato veleno nei confronti dei ragazzi che come dice lei sono una massa di delinquenti.....ecc.!
Lei ha avuto l'ardire di sentenziare avverso ciò che ben tre gradi della giustizia ha detto, è questo l'esempio che da ai giovani? rivoltarsi contro il potere giudiziario di uno stato? Ha esagerato e non poco, la invito a chiedere pubblicamente scusa del suo peccato. Cosa può importare e giustificare se quella fanciulla fosse un po' maleducata, se il suo comportamento non è stato consono alla scuola di fronte a un'aggressione, all'essere passati alle vie di fatto, ad essersi fatta giustizia da sè e, se vogliamo ad aver poi indotto i compagni di classe a difendere il suo operato?
Lei, a mio modestissimo parere, o è molto lontano dalla realtà o pensa che siccome l'ha detto don Mazzi tutti son pronti a far propria la sua considerazione.
Non me ne voglia, Lei ha detto quel che pensava, Lei ha manifestato la sua personalissima opinione, io ho fatto altrettanto. La differenza? Lei ha messo in discussione la Magistratura, io Lei.

 Italo    - 20-03-2005
Quello dell'insegnante è un mestiere difficile e vituperato dall'opinione pubblica; a riprova di ciò vi è il fatto che essi prendono stipendi da fame (parola di ex ministro) e che il tentativo di riportare al centro la questione dell'insegnamento in Italia si arena unicamente su sterili questioni di carriera.
Attenti anche voi docenti universitari ... l'onda lunga di tutto ciò sta per sommergere anche voi... che a detta di qualcuno non avete mai provato cos'è il lavoro e la responsabilità di dirigere un'impresa.

 Antonio    - 20-03-2005
Condivido in toto il commento di don Mazzi riferito al telefonino della studentessa che disturbava in classe. Ritengo che tali comportamenti negativi, che trovano l'appogggio dei genitori , finiscano per ritorcersi contro gli stessi genitori e alla fin fine contro il ragazzo o la ragazza che non potrà maturare comportamenti corretti e responsabili neppure da adulto. Troverà sulla sua strada senza dubbio qualcuno più prepotente. Nonostante sia anch'io un genitore, se mio figlio si comportasse così , starei senza ombra di dubbio dalla parte del prof. e sono convinto che la maggior parte delle persone la pensi allo stesso modo.

 Laura Politi    - 21-03-2005
Sono una insegnante di Economia Aziendale in un istituto per ragionieri della provincia italiana, ho 34 anni di insegnamento sulle spalle e mi accingo a lasciare la scuola per nausea....
Fino a meno di dieci anni fa, i ragazzi, anche molto vivaci, avevano in maggioranza voglia di studiare e, (pur tenendo conto di capacità diverse, s'intende!). c'era un limite, oltre il quale ragionevolmente il comportamento non si spingeva....
Vorrei raccontare solo qualche episodio in poche battute per vedere dove ci sta portanto questa specie di TOLLERANZA, che il realtà e timore dei ragazzi, visto che i presidi si tengono buone le famiglie (se no diminuiscono le iscrizioni!) e gli alunni (se no i danni alla scuola magari sono più devastanti!!!)
Intanto il genitore di un mio allievo di quarto anno, che ha sempre consegnato i compiti in bianco e non solo nella mia disciplina, si diceva convinto che il figlio si sarebbe diplomato "perchè esiste un progetto nella Scuola per tenere i ragazzi 5 anni e diplomarli, tanto il diploma non serve a nulla"......Ecco perchè le famiglie si interessano sempre meno dei risultati e del comportamento dei figli....la Scuola manda un messaggio NON educativo!
Un ragazzo l'anno scorso scrisse sotto il tema di italiano "W LA FICA", l'insegnante cercò di spiegargli qualcosa sul rispetto in molte direzioni..... dopo molto tempo venne il genitore e mentre io mi sarei sotterrata, mi sarei scusata, avrei promesso di parlare con un mio figlio...la mamma disse che "evidentemente aveva voluto dimostrare che era macho"!!!.....se volete ho cose anche più colorite e pesanti, compresa la rottura del lunotto posteriore della mia macchina e l'incendio della pulsantiere del papazzo della mia collega di altra disciplina......Tutto questo, mentre i genitori sbraitano se vengono chiamati a scuola adduncendo il fatto che LAVORANO...mentre noi no, mentre i loro figli sono SOLO PARCHEGGIATI in ambiete luminoso e riscaldato......

 cat    - 26-03-2005
Che tristezza!! Ho letto con attenzione le parole della professoressa e l'ho immaginata schiacciata dal peso di un mondo di adolescenti terribili.
Per fortuna non tutti i docenti sono così sfortunati e a scuola percorrono anni di fatiche, di impegni gravosi ...ma soprattutto vivono delle belle esperienze e crescono insieme ai loro allievi.
Io insegno da 18 anni nella scuola primaria e ho incontrato bambini difficili che avevano alle spalle situazioni difficili, e genitori poco "attenti" , tuttavia
credo che la scuola debba e possa dare sempre il buon esempio lasciando "fuori" anche un semplice strattone dato in un momento di (apparente) impotenza educativa.