Il ministro con la guerra in testa
Antonio Monarca - 11-03-2005
Nel corso della trasmissione televisiva ''Ballarò'', ho sentito che il ministro Castelli paragonava la guerra in Iraq alla guerra di Napoli (riferendosi alla guerra di camorra). Il ministro sa benissimo che la vera guerra, la vera tragedia , è quella che si svolge in Iraq, dove l'Italia è tristemente impegnata insieme agli alleati anglo-americani. Certi paragoni , Castelli li fa solo per colpire la città partenopea, per screditarla, per discriminarla. Ebbene se guerra c'è a Napoli, c'è bisogno di un kamikaze. Lo vuole fare lei sig. ministro?
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 da Repubblica    - 11-03-2005
Sebastiano Maione, il giovane ucciso intorno alle 17 a Mugnano, era il figlio del boss camorrista Francesco Maione. Quindici anni a maggio, il ragazzo è stato freddato con un colpo di pistola alla testa da un gruppo di killer. In un primo momento si era parlato di un giovane ucciso per rubargli il motorino. Poi si è saputo che Sebastiano era anche armato di una pistola giocattolo e aveva precedenti per rapina.

Sul luogo dove il ragazzino è stato ucciso sono arrivati familiari e amici. Il papà di Sebastiano, Francesco, un pregiudicato ritenuto vicino al boss Domenico Ferrara, alleato di Francesco Bidognetti, boss del casertano, si è lanciato sul cadavere del figlio abbracciandolo, la madre è stata colta da malore.

Sebastiano Maglione era originario di Villaricca, nel napoletano, ma da tempo si era trasferito a Giugliano con i familiari. Gli investigatori, tra le tante ipotesi, seguono la pista che Maglione stesse per commettere una rapina con un complice, poi riuscito a fuggire, incappando però in altre persone armate di pistola che lo hanno ucciso. Un giovane coetaneo di Sebastiano che era con lui al momento dell'omicidio, è stato portato in questura per essere interrogato.

(10 marzo 2005)