Gentilissimo Assessore
Gianni Mereghetti - 07-03-2005
A GIANSANDRO BARZAGHI
ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE DELLA PROVINCIA DI MILANO


Gentilissimo Assessore,
ho apprezzato la lettera nella quale esprime la sua preoccupazione per il crollo degli iscritti negli istituti tecnici ed invita il ministro Moratti ad aprire un dibattito sulla riforma della scuola.
Quanto al crollo delle iscrizioni negli istituti tecnici e il conseguente aumento di quelle nei licei mi pare che la spiegazione sia molto semplice. Il Ministro Moratti ha promesso una scuola superiore con due percorsi, uno liceale e l’altro di istruzione e formazione professionale. Avrebbero dovuto essere entrambi di qualità, nella realtà la riforma del II ciclo che il ministro sta mettendo in atto è uno spudorato tradimento dell’idea di scuola per la quale si era impegnata. Infatti, lungi dal promuovere due percorsi differenti, ma qualificati, il ministro sta varando una licealizzazione di bassa lega, che avrà come esito quello di deludere le attese dei giovani, che sono variegate e che andrebbero valorizzate secondo tipologie di scuole diverse.
E’ evidente che con una licealizzazione della scuola superiore tutti corrano ad iscriversi al liceo, in quanto l’altro tipo di scuola sarà inevitabilmente di basso livello.
Quanto invece al suo invito ad aprire un dibattito pubblico, lo condivido, anche se non credo possa essere di grande utilità. Infatti che una riforma della scuola risponda alle domande di istruzione e di educazione degli studenti non dipende dal fatto che se ne sia potuto discutere, bensì dal fatto che docenti, studenti e famiglie siano messi nelle condizioni di farla loro la nuova scuola. E’ una questione quindi di libertà, del resto è l’unica richiesta seria da fare al ministro. Ma anche a questo proposito il ministro Moratti era comparso sulla scena come il ministro della libertà, ora pare fare marcia indietro, assumendo la veste dei suoi predecessori, quella delle prescrizioni!
Spero di trovarla a fianco di noi che nella scuola lottiamo ogni giorno per il destino dei giovani e che al ministro, come ad ogni uomo che ha responsabilità pubbliche, chiediamo solo LIBERTA’.
Grazie per la sua attenzione.

Gianni Mereghetti
Insegnante di storia e filosofia
Liceo Scientifico Pascal di Abbiategrasso



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 Tamara Delli    - 13-03-2005
La maggior parte degli alunni si iscrive ai licei perchè i diplomati dei tecnici non trovano comunque lavoro (come era stato loro fatto credere al momento dell'iscrizione) anche perchè oggi è impensabile una formazione professionalizzante che si estenda su 5-6 anni. Quando l'alunno è pronto ad entrare nel mercato del lavoro, ciò che ha appreso a scuola (che non è nota per la celerità con cui si adegua ai cambiamenti) è obsoleto. Meglio studiare materie formative che diano una preparazione di base forte che potrà essere integrata al momento giusto con una formazione specifica. E' così nel resto del mondo industrializzato. Perchè l'Italia dovrebbe essere un caso a parte? Non è il ministro a spingere il paese verso il liceo. E' il paese che ha, ancora una volta, capito prima della scuola.