In risposta alla lettera aperta
Alba Sasso - 05-03-2005
Ho aspettato molto prima di rispondere alla “lettera aperta” che è stata indirizzata a me tramite questo sito. Perché so bene che ogni parola che dirò sarà vivisezionata e usata contro di me, come è stato fatto per chi è intervenuto nel dibattito. Nella mia vita e nella mia attività non mi sono mai sottratta al confronto, al dialogo, all’attenzione verso le ragioni dell’altro. Questo, però, a una condizione: preciso subito, non si tratta di una condizione imposta da me, si tratta della ragionevole aspettativa che sia mantenuto il prerequisito essenziale ed elementare di ogni confronto. Parlo del rispetto che ci dovrebbe essere da entrambe le parti. Parlo della disponibilità all’ascolto. Una disponibilità che evidentemente è preclusa, è negata da chi manifesta una chiusura di partenza.

Nella “lettera aperta” noto un atteggiamento (che a dire il vero ho già avuto modo di constatare in altre occasioni): da me si esigono risposte. E si esigono solo determinate risposte, quelle e non altre, già preconfezionate nella mente del mio interlocutore. Si esige un’ammissione di colpa, quasi un’autoflagellazione sulla pubblica piazza per le responsabilità, mie e degli altri rappresentanti del centrosinistra, dei sindacati e via dicendo, in merito agli attuali guasti nella scuola. Che errori vi possano essere stati in passato, non lo nego, non l’ho mai negato. Ma il riconoscere gli errori, e il cercare tutti assieme strade nuove e diverse, a partire dall’incontro e dal confronto, è cosa ben diversa dalla “confessione dei peccati”.

Caro Renzetti io sono convinta, e l’ho detto in molte situazioni, che i provvedimenti Moratti vadano abrogati, e che bisogna costruire un progetto diverso e alternativo di scuola, e mi batterò perché questa linea prevalga. Vogliamo parlarne serenamente senza far precedere alla discussione il giudizio?

Sinceramente e cordialmente

Alba Sasso

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Grazia Perrone    - 05-03-2005
Segnalo un invito

Federazione GILDA UNAMS
00198 Roma – Corso Trieste 62/a - tel. 068845005-8845095; fax 0684082071

Agli
Associati Precari (Gilda degli Insegnanti)
Alle Organizzazioni
CDP (Comitato Docenti Precari) Palermo
AIP (Associazione Insegnanti Precari)
CDP (Comitato Docenti Precari) Caltanissetta
ADACO (Associazione Docenti Abilitati)
CDP (Comitato Docenti Precari) Enna
CIPAN (Comitato Insegnanti Precari Associazione Nazionale)
ANIEF (Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione)
ANADOSS (Associazione Nazionale Docenti Specializzati e Specializzandi)
CDP (Comitato Docenti Precari) Messina
ADPM (Associazione Docenti Precari Milano)
ANIPS (Associazione Nazionale Insegnanti Precari Storici)
MIIP (Movimento Interregionale Precari)

OGGETTO: Incontro con l’On. Alba Sasso del 10 marzo p.v. – Invito

La GILDA degli Insegnanti organizzerà a Roma, il 10 marzo, dalle 15:00 alle 18:00, presso il salone azzurro dell’Hotel Massimo D’Azeglio, via Cavour 18 (vicino alla stazione Termini) un incontro tra l’On. ALBA SASSO dei DS e i rappresentanti dei docenti precari. In coerenza con la trasversalità politica della Gilda degli Insegnanti, dopo l’incontro tra il Sen. Valditara di AN e i rappresentati dei precari, la Gilda si fa promotrice di un altro confronto con un esponente dell’opposizione.

Anche tale incontro ha lo scopo di contribuire a fare chiarezza sulle ipotesi di assunzione a tempo indeterminato del personale precario della scuola. L’on. Sasso è portavoce della disponibilità dell’opposizione per creare un tavolo di lavoro mirato all’attuazione del piano assunzioni previsto dalla legge 143/2004, questa disponibilità va nella direzione che si è prefissa la Gilda

L’obiettivo della GILDA è di far convergere più forze politiche sul progetto generale di superamento del precariato in Italia. La realizzazione di tale progetto, come già sostenuto più volte dalla Gilda in occasione degli incontri col Ministro dell’istruzione Letizia Moratti, si pone come inderogabile per risolvere in tempi brevi la situazione di disagio che coinvolge ora decine di migliaia di docenti.

Cogliamo quindi l’occasione per rivolgere a tutti i soggetti in indirizzo l’invito a partecipare all’incontro.

Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli


Roma, 01-03-05

 claudia fanti    - 05-03-2005
Cara Signora Sasso,
stia tranquilla che chi l'ha "conosciuta" e letta in ogni sua riga la stima e ammira umanamente, oltre che professionalmente! Forza e coraggio!

Poi è naturale che noi, in molte/i, vorremmo "miracoli "impossibili", vista la situazione in cui ci troviamo a dibatterci, ma questo é un altro discorso!

Per cui, avanti tutta, senza timore, Lei e noi, per quello che é umanamente possibile!

 Roberto Renzetti    - 05-03-2005
E’ un vero piacere onorevole Sasso poter scambiare qualche opinione con lei, anche se, in apertura, mostra dei pregiudizi che discendono non si capisce bene da cosa se non da chi l'ha informata. Vivisezionare ogni parola che lei dirà ? No, altrimenti, su molte cose che lei ha scritto, se ne potevan dire e non ho detto. E poi: che male c’è ad analizzare un discorso per tentare di capire, tra tante cose vaghe che si dicono (non mi riferisco a lei), qual è la vera intenzione dell’interlocutore. Perché in questa eventualità vi sarebbe una malafede quantomeno superiore a quella di chi dice cose o non argomentate o superficiali o non rispondenti al vero.
Lei ha introdotto il discorso su abrogazione si abrogazione no della riforma Moratti. Se lei dice che si batterà per l’abrogazione della Moratti ne sono felice ma mi darà atto che nel suo partito (DS) e, peggio, nella coalizione, non vi è chiarezza, di modo che nessuno sa qual è la posizione dell’Unione sulla scuola. Lei non rappresenta l’Unione in questo ? Benissimo, che colpa gliene può discendere ? Tanto vale dirlo e passare i suoi messaggi come personali. Come la vicenda dell’OdG congressuale. Vero che si è votato, vero che Fassino ne abbia smentito il contenuto, vero che quell’OdG non dice nulla di nuovo rispetto alle posizioni di Bassanini, Berlinguer e Moratti. Tutti costoro sono per Lisbona 2000 che è l’uscita europea che faceva la strada a Bolkestein (chissà perché la CGIL Scuola ora è contro Bolkestein ?), discendendo dall’ERT (Tavola Rotonda Industriali Europei che vogliono una scuola privatizzata).
Tutto questo preoccupa chi crede che la scuola pubblica sia un bene irrinunciabile. A me preoccupa. Lei sembra essere d’accordo con Lisbona 2000 e quindi sembra non negare nulla delle posizioni di Bassanini-Berlinguer. D’altra parte dice che si sono fatti errori nella gestione passata delle riforme. E qui non ho difficoltà a dire che è la prima volta che sento una cosa di tale portata da un DS. Mancano dei dettagli ma, sono certo, lei li colmerà subito.
Intanto sarebbe d’interesse sapere dove lei ritiene si siano fatti errori, nel passato:
- nel parlare di scuola in termini di “efficienza, efficacia, produttività” ?
- nell’istituire una dirigenza a premio per gli incaricati, senza esami ?
- nel costruire una autonomia così autonoma da avere in Moratti una che la difende strenuamente ?
- nel pensare di fare una scuola che “non sa di scuola” (Maragliano) ?
- nel pensare a POF in concorrenza ?
- nel voler assegnare fondi solo a quelle scuole che fanno un buon lavoro e soddisfano la clientela (sic!) ?
- nel prefigurare una scuola che doveva perdere il 2% di lavoratori l’anno fino alla quota di 17 mila ?
- nel pensare a classi da destrutturare sia nell’orario che nella composizione ?
- nel pensare a riempire gli orari a 18 ore senza alcun riguardo alla continuità didattica ?
- nel finanziare la scuola privata ?
- nell’immissione in ruolo dei professori di religione ?
- nel rendere gli esami di Stato delle barzellette inutili ?
- nel rendere gli insegnanti dei lavoratori a salario variabile ?
- nella valutazione (che nasce da De Mauro ma) che ora ha scandalizzato tutto il centro sinistra solo perché realizzata da Moratti ?
- ……………………………
- ……………………………
Ecco, gentile Onorevole, lei non potrà certo seguire in dettaglio tutte le vicende della scuola che sono davvero una emergenza complessa ed articolata in innumerevoli rivoli. Ma saprà certamente che quelli indicati sono alcuni problemi che richiedono da SUBITO almeno una presa di posizione CHIARA. E questa era una delle richieste che le facevo nella mia lettera aperta: se non si rivede Bassanini e Berlinguer non cambia nulla. So che l’Unione non ha una posizione sulla scuola e non l’avrà mai, stretta fra liberismo, cattolicesimo e vecchio socialismo (se dovessi scommettere su cosa farà l’Unione, direi una piccola sistemazione della Moratti con ampie giustificazioni del tipo: il tappeto è rotto perché …). Si richiede solo che lo si dica. Si vorrebbe che i sostenitori di Bassanini e Berlinguer dicessero quella cosa semplice che lei ha detto: in qualche punto abbiamo sbagliato (con un seguito di elencazione di quei punti). Lei capisce che è imbarazzante un Panini che addirittura voleva il concorsone per tutti gli insegnanti mentre passava a dirigente senza esami. E lei crede che da quella parte arrivi una sola minuta autocritica ? E’ inutile insistere, siamo dentro i conflitti d’interessi ed è per questo che Berlusconi la fa da padrone.
Da ultimo, gentile Onorevole, perché fa un appunto a chi è intervenuto in piena libertà ? Il problema sono solo io. Gli altri cortesi interlocutori lo hanno fatto per ciò che pensavano. Se qualcuno sosteneva tesi a lei care ed ha avuto una qualche risposta che ne ha toccato la suscettibilità, posso dispiacermi ma non posso certo ascriverlo a complotto. Piuttosto non sapevo che tali persone avessero un qualche legame con lei.
Come avrà notato non vi sono condizioni da porre: si vuole solo conoscere la posizione di una coalizione. Oggi lei ci ha fornito una informazione importante: parla per sé e non per i DS (i quali, con Ranieri, sono ben inseriti nel Buonsenso che vede insieme DS e FI e, con De Mauro, in Treellle di Confindustria) né tantomeno per l’Unione. Ciò va benissimo ed io, nel mio piccolo, apprezzo la sua posizione laica, sapendo che lei non ha peccati da doversi far perdonare. Ripeto solo che si chiede chiarezza. Non vorrei votare per chi ha iniziato la demolizione della nostra scuola (e tantomeno lo farò mai per i lanzichenecchi al potere). D’altra parte mi pareva di essere stato chiaro: ci si rivolge a lei perché lei scrive in questo sito. E’ lei che ha posto la questione e, posta la questione, mi sembrava importante avere delle risposte che, non so se lei lo sa, ma nessuno della sua parte politica fornisce.
Dopo averla ringraziata per la sua cortese risposta, concludo dicendo che io vorrei solo parlare di questa brutta storia, senza alcun pregiudizio (e lei capisce che i miei eventuali valgono molto poco rispetto ai suoi eventuali).

Cordiali saluti
Roberto Renzetti

PS. Uno dei problemi che abbiamo oggi, come contraddizione che non sembra avere soluzione, è, paradossalmente, l’impossibilità di comunicazione. Io non ho mezzi quindi io non posso chiudere la bocca a nessuno. Sono altri che lo fanno. E’ la parabola di Berlusconi che non fa parlare gli oppositori dalle sue TV. Quanti Berlusconi vi sono in do minore ?

- Dopo un mio articolo, Le mani sulla scuola pubblicato su Insegnare del CIDI a giugno 2004 e nel quale ponevo pacatamente questi problemi, altri miei articoli già accettati dalla rivista non hanno più visto la luce. Io volevo discutere senza pregiudizi …
- Dopo mie critiche alle scelte CGIL Scuola, il sindacato mi ha chiuso il forum di discussione. Io volevo discutere senza pregiudizi …
- Se vuole proseguo: vi sono i congressi del PCI, quelli della CGIL …


 ilaria ricciotti    - 06-03-2005
Quanti ancora avranno dubbi e vorranno per questo porre domande ad un esponente dell'opposizione sull'idea che essa ha delle scuola potranno, beati loro, farlo il 10 marzo, incontrando Alba Sasso. Spero tanto che chi ci andrà, disposto a confrontarsi senza pregiudizi, ci riferisca che cosa dirà Alba Sasso sulla scuola e in che senso il programma dell'opposizione si differenzia da quello delle destre, visto che è stato ospitato anche un esponente di AN.

 Patrizia    - 06-03-2005
Sono pienamente d'accordo con la lettera aperta di Roberto Renzetti e con la sua risposta all'Onorevole Sasso. Onorevole, siamo tutti consapevoli degli sforzi e dell'impegno da lei investito nella scuola e nella lotta alla Legge Moratti in quanto tutti noi riceviamo le sue mail a tappeto. Io stesso lo scorso anno mi ero permessa di rispondere ad una di queste mail chiedendo la tanta sospirata "chiarezza" da parte del suo partito e della sua coalizione, ma non ho mai ricevuto risposta. Ma non è di questo che intendo parlare. Come Renzetti chiedo che all'Unione di togliersi la maschera, di scoprirsi finalmente... perché i lavoratori della scuola, i genitori, tutti coloro i quali hanno davvero a cuore il futuro della scuola pubblica e dei nostri ragazzi non votino a "scatola chiusa", e questo credo che ce lo dobbiate. Lei poi continui per favore a fare sentire forte la sua voce ma... sia chiara... ci aiuti a smascherare le connivenze... i giochi politici... quello che davvero la sua coalizione intende fare di questa legge di Riforma...
Grazie

 Isa Cuoghi    - 06-03-2005
Cara Onorevole Sasso, all'inizio della sua risposta le scrive :Ho aspettato molto prima di rispondere alla “lettera aperta” che è stata indirizzata a me tramite questo sito. Perché so bene che ogni parola che dirò sarà vivisezionata e usata contro di me, come è stato fatto per chi è intervenuto nel dibattito.
Mi permetta di risponderle, io che sono intervenuta anche nella lettera a cui lei si riferisce, che quella "lettera aperta.." non poteva essere indirizzata a lei altro che da questo sito, visto che i suoi interventi sulla scuola passano (anche) da qua.
E visto che i modi e i luoghi del confronto sono spesso tramite la rete, (evidentemente è diventato il luogo eletto per le comunicazioni , spesso senza discussioni, sulla scuola, così come il Ministro Moratti predispone perfino sulla formazione,che è quasi tutta e-learning e su piattaforme Indire ex BDP) è tramite la rete che si risponde.
E tramite la rete spesso può anche accadere che si personalizzino troppo i discorsi, visto che manca il filtro della comunicazione non verbale e che le cose che si dicono a volte possono essere fraintese, anche per molto coinvolgimento e anche per un poco di pregiudizi... a volte motivati da scelte sindacali e politiche non comprensibili
Ecco, ora che ha risposto, la prego di non smettere di farlo, perchè Lei qua rappresenta quella parte del centrosinistra che, nel momento speriamo vicino, vincesse le elezioni, avrebbe poi in mano la possibilità di iniziare a ristrutturare una scuola pubblica che ormai è allo stremo delle forze.
Quindi, se Lei come dice, ci tiene a continuare il confronto, La prego anche di dichiarare se le sue risposte sono a titolo personale o se parla per tutta la coalizione.
Se penso alla scuola ( insegno dal 1976 alla scuola elementare, e mi piace chiamarla così.. ) e alle gratificazioni che ho avuto in questi ultimi dieci, quindici anni (mettendo da parte quelle che quotidianamente mi dà il rapporto con i bambini, che sono veramente tante), beh credo che mi venga in mente solo quello stipendio mi pare di un anno e mezzo fa, quando ci pagarono tutti gli arretrati contrattuali...
Meglio di niente, ma riconosca che è un pò pochino, visto che il nostro lavoro, oltre che di denaro (e magari non solo del mese con gli arretrati..) dovrebbe nutrirsi di formazione, di stimoli intellettuali, di ricerca, di sperimentazioni.. perchè tutta questa formazione dovrebbe tradursi in un migliore e più consapevole intervento educativo didattico, e anche di condizioni di lavoro il più possibile ottimali.
In questi ultimi anni ho solo assistito a un maggior carico di burocrazia, ad un aumento del numero degli alunni per classe, ad un minore organico di insegnanti di sostegno, ad una imposizione di schede di valutazione che ogni anno cambiavano, ad una sempre minore considerazione dell'importanza della professione docente, ad un sempre minore trasferimento di fondi alle scuole sia per le strutture che per l'aggiornamento che per materiali e..supplenze.
Per non parlare della precarietà di supplenti che sono stati sempre e da tutti i governi considerati alla stregua di tappabuchi, da sfruttare solo per la minore spesa che causavano all'erario.
E cosa dire "dell'efficenza e dell'efficacia" del sistema, del bollino di qualità che le scuole potevano acquisire..alla stregua di un'azienda, con percorsi iniziati dal governo di cs, che sembrava perduto dietro sirene ultraliberiste e attente solo alle esigenze delle imprese..imprese a cui la scuola doveva adattarsi sia nell'organizzazione degli orari che nell'utilizzo dei docenti, al grido neanche tanto sommesso di : razionalizzare è bello..
Giù le mani dalla scuola di Renzetti è un bellissimo titolo per riflettere.. e per capire.
Questioni di scelte di Aragno è un altro ottimo documento da leggere e che condivido in pieno.
Come avrà capito sto dalla parte di chi chiede non solo una riflessione ma anche l'inizio di un cambiamento che non può che tradursi nella richiesta di abrogazione della Legge Moratti, ma anche nella richiesta di rivedere criticamente tante scelte del precedente governo del cs e, con onestà intellettuale, riconoscere che nella scuola non hanno avuto senso.
Il senso lo si può avere solo coinvolgendo chi ci lavora, nella scuola.. e non considerando i docenti come pedine da spostare una volta di qua e una volta di là..alla faccia di chi pretende che la scuola formi menti libere e critiche.. ma poi pretende che proprio quelli che dovrebbero aiutarne la crescita si asservano alle disposizioni del potere di turno.
Cara signora Sasso, non so se avrò ancora l'opportunità di rileggerla, spero di sì, almeno la sua voce potrebbe essere l'eccezione in un modo di fare che, politici e sindacati, hanno spesso assunto a metodo.
La saluto cordialmente
Isa Cuoghi

 Maurizio Tiriticco    - 06-03-2005
Riceviamo in redazione e pubblichiamo - Fuoriregistro

Da: Maurizio Tiriticco [mailto:m.tiriticco@iol.it]
Inviato: domenica 6 marzo 2005 1.55
A: Fuoriregistro - Redazione; sasso alba
Oggetto: lettera aperta

Cara Alba! Invio a te e, per conoscenza, agli amici di Fuoriregistro una risposta puntuale alla lettera aperta di Roberto Renzetti! Con stima ed affetto! Maurizio Tiriticco

Per Alba Sasso e p.c. agli amici di Fuoriregistro!

Cara Alba,
non hai certo bisogno di ulteriori difese oltre alla risposta che hai inviata alla lettera aperta di Roberto Renzetti! Sei stata forse eccessivamente tenera e ti assicuro che di tante lettere che ho lette pro e contro Bassanini, Berlinguer, Moratti – c’è sempre chi fa di ogni erba un fascio! – mai ne ho letta una peggiore e, quel che è peggio, più grossolana e disinformata!
Tu, giustamente, hai preso le dovute distanza dalle posizioni di Renzetti. Io entro nel merito, sperando che serva a qualcosa.
Renzetti cade nella confusione in cui purtroppo molti cadono quando non distinguono ciò che è l’evolversi di una situazione socioeconomica e politica, che è pur sempre dettata da condizioni assolutamente oggettive, con le soluzioni che soggettivamente di volta in volta si danno, le quali in molti casi non sono immediatamente risolutive e possono anche dar luogo a nuove difficoltà.
La questione delle autonomie – che per altro non riguarda solo il nostro Paese - viene da lontano, fin dagli anni Settanta ed Ottanta, ed è stata sostenuta da un dibattito vivace, teso a dare risposte a due ordini di problemi: la necessità di snellire, ammodernare, rendere più efficace la Pubblica Amministrazione e i servizi, e la necessità di ampliare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica in ordine ad una domanda sempre crescente di democratizzazione nella assunzione delle decisioni. Per il primo punto, la questione era essenzialmente quella di far sì che un servizio rispondesse più alla logica di una effettiva "soddisfazione del cliente” – si dice così! – che al formale “adempimento di una norma”; per il secondo, la questione era centrata sulla necessità di conferire maggiore poteri alle comunità dei cittadini (agli Enti locali, alle Regioni), quei poteri che dall’Unità del Paese (1861) erano saldamente nelle mani dello Stato centrale. Del resto, la stessa Costituzione del ’47, che riapriva la strada alla democrazia, indicava una direzione di progressivo decentramento: tutto il Titolo V sanciva che “la Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni” e ben venti articoli ne delineavano ambiti e funzioni!
Ma nella storia i processi spesso sono lenti, e gli anni dell’immediato dopoguerra impegnarono il nostro Paese su altri problemi, quelli della Ricostruzione! Pertanto il discorso sulle autonomie è maturato più tardi e solo negli anni Novanta ha cominciato a prendere corpo. Ferretti dovrebbe ricordare la legge 241/90, quella che ha avviato il nuovo “procedimento amministrativo” e ha dato il là alla stagione delle autonomie. Dovrebbe ricordare i provvedimenti del ’95, con cui si vararono le prime Carte dei servizi pubblici, anche delle scuole! E’ in questa temperie che si è giunti alla legge 59 del 97! Bassanini non ha inventato nulla, anche se è stato l’artefice della legge! Si è limitato a condurre un percorso ad una sua prima definizione. E quella legge era una legge delega, di quadro quindi, alla quale, materia per materia, sarebbero seguiti altri provvedimenti. E tra questi è il dpr 275 del ’99 quello che ha regolamentato l’autonomia delle istituzioni scolastiche! Poi nel 2001 è stato anche riscritto il Titolo V della Costituzione, sempre finalizzato ad ampliare i poteri della “periferia”, dei Comuni, delle Città metropolitane, delle Province, delle Regioni, sottraendoli progressivamente alla autorità delle Stato centrale: ma di questo Renzetti non dice nulla! Coma mai?
Comunque, per Renzetti l’autonomia è una “iattura”, alla quale si sarebbe “aggregata con successo la presunta ministra Moratti”! In primo luogo la Moratti – qualsiasi posizione critica si voglia assumere nei suoi confronti – è un Ministro effettivo della Repubblica, non presunto; in secondo luogo non c’è “aggregazione”:il dpr 275 costituisce un vincolo anche per la Moratti. Il discorso sarebbe diverso se un governo volesse adottare una linea politica diversa, contraria alle autonomie! Ma, ad oggi, non è così! Anzi, la legge 53 – al di là di ogni giudizio di merito – è in primo luogo, sotto il profilo formale, una legge di adeguamento costituzionale: basta leggerne attentamente l’epigrafe!
Definire poi la Dirigenza una “truffa” ha veramente dell’incredibile! Con il processo autonomistico cambia il modo di lavorare delle amministrazioni pubbliche (è scritto nella citata legge 241/90) e cambiano anche la natura, le funzioni e le responsabilità dei dirigenti pubblici (con il dlgs 29/93 si avvia la “razionalizzazione dell’organizzazione delle PA e la revisione della disciplina in materia di pubblico impiego”), quindi anche quelle dei capi di istituto (dlgs 59/98).
Che poi in questo faticoso processo di rinnovamento sia siano verificate difficoltà, illeciti anche, questo è un altro discorso, ma sono fenomeni che si verificano anche a prescindere da processi innovatori! Ridurre tutto a iatture e a truffe significa capire molto poco di quanto sta accadendo nel nostro Paese nella prospettiva di un rafforzamento delle autonomie e nel nostro sistema di istruzione.
E’ anche risibile che a Lisbona nel 2000 sia iniziata la svendita della scuola. A Lisbona sono stati assunti da parte degli Stati membri dell’UE una serie di impegni da portare a termine entro il 2010, ai quali si sta lavorando, certamente con difficoltà. Ma tra questi non figura la… svendita della scuola!
Ed ancora, Renzetti lancia accuse a destra e a manca! Chiama in causa Bertagna, Maragliano, Ranieri, la Melandri, tutti responsabili di questo disegno di distruzione della scuola e dei “livelli di ignoranza” dei nostri giovani! Con queste persone si può dissentire, ma con argomentazioni, non con insulti vaghi e gratuiti! Certamente, se dipendesse solo dalle responsabilità di alcuni pedagogisti e docimologi, tutto sarebbe molto più facile!
Purtroppo, i problemi sono altri e sono assai più complessi! Occorre rimboccarsi le maniche per comprenderli e agire di conseguenza. Sparare a zero nel mucchio non aiuta nessuno!
Ed infine, ma perché la prima raffica proprio contro Alba Sasso?

Maurizio Tiriticco

 Giuseppe Aragno    - 06-03-2005
Onorevole Sasso, si dice ed è vero: dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io.
E, tuttavia, da taluni amici, non c’è Dio che tenga, non ci guarda nessuno: come la sorte avversa, ti piombano alle spalle quando meno l’aspetti ed il colpo è mortale. Dai Tirittico amici, trovi lei, se può, il modo di difendersi, perché non è un luogo comune, anche questo si dice ed è vero: dimmi con chi te la fai e ti dirò chi sei.
Ci siamo poi noi di Fuoriregistro, amici d’elezione dall’oggi al domani ed a rischio, quanto e più di lei, di non trovar difese in Paradiso.
A titolo personale: io non ho amici tra chi, fingendo di discutere, si fa volutamente provocatorio e offensivo. Tra chi, iniziando dagli argomenti - la lettera aperta: “mai ne ho letta una peggiore e, quel che è peggio, più grossolana e disinformata” – e giungendo alla persona – Renzetti, scrive, “cade nella confusione” e dimostra di “capire molto poco di quanto sta accadendo nel nostro Paese” – astutamente provoca la rissa.
Non ho amici tra chi ammette che ci sono non solo difficoltà, ma “illeciti anche”, e si mette la coscienza in pace perché, si sa, “questo è un altro discorso”.
Per tutto il resto taccio. Non entro nel merito di certe affermazioni e sorrido di fronte alla scuola che si fa questione di servizio e di soddisfazione del cliente.
Oggi, onorevole, Fuoriregistro ha l’opportunità di porre in luce meridiana un esempio classico di destra che si definisce sinistra. Un’occasione unica per riflettere sui danni che la superficialità, l’arroganza e la supponenza di amici, o sedicenti tali, hanno fatto e fanno alla sinistra e al Paese.


 Emanuela Cerutti    - 06-03-2005
Ecco, io invece sulla "soddisfazione del cliente” in alternativa al formale “adempimento di una norma” torno per dire solo: buffo.
Buffo pensare alla partecipazione come libertà che Gaber cantava e che ha visto fior di insegnanti impegnarsi sui principi, prima ancora che sulle norme. E quando uno per qualcosa si impegna al limite può essere ingenuo, non certo risibile. Di clienti non si parlava ancora. Se ne parla oggi e se ne parla tanto che ormai lo scambio codificato , il do ut des, è diventato legge, a volte pare l'unica capace di regolare rapporti e convenzioni. Buffo che una volta la scuola facesse riflettere sul suo rischio etico.
Ed infine buffo è il voler convincere che la "sussidiarietà" intesa in senso moderno fosse la stessa presente nel dettato Costituzionale. Come se l'assoluta indifferenza "privato" o "pubblico" fosse la stessa, oggi ed allora. L'autonomia è un'arma a doppio taglio: dipende dal contesto generale in cui vive e quello di oggi, universalmente definito global-liberistico, le dà il sapore privatizzante che alla scuola pubblica dà un bel filo da torcere.

 Grazia Perrone    - 07-03-2005
(...)"Che poi in questo faticoso processo di rinnovamento si siano verificate difficoltà, illeciti anche, questo è un altro discorso, ma sono fenomeni che si verificano anche a prescindere da processi innovatori! (..)"

Io vorrei, invece, che il professor Tiriticco spiegasse - ad una maestra di provincia quale io sono e, perché no? anche agli "Amici" di Fuoriregistro - quali sarebbero questi "illeciti" da "mettere in conto" e che si ... "verificano a prescindere".

In modo particolare gli "illeciti" (commessi dai dirigenti/datori di lavoro) connessi alla violazione della legge 241/90 (trasparenza amministiva) che, molto spesso, è il preludio al mobbing e al comportamento antisindacale (art. 28 ex lege 300/70).

Quello di conoscere il numero (attraverso una interrogazione parlamentare) dei "dirimanager" condannati (dal 2000 ad oggi) per violazione di queste due norme giuridicamente rilevanti è una domanda che agli Onorevoli che scrivono qui (non solo alla Sasso ma anche alla Capitelli) avevo già rivolto - senza successo - in passato.

Un quesito che rinnovo.

 livia    - 07-03-2005
Ringrazio Tiriticco per la lezione di storia del diritto che ci ha voluto impartire, mi auguro che il tutto sia stato un disguido dovuto al fatto che si è pubblicata una lettera pensata come lettera privata: di grossolano ho visto solo la sua provocazione, almeno si potevano mescolare alle provocazioni offensive delle considerazioni un po’ più interessanti.
L' abbiamo vissuta tutti la stagione in cui si credeva che il decentramento portasse i cittadini a una maggior partecipazione, ma ci siamo svegliati presto tutti ( o quasi ) dalla convinzione, un po’ naive ammettiamolo, che se i centri di potere erano fisicamente più vicini ai cittadini sarebbe stato più facile partecipare alla gestione della “cosa pubblica” .
Ora lo vediamo quasi tutti: non è la vicinanza fisica a rendere controllabili i processi, ma la possibilità di influire su di essi, modificarli, che li rende più partecipati e democratici.
E lo stesso è avvenuto nella scuola: interessante l’autonomia, ma quando poi per gestirla si crea la figura del Dirigente Scolastico (o Amministrativo) io mi chiedo che cosa ci sia di democratico , di partecipativo in questa nuova figura a metà fra il burocrate e il capoufficio, che senso ha il cantare le lodi di una autonomia che vede i docenti sempre più lontani , non fisicamente, ma fattivamente, dai processi decisionali . Forse è anche per questo che si parla di "truffa della dirigenza"?
Nessuno dice che tutto ciò sia imputabile alle politiche scolastiche della sinistra, ma direi che andava fatta una riflessione su ciò che ci ha portato il seguire certe strade .
Invece siamo ancora qui a sentir cantare le lodi dell’autonomia e ci prendiamo gli sputi perchè non capiamo il processo di rinnovamento….che dobbiamo fare, ne prendiamo atto, il problema siamo noi che non capiamo
Dobbiamo rassegnarci alle parole d’ordine: la soddisfazione dei cliente, e va bene, giusto...poi hanno inventato che si doveva “garantire il successo scolastico” …e noi poveri illusi pensavamo che volesse dire dare più opportunità, più scuola , più istruzione … non avevamo capito che la parola chiave era “garantire”, cioè che se la matematica, il latino erano un problema non dovevamo dare più strumenti per risolverlo, ma semplicemente eliminare il problema: prima gli esami di riparazione, poi bocciare solo ogni due anni …fino ai nuovi quadri: meno matematica, meno latino. Il successo è garantito.
E perché dovremmo fare studiare i ragazzi italiani? Sono meglio come consumatori che come matematici: che studino gli indiani e i pakistani, che non hanno soldi da spendere, non i nostri opulenti figli … tanto poi con il mercato del lavoro globalizzato li importiamo a tanto al chilo i matematici indiani, costano pure poco.
Ha proprio ragione Tiriticco: non capiamo niente.

saluti


 C. De Nitto    - 07-03-2005
"Stolto crede così qual fora in campo
Cinto d'oste contraria, in sul più vivo
Incalzar degli assalti,
Gl'inimici obbliando, acerbe gare
Imprender con gli amici,
E sparger fuga e fulminar col brando
Infra i propri guerrieri."

da La Ginestra di G. Leopardi

 ilaria ricciotti    - 08-03-2005
Alcuni commenti fatti in risposta alla lettera aperta di Alba Sasso, secondo voi sono indicativi di una discussione serena, rispettosa e con l'esigenza di confrontarsi?
A me pare piuttosto una scarica di frasi costruite per accusare, ancora prima di spiegare; di impegnarsi tutti insieme a tirar fuori un'idea di scuola nostra, prima che di certi partiti e di certi sindacati messi sotto tiro. Tutto ciò è veramente insopportabile! Che la Redazione prenda dei provvedimenti , così come sono stati presi per coloro che ripetevano, come me, gli stessi concetti!
Mi dispiace affermare questo, ma non accetto il linciaggio contro nessuno, tanto meno nei confronti di una donna, Alba Sasso, che ha sempre collaborato con Fuoriregistro.
Grazie.

 oliver    - 08-03-2005
Ti ringrazio per le precisazioni fatte che condivido.
grazie Oliver

 livia    - 10-03-2005
Io vorrei che si evitassero generiche accuse come quelle della Ricciotti o almeno che si facesse un riferimento preciso ad quali sono gli autori e quali sono le parole "sconvenienti" (che poi ne segnalo un paio anche io, e non contro la Sasso).

Di personaggi che strillano per la lesa maestà ( da che pulpito poi....) e che saltano fuori OGNI VOLTA che si parla delle politiche scolastiche della sinistra, mettendosi a fare i difensori dell'"onore" altrui, ne abbiamo piene le ..tasche.
Abbiamo visto a cosa mirano, a che uno poi si scocci e davvero poi succeda la rissa, così è dimostrato che gli altri sono "cattivi" .

Io non credo che sia una questione personale nè con la Sasso, nè con Aragno, nè con Tiriticco nè con Renzetti .
Proviamo a cambiare copione e a entrare davvero nel merito ?
Cordiali saluti e grazie