A proposito di Memoria
Michele Sorbara - 29-01-2005
Mi sono accorto da diversi anni che dimentico tutto ciò che non m’interessa memorizzare. Durante il periodo lavorativo, non ho mai memorizzato gli orari dei treni che pure mi avrebbero fatto comodo ricordare, ho sempre preferito ricorrere agli orari di servizio che non mi hanno mai permesso di commettere errori. Non dimentico però, gli anniversari di parenti ed amici, non dimentico le cose a cui tengo in particolare. Allo stesso modo, dimentichiamo opportunamente tutto ciò che non è conveniente per il migliore svolgimento della propria vita, finendo così di giustificare e minimizzare comportamenti che andrebbero energicamente censurati perché sono il segno tangibile d’appartenenze ad ideologie che sono state piaghe cancerogene per l’umanità. In altre parole, l'essere umano utilizza tutto per proprio tornaconto. Per assurdo, anche la beneficenza nella maggior parte dei casi è elargita, forse anche senza rendersene conto, anche per tacitare la propria coscienza. Egoismo, è la parola chiave che razionalizza i comportamenti, ne scandisce i comportamenti quotidiani dei popoli e di conseguenza, regola le azioni dei loro governi “cosiddetti” democratici. Dico “cosiddetti democratici” perché non credo che democrazia significhi libertà assoluta per l’individuo ma libertà condizionata all’uguaglianza di diritti riferita a tutti, ma questo nessuno stato lo ha realizzato, men che meno gli USA che pretendono di esportare la loro “democrazia” corrotta e autoritaria zeppa d’ingiustizie sociali. L’individuo prima ancora di appartenere alle fazioni create dai governi forti che vogliono governare il mondo, appartiene a se stesso come ogni altro essere vivente. Ipocrisia invece è la parola che affianca costantemente l’ egoismo. L’ipocrisia è l’azione comportamentale che distingue chi, adottata argomentazioni che sembrano valide in quanto enunciate con fine e loquace rappresentazione lessicale, ma che sono disgustosamente arroganti, pretestuose e ingiuriose per l’intelligenza d’ogni individuo. Esempio banalissimo potrebbe essere il saluto fascista fatto dal giocatore Di Canio ai tifosi laziali, subito giustificato dagli stessi tifosi e anche dai politici d’opposta fazione anche sportiva.( avallando così, giustificazioni per altrettanti fatti d’uguale significato commessi da altri giocatori). Volendo si potrebbero scrivere lunghi trattati sui comportamenti di frange di giovani simpatizzanti o emulatori d’organizzazioni anti giudaiche. Quindi non meravigliamoci quando molta parte dell’umanità, non vuole ricordare, se lo facesse dovrebbe fermarsi il mondo intero e dilaniare tutti i fautori di tutte le guerre. Dovrebbe schierarsi contro Ebrei e Palestinesi e non a favore degli uni o degli altri, dovrebbe schierarsi contro chi alimenta queste contrapposizioni. Dovrebbe schierarsi contro le multi nazionali farmaceutiche che vogliono il prezzo pieno per i medicinali salva vita anche dai popoli del terzo mondo. Spesso mi chiedo come può accadere che popoli emancipati ed industrializzati possano permettere che poche centinaia di loro connazionali (i politici), distruggano esclusivamente per propri interessi, il patrimonio di valori etici, morali, religiosi, culturali e tradizionali di un’intera nazione. Si potrebbero dire tante cose, come ad esempio che la gente dimentica che il tal politico è stato in carcere per concussione, truffa, o associazione di stampo delinquenziale e quindi lo vota per proprio tornaconto. La gente dimentica come si è arrivati ad avere un tasso di disoccupazione così alto, dimentica le menzogne dei politici. La gente dimentica le cose che più la fanno vergognare, cioè la rinuncia a fare rispettare i propri diritti e quelli degli altri.
Per quanto riguarda la giornata della memoria, mi viene da dire che non serve a nulla se il mondo intero in quel giorno, non si ferma a meditare in rispettoso silenzio.Non serve che tanti capi di stato partecipano a manifestazioni, se non riusciamo più ad interessare le coscienze dei giovani. La scuola dovrebbe in ogni momento, insegnare ai giovani e alle loro famiglie il rispetto per l’individuo di qualsiasi razza, religione o ceto.

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 ilaria ricciotti    - 29-01-2005
Carissimo Michele, pur avendo toccato nel tuo scritto tantissimi temi, ne hai affrontato uno che ritengo importantissimo: la memoria.
Essa può essere a breve, a medio e a lungo termine. Molti psicopedagogisti, neurologi e psichiatri hanno scritto numerosissimi testi a proposito di questa capacità determinante per l'uomo.
A quanto pare però molti di noi uomini , o siamo senza memoria, o la possediamo per un brevissimo periodo e poi la facciamo scomparire, e la releghiamo in un cantuccio, sempre più piccolo chiamato coscienza, verità o moralità.
Per molti infatti è scomodo ricordare il male provocato a se stessi o agli altri! Così come è scomodo mentire, nascondere la verità e non permettere a nessuno di riesumarla.
Una volta che certi individui raggiungono i loro malsani obiettivi, dimenticano i mezzi con cui li hanno perseguiti e sconquistati. A loro non importa se per conquistarli hanno calpestato la dignità di altri, hanno usato violenza, hanno ucciso, hanno tradito quanto avevano promesso. Ciò che importa è il fine. Un fine che essi nascondono molto bene, ma che sostanzialmente è becero e senza giustificazioni di sorta.
Apparire dei grandi, quando in realtà si è solamente dei meschini, non aiuta di certo la memoria. Chi è stato o è così lo si dimentica, lo si cancella dalla propria memoria storica e personale, in quanto un individuo del genere non potrà che essere fonte di guai ed un cattivo esempio per chi gli sta vicino e per l'intera umanità.
Sono d'accordo con te quando sostieni che , non si può per un giorno dell'anno ricordare, e poi per gli altri 364 DIMENTICARE.
No. Sarebbe barare con se stessi e gli altri, quelli inesperti ed innocenti: bambini e giovani.
Ed è proprio per loro che noi non possiamo e non dobbiamo accettarlo.