Staffetta della memoria
Maria Rosa Pantè - 19-01-2005
27 Gennaio, Giorno della Memoria
dal Liceo Scientifico “G. Ferrari”


Da alcuni anni, con decreto del presidente della Repubblica, il 27 gennaio è stato dichiarato Giorno della Memoria: il 27 gennaio del 1945 infatti i russi liberavano il campo di Auschwitz e dopo questa data l’intero sistema dei campi di deportazione e di sterminio nazisti ha iniziato a disgregarsi definitivamente.
In questa giornata dedicata alla Memoria il Liceo Scientifico “Ferrari” dedicherà interamente l’attività didattica all’informazione e alla riflessione sul tema. Saranno proiettati film e documentari storici e al termine studenti e insegnanti commenteranno le immagini e svilupperanno la coscienza attraverso la discussione.
Come tradizione dell’istituto anche quest’anno si è pensato di offrire alla comunità cittadina un contributo alla conoscenza e alla necessaria riflessione sul fenomeno storico dei lager nazisti: a questo scopo sarà predisposta presso la Torre Campanaria di Piazza Martiri, un luogo che a Borgosesia ricorda il sacrificio di chi ha creduto e lottato per la libertà e la dignità umana, una postazione in cui gli studenti si alterneranno per tutta la giornata leggendo poesie, brani di testimonianze e di documenti storici inerenti al fenomeno della deportazione e della morte nei campi di concentramento nazisti.
L’iniziativa è stata denominata “Staffetta della Memoria” innanzitutto perché durante questa giornata gli studenti si passeranno idealmente, come in una staffetta, il “testimone della testimonianza”, affinché la memoria storica della Shoah non si perda.
Con l’aiuto della poesia e della letteratura, della storia, della musica e delle immagini la memoria si protrarrà per tutto il giorno passando da un giovane all’altro, da una voce all’altra: in questo modo, si vorrebbe trasmetterla ai passanti e alla città. La “staffetta” vuole significare che solo passando il “testimone della testimonianza” e della memoria storica da una generazione all’altra l’umanità non sarà condannata a ripetere il passato e i suoi tragici errori.
Momento saliente di questa celebrazione sarà la ripetizione periodica, allo scoccare di ogni ora, dei nomi dei 165 vercellesi, biellesi e valsesiani deportati nei campi nazisti. L’elenco completo di queste persone, di cui solo trentacinque sono sopravvissute, è riportato su alcuni pannelli che saranno esposti insieme ad uno striscione recante la frase tratta dal libro di Giobbe “Terra non coprire il mio sangue”: il testo, scritto anche in ebraico, è stato realizzato dagli studenti del nostro liceo insieme a quelli di una scuola israeliana di Tel Aviv, durante un recente scambio culturale. Un video trasmetterà in continuo immagini tratte da documentari storici o spezzoni di film inerenti al tema.
Ogni partecipante a quest’iniziativa infine porterà un lumino come simbolo di una “preghiera”, laica o religiosa secondo le convinzioni individuali, e come segno di
di una luce nella coscienza collettiva che non può e non deve spegnersi.
I cittadini, i passanti, giovedì prossimo, impegnino cinque minuti della loro giornata per passare davanti alla Torre Campanaria ad ascoltare una poesia, una testimonianza, a riflettere un minuto, a recitare una “preghiera”, laica o religiosa, per quei milioni di morti “passati per un camino”.

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