Cinque poesie
gabriella garofalo - 04-12-2004
29/05/'04


Di tuo freddo fuoco, madre Luna,
mi arsero i grembi, inaspettati
sparirono senza lasciare luce, o verbo.
Di altre risposte fu parola:
del cielo dopo la pioggia,
eterno blu del cielo,
volta infinitamente tesa
ad avide mani, al desiderio -
di ristoppia che ti brucia, tramonto,
a prima notte bruciandosi roveto.


04/04/'04


L'intenso scontro di grembo contro grembo,
verde intrecciarsi di rami che a frutto alla ricerca
slanciano, parola estranea che non puoi comprendere -
noi come fili d'erba di esile tenacia
la terra penetriamo ai giorni levando,
io e te ,anima,insieme silenziate
da implacato rigore di mia luna.



11/03/’04


Giacere con inverno bastardo,
levarsi con la morte-
e ti possieda,luna,soltanto
chiaro di luce storpia e monca,
tuoi azzurri raggi freddi,non meriti altro,
non sei la vera luce perché completa Luce
di tutto è Luce,se anima e mio grembo
la notte solo cercano non più monchi
a Luce di puro infinito ritornare,
con Luce levarsi,
giacere.

16/11/'04


Lame -
di luce, forse di parola.
Non temere anima che leva
se ti recide luce dall'inverno
da sue candide chiome mai divelte
da blu implacato sguardo che non cerca -
non schivare disfreno che t'incalza
ti recida luce dall'inverno:
anima, consenti e diventami
luna che si sottrae a notte al nero
d'improvviso gettandosi altra luce-
così, così soltanto luce ricompare.


25/01/'04

Arresta, scintilla che l'anima
a ustione a frenesia muove -
resa al silenzio,anima ostile,
e tu guardati, luna, da implacare
tuoi raggi -
sia blu-cobalto unica dimora
ad anima a mia luna
se troppo chiesero, se Parola
in eterno a vita leva, e muore.


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 ilaria ricciotti    - 05-12-2004
Anche tu, cara Gabriella sei un fenomeno!
Ti auguro , mi auguro ed auguro a tutti
che la Luna illumini,
sia i cuori dei belli che dei brutti.
Di coloro che non sanno amare
di coloro che provano tanto male,
di chi da uomo onesto ed igenuo
continua a remare con un solo remo.

Luna, Luna che ci guardi da lassù
pensa a noi che non ne possiamo più!