Bisogna razionalizzare
Gianni Mereghetti - 01-12-2004
Il ministro Moratti secondo giornali e televisione avrebbe salvato la scuola da un’operazione indiscriminata di tagli che il ministro Siniscalco stava facendo ai suoi danni. Tagli ce ne saranno comunque, ma il merito del ministro è stato quello di deviare il colpo d’accetta, così che al posto del personale ha colpito le supplenze, ossia un settore nel quale si dovrebbe poter sopportare la riduzione di introiti.
E’ vero, meglio tagliare le supplenze che ridurre il personale, anche se questo principio è valido solo astrattamente, in quanto chi vive dentro la scuola sa quale grosso problema ormai sono le supplenze. C’è da sperare che il bubbone non scoppi in modo tragico in una di quelle ore di assenza che la scuola non riesce a supplire, lasciando gli studenti allo sbando!
Fatta questa operazione, chiamiamola pure di salvataggio, la questione seria rimane, ed è quella di riorganizzare il personale scolastico, docente e non docente, in modo razionale. Oggi infatti come in Finanziaria si taglia facendo delle somme e delle sottrazioni, così nella scuola si riorganizza facendo somme e sottrazioni, senza vedere come stiano le cose nella realtà: quella della scuola italiana è una situazione simile a quella che si creò nella seconda metà dell’Ottocento, quando le grandi potenze si divisero l’Africa tirando delle righe su una cartina. Nella scuola non si tirano delle righe, si fanno somme o sottrazioni, per cui se un insegnante deve arrivare a diciotto ore, vi ci deve arrivare, anche se perde la continuità didattica e poco importa se facendone diciassette o diciannove la conserverebbe!
In conclusione, se il ministro Moratti ha salvato la squadra, ebbene adesso faccia in modo che sia impiegata al meglio, ossia per l’educazione! In questa direzione sarebbe ora che venisse lasciata alle singole scuole una maggior autonomia nella gestione delle risorse umane e finanziarie. La ragione di questa urgenza è semplice, è che chi conosce la realtà della scuola è in grado di intervenire più efficacemente di un funzionario che prende decisioni, ahinoi!, a tavolino.

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