Embedded: libertà di stampa?
Grazia Perrone - 29-11-2004
Passa in Senato una riforma del codice penale militare che prevede pene molto pesanti per chi darà informazioni relative alle missioni militari cui partecipa l'esercito italiano. Questa norma, già grave di per sè, sarebbe poco influente in un momento, come oggi, in cui le missioni estere dell'esercito sono chiamate missioni di pace e in cui formalmente non è stato dichiarato il Tempo di guerra (condizione prevista dalla costituzione e in cui viene applicato il codice militare anche a tutta la popolazione civile). Contemporaneamente però si gioca sull'ambiguo concetto di Stato di guerra, condizione applicabile, al contrario del tempo di guerra, anche alle missioni come quella in irak e cioè le cosiddette missioni di peacekeeping. Per chiarire: se lo stato di guerra prevedessse il codice militare oggi l'italia, coinvolta nella guerra in irak, sarebbe esattamente nella condizione di applicare questo codice e non quello civile.

Se questa riforma fosse, come molti temono, il primo passo verso l'applicazione del codice militare anche in momenti di Stato di guerra,come quello odierno, allora il futuro a breve termine sarebbe una militarizzazione totale dell'italia.


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