I tagli del ministero
Alba Sasso - 27-11-2004
Dai banchi dell’opposizione abbiamo più e più volte segnalato le conseguenze rovinose per la pubblica istruzione delle previsioni contenute nella Legge Finanziaria 2005. Con questa ulteriore manovra, arriva il vero e proprio colpo di grazia: il taglio dei 600 milioni all’Università, la riduzione del 2% degli organici della scuola (14mila insegnanti in meno), ed infine i tagli alla “tabella A” della Finanziaria, vale a dire a quei fondi che dovrebbero consentire a ciascun Ministero di attuare i propri provvedimenti. In altri termini, se già erano scarsi i fondi per l’applicazione della riforma Moratti (200 milioni di euro stanziati in due anni, a fronte degli 8 miliardi promessi), con questa manovra non ci sarà più un euro.

Fa bene il ministro Moratti a volersi dimettere, dal momento che aveva assicurato che non ci sarebbero stati ulteriori tagli all’istruzione: di questo passo, infatti, non solo non ci sarà più un ministero, ma non ci sarà più nemmeno istruzione, pubblica.


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 ilaria ricciotti    - 27-11-2004
Ed allora per questo anche voi parlamentari, unitamente a tutti noi cittadini italiani, il 30 novembre
dovreste scendere in piazza a manifestare il forte dissenso.
Ormai non si possono più avere indugi. Il gioco delle tre carte è scoperto. Siamo stanchi di arrivare alla fine del mese con l'acqua alla gola. Siamo stanchi di vivere nel terrore che faremo la fine dell'Argentina. Siamo stanchi di dover subire scelte che non ci favoriscono. Siamo stanchi di vedere certi signori ostentare ricchezza, potere e strapotere, sapendo in realtà che erano tempo fa soltanto "dei pidocchi rifatti", "senza fama e senza lodo", ed ora siedono lì incollati a quelle poltrone che non vogliono cedere perchè loro non hanno problemi economici di nessun genere e trascorreranno le feste spendendo e non stringendosi ancora di più la cinghia.
Bella giutizia sociale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
COMPLIMENTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 Isa    - 27-11-2004
Scusi ma, alla luce di quanto scrive e pensando alle conseguenze di questa legge Finanziaria non solo sulla scuola ma sull'economia in generale e sui redditi, sullo Stato Sociale, vorrei chiederle una cosa... lei li conosce i Dirigenti Sindacali di CGIL CISL UIL scuola e della Gilda e Cobas?
Glielo può chiedere quale vantaggio politico pensano di ottenere non aderendo come confederazioni scuola allo sciopero del 30 ?
Grazie, gliene sarei grata... sa non c'è altro modo, forse, per sapere qualcosina di più.
Perchè io, per quanti sforzi faccia, non riesco a capire... E poi sa ancora una cosa? Da giovane mi sentivo discrimata dai più perchè mi professavo comunista... oggi mi sento discriminata proprio da chi dovrebbe invece essere dalla mia parte.
Ma forse siamo solo in alcuni che davvero siamo sbagliati, forse davvero il problema siamo noi... potrebbe anche essere il titolo di una canzoncina nuova... IL PROBLEMA SIAMO NOI...

Cordiali saluti
Isa Cuoghi

 Grazia Perrone    - 27-11-2004
Stretta su supplenze e inglese, non sull’organico. - Scontro con Siniscalco.

ROMA . Letizia Moratti è arrivata a minacciare le dimissioni per evitare i tagli alla scuola e all’università. Tanto da costringere il premier a un incontro, insieme al vicepresidente Fini, prima della riunione del Consiglio dei ministri. Alla fine, il ministro dell’Istruzione ha evitato il taglio del 2,4% agli organici della scuola, che avrebbe comportato una riduzione di circa 20mila posti tra docenti e non docertti.

Al termine di un braccio di ferro durissimo con il ministro dell’Economia Siniscalco, le ‘economie’ derivanti dalla scuola — stimate dal Tesoro in circa 500 milioni di euro si otterranno in due modi.

Il primo: una forte stretta sulle cosiddette «supplenze brevi», quelle cioè che i presidi danno durante l’anno per assenze temporaneee dei titolari di cattedra. Il secondo: l’obbligo per il ministro dell’Istruzione di ricorrere agli insegnanti elementari interni, e non ai professori specialisti, per fare l’inglese nel primo ciclo di istruzione fin dal primo anno.

L’inglese per tutti nella scuola elementare è uno dei fiori all’occhiello della riforma Moratti, ma le esigenze di finanza pubblica costringeranno in sostanza il Miur a formare gli attuali maestri, in modo che siano loro a insegnare l’inglese: in sostanza, si tratta di un “risparmio” se così si vuole chiamare — sul ricorso a insegnanti specialisti da aggiungere all’attuale organico, stimati nella cifra di 7mila 200 per l’anno scolastico 2005-2006 e altrettanti per il 2006/2007.

Il capitolo università, poi, sembra essere stato risolto da Letizia Moratti in modo abbastanza onorevole. Al Miur, infatti, vanno altri 300 milioni di euro per l’Ffo, il fondo di finanziamento ordinario destinato ad assegnare risorse agli atenei. La richiesta del settore era di 600 milioni, ma a un certo punto sembrava che non ci fosse più nemmeno un euro. E rimasto invece in discussione in nottata nella riunione di Governo il blocco delle assunzioni negli atenei, misura delicatissima perché rischia di vanificare le speranze di circa 5.500 professori universitari “idonei” vincitori di con corso.

Moratti in sostanza ha dovuto combattere su due fronti caldissimi, perché proprio la scuola con il recente sciopero generale aveva manifestato un dissenso molto forte e i sindacati anche ieri, a cominciare da Enrico Panini (Cgil) — avevano tuonato contro «i tagli alla scuola pubblica». La soluzione adottata per l’istruzione è coerente con una politica scolastica che continua progressivamente a ridurre il ricorso alle supplenze.

Non mancheranno perplessità sul fatto che l’inglese sarà insegnato ai bambini con i maestri attuali, sottoposti a corsi di formazione interna - si sta già facendo - che danno garanzia di qualità tutta da dimostrare. La “mina università”, poi, probabilmente non è stata ancora disinnescata, ma il potenziale esplosivo forse si riduce. Le avvisaglie di tempesta c’erano state, a cominciare dalle voci di dimissioni dei vertici della Crui, tanto che Giuseppe Valditara (An) sosteneva a più riprese che «il Governo deve accogliere le richieste della Moratti e farsi carico delle sue preoccupazioni».

Marco Ludovico

Sole 24 Ore 27 novembre 2004

 ilaria ricciotti    - 28-11-2004
E' bastata l'aria giapponese,
per pretendere di far contenere le spese.

Per far sì che la scuola pubblica italiana
non indossi più una stracciata "sottana".

E, al capocchione, facendo la voce grossa,
ha impedito che la scuola finisse nella fossa.

MA, voi ci credete davvero,
che il futuro della scuola sia meno nero?

Io a proposito ho molti dubbi e perplessità,
che mi convincono il 30 novembre a scioperar.

A non credere a nulla di tutto questo,
perchè "c'a nisciuno è fesso"!

I tagli continueranno sulla scuola
e se non la difenderemo rimarrà
SOLA, MOLTO SOLA!


 ilaria ricciotti    - 29-11-2004
La finaziaria
è
iniqua e varia.

Ci son tagli nascosti
sotterranei e tosti.

Eppure c'è chi crede alla sua positività
anche se molti la stanno a contestar.

Ma, mi chiedo e chiedo a lor signori,
perchè scioperiamo se essa è piena di ori?

Lo facciamo contro i nostri interessi?
Possibile che siamo tanto stupidi e fessi?

Ma insomma, mi ripeto sempre,
perchè in questi anni è scontenta molta gente?

Perchè si manifesta quotidianamente?
Per masochismo o perchè siamo stanchi di certa gente?

Io penso che la risposta sia semplice ed onesta,
se si aderisce ai vari scioperi è perchè la vita è molto mesta.

Settanta mila statali in meno, non è una bugia,
è ciò che ci sta preparando chi dovrebbe andare via.