Chi sciopera il 30
Isa Cuoghi - 27-11-2004
Beh, io ho aderito allo sciopero dei CUB, forse sarò l'unica nella scuola ma mi sembra che allo sciopero generale di tutte le categorie dei lavoratori, in questo momento così significativo bisognasse proprio partecipare.
Sciopero generale è di tutte le categorie dei lavoratori, e mi sembra che in un momento come quello che stiamo vivendo sia un atteggiamento perdente quello di non aderire come confederazione scuola.
Non so come spiegare la rabbia e la delusione di questa scelta dei sindacati scuola, compresi cobas, gilda.
Forse non è chiaro che questo governo sta facendo i comodi e gli interessi di una sola categoria? La categoria dei ladri, degli evasori fiscali, dei prepotenti, dei padroni, degli autoritari, di quelli che non hanno altro valore che quello del proprio arricchimento, degli sprezzanti verso i più emarginati, della chiusura verso i diversi, della cancellazione della laicità, dello scontro istituzionale... ma li avete ascoltati i vari Brunetta, Gasparri, Fini, Giovanardi.. ma lo avete capito che con i soldi delle nostre tassazioni vogliono finanziare gli sgravi fiscali ai più ricchi ? ma lo sapete che nella scuola ci saranno 14.000 tagli, ma le avete lette tutte le riforme, oltre che quella della scuola? e tutte le deleghe che si sono prese, le vediamo? e l'atteggiamento denigratorio e offensivo verso l'opposizione lo vediamo? e il ricorso continuo ai condoni, il discorso davanti ai finanzieri di Berlusconi per fare capire che i poveri evasori vanno capiti e perdonati.. e e il decreto salva-Previti, e Castelli, e Fini.. Ma non ce n'era forse abbastanza perchè la scuola aderisse allo sciopero contro l'azione di questo governo?
E invece no, hanno prevalso i soliti discorsi sul fatto che abbiamo già dato allo sciopero del settore scuola, sul fatto che una partecipazione minoritaria della scuola sarebbe perdente.. mentre perdente è, da sempre, l'atteggiamento sempre rinunciatario.. e devo dire che mi sento offesa da una scelta, quella delle assemblee in orario di lavoro nel 30.11 per manifestare la solidarietà allo sciopero generale dei lavoratori.. la solidarietà si manifesta aderendo allo sciopero assieme a loro!
Possibile che una volta che c'è l'occasione di manifestare assieme, di sentirci veramente dei lavoratori con pari dignità e con gli stessi problemi di tutti, proprio i sindacati più rappresentativi lo impediscano?
E perchè tutti i dirigenti sindacali e politici hanno parole di forte opposizione all'azione di questa specie di governo e poi quando è l'ora di trovarci tutti insieme in piazza, una categoria, che oltre tutto è spesso considerata come molto distante dagli altri lavoratori, viene esclusa dal diritto di scioperare e manifestare contro ?
Beh, io mi spiace ma non ci sto, e il 30 sciopererò come faranno molti genitori dei miei alunni, e se posso andrò in manifestazione con loro, dicendo che io sono in sciopero ma i confederaliscuola, i cobas, la gilda... no.

I Confederali, nel settore delle Scuole Private e nella Scuola Professionale hanno aderito allo sciopero generale del 30.11.
Ma quante divisioni all'interno del'organizzazione scuola dei confederali.
In compenso io, che voglio aderire allo sciopero, nonostante sia una del comparto scuola non posso farlo con i confederali.. devo scioperare con i CUB .. ma se hanno paura che la partecipazione della scuola allo sciopero sia un fallimento per le scarse adesioni, se pensano di dover dosare le forze per non si sa quale prossimo evento.. ma come mai invece le scuole private e i professionali sì.. e noi della scuola statale no... questi sì che sono sono i misteri..

Certo che è un'andazzo generale quello della sinistra di avere paura a parlare troppo forte.. e così, alla rincorsa dei moderati (ma lo vogliono capire che i moderati ce l'hanno già la loro casetta? si chiama centro e ci stanno bene perchè una volta vanno di là e una volta di qua.. hanno sempre disponibili stanze, loro.. e ci mancava solo la sinistra a rincorrerli..) ecco che si lasciano da parte le istanze di chi vuole sentirsi a sinistra, si tagliano le ali della contestazione ed opposizione all'azione di questo governo, si fa segno di silenzio perchè non si possono dire parole troppo dure, troppo sinistrorse, ennò perchè poi i bravi moderati italiani si spaventano e si scandalizzano..e mica ce lo danno il voto.. Sì ma poi vorrei sapere io, nel caso ce lo dessero il voto, questi benedetti moderati, ma poi...faremmo una politica moderata? Cioè una politica simile a quella del governo? Quindi, per quanto riguarda la scuola, sarebbe come quello che dice Rutelli? che gli insegnanti delle private li paghi lo Stato, che la Riforma Moratti si tenga perchè c'è del buono, che regni la confusione in tutto, compreso nei programmi, nei metodi, nei finanziamenti, nelle decisioni che saranno diverse da scuola a scuola ???

Leggete questo, è molto indicativo...

Il manifesto - 20 Novembre 2004

Rutelli: «Finanziare la scuola privata»
L'apertura di Francesco Rutelli in faccia alla battaglia di docenti, studenti e famiglie
GIULIA BIANCHI
ROMA


«Si tratta di mettere gradualmente a carico dello stato, come avviene in tutta Europa, il costo dei docenti». Ma il leader della Margherita Francesco Rutelli parla dei docenti della scuola privata, non di quelli della scuola pubblica su cui si sta già abbattendo la scure del governo Berlusconi in nome dell'abbattimento delle aliquote fiscali; cosa che per altro la ministra Letizia Moratti ieri ha negato. E' l'occasione che fa l'uomo prodigo. Rutelli parla infatti a un convegno sulla scuola organizzato dalla Fidae (Federazione di istituti di attività educative) all'Auditorium dell'Agostinianum. Fatto sta che il leader della Margherita conferma un orientamento già espresso dalla componente popolare del suo partito fin dai tempi del primo governo Prodi. E lo mette in campo proprio nel momento in cui si sta accendendo la discussione sulla scuole, che per altro ha già visto il partito rutelliano esprimersi a favore dell'ipotesi di affidare ai genitori (non gli studenti, non anche i docenti) i vertici dei consigli scolastici.

«I valori di cui la scuola paritaria è portatrice sono patrimonio della nostra democrazia - dichiara l'ex sindaco capitolino - È un bene di tutti, anche di coloro che non hanno alcuna intenzione di mandare i loro figli in queste scuole». Perciò il presidente della Margherita ritiene che essa debba prevedere «oneri per lo stato» (quelli «senza» i quali la Costituzione prevede il diritto alla scuola privata): «Sappiamo che il sistema di finanziamento non è un fattore neutro - continua Rutelli - ma anche che le scuole paritarie sono un vero e proprio servizio pubblico e dobbiamo spiegare questo con pacatezza e determinazione a chi ancora non lo ha capito». Di qui la proposta di mettere i docenti «gradualmente a carico dello stato».

La componente moderata della costituenda federazione riformista non manca insomma di spirito di autonomia. «Bisogna mettere in campo un vero piano straordinario per la scuola senza porre in contrapposizione la scuola pubblica e la scuola privata - spiega Rutelli - La passata legislatura ha portato un miglioramento notevole: i fondi per la parità sono cresciuti di circa 970 miliardi di lire. Certo bisogna fare di più e mi augurerei che si possa fare insieme con una convergenza di tipo costruttivo».

Tacciano, ovviamente, i dissieni della maggioranza fassiniana, impegnati a colpi di congresso a spianare la strada al soggetto riformista. Replica invece il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, secondo il quale in tempi «di tagli e mancanza di risorse per la scuola, è dovere di uno stato moderno garantire a tutti una scuola pubblica di qualità». Per questo, prosegue, «le risorse devono essere concentrate per superare il problema del precariato che da anni affligge la scuola pubblica e per garantire adeguate retribuzioni ad un corpo docente sempre più qualificato».

I sindacati, confederali e autonomi, su questo sono stati inequivocabili lo scorso 15 novembre, giorno dello sciopero generale della scuola. Tant'è che ieri la ministra Moratti ha precisato nuovamente che «non c'è e non ci sarà alcun taglio» sui capitoli ella finanziaria che riguardano l'istruzione: «L'impegno del governo è quello di investire nella scuola, nell'università e nella ricerca». E da questo punto di vista lady Letizia snocciola aumenti di risorse su tutti i capitoli di bilancio: in primo luogo per l'«urgenza» università, ma anche per l'attivazione della riforma e per i rinnovi dei contratti. Quasi non le restasse altro che associarsi al sollecito di Rutelli.





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 ilaria ricciotti    - 27-11-2004
Il 30 novembre, checchè se ne dica bisogna scendere in piazza tutti una seconda volta.
Non si può non scioperare compatti. Sarebbe a mio avviso un enorme errore.
Ma, c'è da chiedersi anche se gli insegnanti vogliono vedersi decurtare per una seconda volta dallo stipendio altri soldini.
Vorranno farlo ?
Se insegnassi non avrei dubbi. E' importante infatti a mio avviso scioperare inseme ad altre categorie, sostenersi gli uni con gli altri e manifestare il proprio dissenso nei confronti di prese di posizioni assurde, pinocchiesche ed ingiuste.

La finanziaria è da gettare,
nel più profondo mare!
Essa non è di certo vicina
a chi si alza presto la mattina.
E' una finanziaria fasulla e deludente
che ha il solo scopo di confondere la gente.
Di far creder e che con essa tutti ritorneremo a respirare,
quando in realtà essa ai ceti medi e bassi li farà star mlto male.

Quindi scioperare il 30 novembre
è un invito per tutta la gente.
L'Italia tutta si dovrà fermare
per manifestare, manifestare, manifestare.

 Grazia Perrone    - 27-11-2004
Dalla "Tecnica della scuola" il punto sulla situazione dopo l'ultimo sciopero

Riparte la trattativa sull'art. 43 del CCNL. Per il 24 novembre è in programma un incontro all'Aran fra la parte pubblica e i capi-delegazione per mettere a punto un calendario dei lavori.

Gli ultimi avvenimenti fanno pensare ad una conclusione della trattativa in tempi non rapidi ma quanto meno "ragionevoli": lo sciopero del 15 novembre, riuscito pur senza aver registrato adesioni altissime (i sindacati parlano del 60-70% di partecipazione, mentre il Miur sostiene che non si è andati al di là del 37%), dovrebbe aver fatto capire al ministro Moratti che la scuola non è entusiasta delle novità della riforma; altrettanto realisticamente i sindacati hanno preso forse atto che non tutto il mondo della scuola è disposto allo scontro frontale con il Ministro.

E' probabile insomma che lo sciopero possa aver fatto emergere la necessità che – da una parte e dall'altra – si faccia un passo indietro.
D'altronde la parola d'ordine "abrogare la legge 53" non è del tutto condivisa né all'interno dello schieramento sindacale né dalle forze di opposizione.
E' di pochi giorni fa, per esempio, un importante intervento di Giancarlo Cerini, vice-presidente del Cidi, associazione professionale che più di altre ha sviluppato in questi mesi posizioni di forte critica nei confronti della riforma.

Afferma Cerini: il Ministero non può disconoscere la necessità "di tempi più distesi per le innovazioni, di un maggior coinvolgimento della scuola reale, di una maggiore fiducia nell'autonomia e nella capacità degli insegnanti di a-dottare soluzioni anche originali alle questioni poste"
Ma dall'altro la scuola reale deve sinceramente impegnarsi ad "entrare nel merito delle questioni che legittimamente un legislatore (dele-gante e delegato) ha diritto di proporre alla scuola del paese che è chiamato a governare"

E, come si sa, su questo punto persino lo stesso partito dei DS si presenta spaccato al Congresso Nazionale: per l'abrogazione della legge 53 c'è la parte più radicale del partito (Mussi e Berlinguer tra gli altri), mentre la maggioranza di Fassino è per "riformare la riforma". Nè le cose vanno diversamente all'interno della Margherita: Rutelli continua ad "aprire al centro" (è di pochi giorni fala sua dichiarazione sulla possibilità che lo Stato paghi gli stipendi dei docenti delle scuole paritarie), mentre Bordon e altri sono ormai palesemente contro la legge 53 e per la sua abrogazione.

Va peraltro sottolineato come l'intera trattativa abbia perso un po' di smalto anche a seguito della decisione del Ministero di assegnare 400 posti per la generalizzazione della scuola dell'infanzia, decisione che è stata apprezzata dai sindacati i quali – almeno per ora – sembrano aver abbandonato l'idea di rivendicare personale aggiuntivo per le scuole che accolgono bambini con meno di tre anni.

Reginaldo Palermo


 Irene Baule - insegnante del 1° Circolo di Alghero (SS) e ma    - 28-11-2004
non ci sto, e il 30 sciopererò come faranno molti genitori dei miei alunni, e se posso andrò in manifestazione con loro, dicendo che io sono in sciopero ma i confederaliscuola, i cobas, la gilda... no

l'ennesima vergogna - anche io sciopererò, con molto amaro in bocca...
non lamentiamoci, quando la zappa sui piedi ce la diamo da noi stessi :-(

 gp    - 28-11-2004
Fonte: sito Regione Emilia Romagna

Sciopero pubblico impiego il 30 novembre e il 3 dicembre


Ai sensi di quanto previsto dall’art. 2 della legge 146/90, come modificata dalla 83/2000, in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti alla persona costituzionalmente tutelati, si informa che è stato proclamato uno sciopero generale dall’Unione sindacale italiana - USI AIT per l’intera giornata di martedì 30 novembre 2004. Lo sciopero ha carattere nazionale generale e coinvolge il personale dei comparti e delle aree del pubblico impiego e delle categorie private, a tempo indeterminato o con contratti atipici e precari.

Inoltre le organizzazioni sindacali CUB e USI AIT hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l´intera giornata di venerdì 3 dicembre 2004


Inoltre la confederazione CISAL ha a sua volta proclamato sciopero del personale del pubblico impiego per le ultime tre ore di ogni turno sempre per la stessa giornata.

La piattaforma dell´organizzazione sindacale CUB fa riferimento alla legge finanziaria, alla devoluzione del TFR ai fondi di previdenza complementare, ai tagli alle pensioni, alla riforma Moratti sulla scuola, alla legge 30 e al pacchetto Treu.

La Regione Emilia-Romagna garantirà comunque le prestazioni relative ai servizi pubblici essenziali come individuati dagli accordi collettivi decentrati di lavoro sottoscritti nel 2002: servizi per le consultazioni referendarie, per la sorveglianza idraulica dei fiumi, per i cantieri, per la protezione civile, per gli emolumenti retributivi e gli adempimenti contributivi relativi al personale, per l´assistenza igienico-sanitaria e la custodia degli animali in capo al Servizio produzioni animali, nonché le attività di autoparco e di portineria se strumentali ai predetti servizi.

 sandra    - 28-11-2004
Bisognerebbe avere il tempo e la pazienza di fare una ricerca in rete per vedere e mostrare quante volte, negli ultimi tre anni, Isa Cuoghi si è lagnata e ha protestato quando i lavoratori della scuola erano chiamati a scioperare insieme alle altre categorie, per ragioni generali (fossero la finanziaria o la riforma delle pensioni, o altro).
Ci voleva uno sciopero della scuola, solo della scuola, mescolarsi agli altri sembrava lesivo, sminuente o offensivo.
Dichiarò addirittura di avere disdetto la delega al sindacato perchè non la si ascoltava.
Lo sciopero della scuola c'è stato.
Importante, grande, partecipato.
Certo non una bacchetta magica - come lei sembrava ritenerlo - per abbattere la Moratti e la sua politica.
Alcune cose sono state arginate, in questi anni, ma proprio ora questo governo mostra - mi pare - la faccia peggiore.
E molto ci sarà ancora da fare.
E ora la Isa Cuoghi si lamenta e strepita perchè i sindacati (cui, peraltro, non aderisce più) non chiamano la categoria a scioperare una seconda volta a distanza di 15 giorni.
Forse le sfugge che non per tutti è così semplice avere due giornate (lorde) trattenute sulla busta paga.
(netta).
Forse le sfugge che non è bello mettere i lavoratori di fronte alla scelta fra tener fede alla propria idea o creare una situazione di disagio alla propria famiglia.
Forse le sfugge ciò che a me invece pare incontrovertibile, e cioè che in quel 40% di lavoratori che non ha partecipato allo sciopero del 15 non c'è un 40% di amici della Moratti, ma ci sono invece tanti - specialmente ata - che non hanno scioperato, certo non solo per questo motivo, ma perchè con meno di mille euro al mese di stipendio non si arriva più neppure a fare la spesa, per cui la trattenuta può pesare. Figuriamoci due.
Andare in assemblea, come il sindacato propone, e così affiancarsi ai lavoratori in sciopero, alla Isa sembra offensivo. A me non pare affatto.
Non si sarà comunque al lavoro, l'utenza sarà informata, volendo il segnale ci sarà e chiaro.
Molto più chiaro, certamente, della proclamazione di uno sciopero a cui pochi aderirebbero.
Ma alla Isa interessa di più sollevare il solito polverone, fra sindacati, sinistra, singoli esponenti di partito (tipo Rutelli) cui è già stato abbondantemente risposto. Le interessa generare sospetto verso coloro che ormai da anni si battono contro la Moratti e contro questo governo.
Si ritiene portavoce di chissà chi.
Eppure lei stessa dichiara:
Sciopererò e sarò l'unica.
L'unica dura e pura ad avere ragione, naturalmente...
Complimenti!

 Isa    - 28-11-2004
Ossignore si sono svegliati i difensori del sindacato che non ha mai voluto uno sciopero contro la Riforma e continua a non volerlo... ma pensa te vengono qua a parlare di lagnanze mie su scioperi generali ai quali invece ho sempre aderito... perchè ritengo che siano molto importanti, visto che viviamo in Italia e non sulla luna.. e soprattutto visto che contro questo governo si sciopera anche per una idea di modello sociale che non ci va bene.. che non condividiamo proprio.
Il ragionamento degli insegnanti che avrebbero problemi a fare più di uno sciopero alla volta, la signora Coronella lo vada a fare anche agli operai che hanno scioperato ben più di una volta in un mese per difendere i propri diritti.. evabbè... evidentemente i nostri diritti credono di conoscerli solo i sindacati, che al calduccio dai loro posti, distaccati da anni, ormai non sanno più cosa significa stare dentro la scuola e quali sono i problemi VERI.
Molto più facile, anzichè rispondere a cosa si adeguerà e cosa contratterà il suo sindacato, sia sulla Riforma Moratti, sia sulla nuova funzione giuridica degli insegnanti, sia sul Contratto, sia sulla Riforma degli Organi collegiali, sul blocco delle supplenze brevi nella sc. elementare, molto più facile, dicevo, attaccare me, che ho fatto la scelta dolorosa (e lo so che la signora non ci crede) di dovere per forza togliere la fiducia e quindi la delega a un sindacato che non mi rappresentava più.
Vorrei anche informare la signora che io ho aderito a tutti gli scioperi procalmati da tutti i sindacati che si dichiaravano contro la Riforma, ho aderito a tutti gli scioperi generali, ho aderito (unica in tutta la scuola) allo sciopero di 1 ora proclamato dalla cgilscuola l'anno scorso per i precari, ho aderito allo sciopero di 1 ora di circa 1 mese fa con pochissime colleghe, ed a quello del 15.11.
Sono andata a tutte le manifestazioni contro la Moratti organizzate da associazioni di genitori, continuo a informare i colleghi e le famiglie su cosa sta accadendo nella scuola... sì perchè mica lo fa il sindacato, forse la signora non lo sa bene.
Cara signora, metta da parte il suo livore rancoroso e anzichè difendere i suoi Dirigenti sindacali provi un pochino a difendere i diritti degli insegnanti e degli ata... che non mi sembra stiano bene e siano contenti della politica sindacale.
Troppo facile e un poco meschino attaccare in questo modo una persona che ha sempre creduto in quello che faceva... solo perchè dichiara che non si sente adeguata alle politiche sindacali... è un giochetto che non le servirà a cancellare o distruggere la mia volontà di proseguire in una battaglia che ritengo più che giusta : quella di avere il coraggio di dissentire fino in fondo da una linea che non condivido.
E quello di avere coraggio, coraggio che la cgilscuola proprio non ha.
Per questo sarà perdente , anzi saremo noi perdenti, perchè comunque le trattative su ogni cosa proseguiranno e questa nostra scuola poco alla volta si dovrà adeguare al peggio e ad avere sempre meno risorse... che significa, forse la signora non lo sa, non meno soldi per i nostri stipendi ma meno opportunità per i nostri alunni, per i futuri cittadini.

 ilaria ricciotti    - 28-11-2004
Care Isa e Sandra, non entro nel merito della vostra diatriba, ma leggendo il tono usato, ho deciso di intervenire perchè mi è dispiaciuto leggere tanta ostilità l'una verso l'altra. A parte questa considerazione che potrebbe anche essere non accettata, debbo dire che il discorso di Isa mi sembra sia un tantino accusatorio ed anche provocatorio. Tu, Isa è vero che esprimi ciò che pensi e fai bene, ma il tono usato nel contestare i sindacati specialmente la CGIL è un tantino troppo alticcio.Non credi? Le tue epressioni mi sembra siano cariche di rancore e chi legge percepisce, a mio avviso, che tu voglia fare una propaganda negativa contro tale sindacato, ma non si capisce per chi tu in realtà fai il tifo. Ogni sindacato ha sbagliato o sta sbagliando, ma è pur vero che essi debbono esserci.
Conosciamo benissimo chi in passato li ha aboliti e perchè.
Non credo che tu voglia questo!
Ritornando allo sciopero del 30 novembre penso, e mi dispiace ripetermi, che esso sia importantissimo.
E' uno sciopero di tutti e per tutti. Non è corporativo, ma all'insegna di una protesta che accomuna i vari lavoratori contro chi tenta di separarli, facendoli guerreggiare gli uni contro gli altri.
E' uno sciopero che si deve fare, anche se, come qualcuno ha scritto, alcuni non potranno aderire perchè alla fine del mese devono fare i conti con uno stipendio da fame. Ma, anche coloro che lo faranno percepiscono uno stipendio da fame! eppure scioperano.
Da ora in avanti tuttavia essi non avranno più queste preoccupazioni perchè pagheremo meno tasse, circa 15 euro di sgravio al mese.
Che ne dici allora Isa, vale la pena di scioperare
o lasciamo fare?

 Isa    - 29-11-2004
Certo che rileggendo a freddo il mio primo documento e poi la risposta di Sandra, vengono spontaneamente alcune riflessioni.
Credo di aver scritto nei contenuti quello che i sindacati confederali, compreso Panini della cgilscuola, hanno affermato e affermano tuttora : manifestiamo la nostra volontà contro l'azione politico-economica di questo governo, contro una compagine di scellerati che sta distruggendo lo Stato Sociale in nome di una manifesta volontà di difesa degli interessi di pochi di loro, manifestiamo e scioperiamo contro chi ci scippa i diritti sanciti dalla Costituzione.
Non vedo differenze sostanziali di contenuti, in questo.
Non mi vedo proprio distaccata dalle parole di Epifani, nè dalle critiche che i partiti dell'arco del centrosinistra stanno rivolgendo al govenro di centrodestra.
Allora, forse, ha dato fastidio la mia volontà di manifestare una volontà di lotta che è mancata alla cgilscuola?
Vengono trattati così coloro che dissentono dal metodo deciso dai vertici sindacali della scuola?
Anzichè capire e ascoltare, si attacca.. e si attacca pesantemente e personalmente ?
Ma io non ho attaccato la sinistra, i valori per cui si lotta.. ho solo manifestato la volontà di essere in piazza con tuttii lavoratori, assieme agli iscritti alle confederazioni sindacali, ho manifestato il mio accordo con le parole di Panini.. solo ho deciso che in piazza ci devo essere, assieme a tutti.. e scioperando, come tutti gli altri lavoratori.
Siamo messi bene se a una dichiarazione, del tutto legittima, di volontà di lotta per gli stessi principi proclamati da chi va in Piazza il 30, si risponde con un attacco personale tentando di ingenerare, qui sì, il sospetto che sotto alle mie dichiarazioni ci sia qualche tentativo di mettere in cattiva luce qualche dirigenza.
Il resto del mio documento è una critica, mi sembra anche questa del tutto legittima ( e non solo sollevata da me ) della difficoltà e del timore, dei partiti di sinistra e del maggior sindacato di sinistra della scuola, a dire parole chiare e a staccarsi un poco dalla logica dell'unitarietà con gli altri sindacati a tutti i costi.. a costo addirittura di perdere iscritti e voti.
E la chiudo qui perchè non vorrei che continuasse, in questo luogo in cui si parla di scuola e di politche scolastiche, con attacchi personali che, se proprio ci devono essere, vorrei ricevere nella casella di posta personale.

Isa

 maurizio    - 29-11-2004
Sono pienamente d'acordo sul fatto che il 30 si DEBBA scioperare... occorre manifestare il più possibile il dissenso contro le nefandezze varie di questo governo. Non credo sia utile una diatriba che ancora una volta divida sindacati confederali, cobas gilda, ecc.su un terreno che è troppo importante : quello di una scuola pubblica sembre più maltrattata. Basta con le accuse e le contraccuse che dividono... quando si capirà che dobbiamo essere uniti?

 ilaria ricciotti    - 29-11-2004
Per Isa

Forse non mi sono spiegata bene e non ho capito le tue considerazioni, per questo ti chiedo scusa. Leggendo il tuo nuovo intervento ho capito che in realtà sostenevamo forse la stessa cosa: il 30, anche se i sindacati della scuola non si sono dichiarati in sciopero, io potendolo fare sciopererei. La loro scelta non la condivido neanch'io. Mi sembra sbagliata ed in questo momento inopportuna.

 Testoni Vania    - 29-11-2004
Care colleghe, domani io non potrò scioperare. Perchè? Perchè, pur svolgendo presso un istituto di formazione professionale la mansione di insegnante di matematica e scienze, per merito delle riforme sul mondo del lavoro (centro sinistra) il mio contratto d'assunzione rientra dentro la grande categoria dei lavoratori atipici. Di conseguenza io non sono un lavoratore dipendente, ma un libero professionista che presta le sue capacità all'istituto. Nella mia scuola non siamo in pochi ad essere in questa situazione, anzi probabilmente più di metà dei docenti. Io mi sento preso in giro ad essere considerato un libero professionista, quando in realtà sono solo un neolaureato in cerca di lavoro, disperato e disposto ad accettare qualunque mansione, che non si sa come mai sia sempre attraverso contratti di cooperazione coordinata continuativa. Privato dei miei diritti ma consapevole dell'importanza di difendere le proprie idee ho deciso di non piegare la testa e di non andare avanti a lavorare come un cavallo con il paraocchi. Oggigiorno sempre più persone si piegano alla realtà precostituita e la accettano come se fosse l'unica possibilità. Io, illegittamente, domani impegnerò tutte le mie ore a promuovere nei miei alunni una sensibilità per le tematiche dello sciopero, a parlare di cosa sia uno sciopero generale-bianco-a singhiozzo, di cosa sia un lavoro precario e di come ci troviamo ingabbiati in regole che ormai hanno negato tutta la forza della lotta dei lavoratori. Io vi invito ad andare oltre la logica delle regole, le regole vanno accettate se giuste; se è moralmente giustificabile evadere le tasse, è moralmente lodevole difendere le proprie idee e manifestarle ogni volta che si ritenga giusto farlo aldilà della sigla sindacale di appartenenza aldilà del contratto a cui siamo vincolati. Se si gioca con chi non rispesta le regole è lesivo continuare a seguirle cecamente; qualcuno ha visto il film su ciò che è successo nel ghetto di Varsavia. Sveglia.

 Anita    - 29-11-2004
Sono esterrefatta. Una persona, un'insegnante, dice che vuole fino in fondo cercare di cambiare le cose, di dire dei no, esprime le sue delusioni più che legittime visto che o ci incateniamo o dei sindacati abbiamo bisogno, e un'altra persona, una del sindacato, le butta fango addosso, trasformando il discorso in un attacco personale. Pazzesco. Ora, a parte che qui sopra sta scritto in rosso che non bisogna promuovere polemiche di tipo personale, e va bè, ma a sinistra succede questo? Sono esterrefatta.
I soldi. Niente accade per niente. C'è gente che per le proprie idee si è fatta la galera. Comunque resto esterrefatta.

 ilaria ricciotti    - 30-11-2004
per Anita

"A sinistra succede questo"- hai scritto.
Cosa vuol dire questa espressione che A DESTRA c'è forse più
RISPETTO,
ASCOLTO,
LEGALITA',
DEMOCRAZIA,
SINCERITA',
ALTRUISMO,
UNITA',
SENSO DELLO STATO,
e tanti altri valori che i nostri padri prima di noi hanno cercato di infonderci e per essi sono anche morti?

Garibaldi e con lui i grandi del Risorgimento si stanno rivoltando nella tomba.

 Pierangelo    - 30-11-2004
E insomma: dovremmo metterci d'accordo una buona volta!

Nei giorni precedenti allo sciopero generale della scuola del 15 novembre ecco calare su tutti i siti i forum ed i newsgroup il drappello di coloro che dicevano che lo sciopero è uno strumento di lotta obsoleto, che si fa un favore al governo regalandogli la giornata, che è diventato una liturgia priva di senso e chi più ne ha più ne metta.

Naturalmente in quegli interventi, più o meno argomentati, il denominatore comune era l'affermazione che la controparte dei lavoratori non sia il governo o il padronato, ma i sindacati. E quanto più questi soggetti si autodefinivano "di sinistra", tanto più usavano il linguaggio di uno Schifani o di un Giovanardi qualsiasi: la triplice, i sindacati concertativi, i mangiapagnotte, ecc.

I lavoratori della scuola se ne sono fregati e lo sciopero del quindici è stato un grande successo.

In occasione dello sciopero generale nazionale del 30, si è deciso di conservare le forze in previsione del proseguimento di una dura lotta che ci attende. Però oggi alle 11 siamo entrati in assemblea e l'assemblea si svolgeva in piazza, dove c'erano tutti gli altri lavoratori, i pensionati, i cassaintegrati. Insieme con loro a manifestare.

Ed anche per questa decisione, giù l'orda degli incontentabili a dire che si è troppo tiepidi, che bisognerebbe bloccare tutto ad oltranza, che significa che in quindici giorni siamo stati folgorati sulla via di Damasco e siamo diventati Berlusconiani di ferro. E poi quella frase di Isa: "il sindacato che non ha mai voluto uno sciopero contro la Riforma e continua a non volerlo" mi fa diventare furibondo, per quanto è ingiusta e poco veritiera.

Comprendo quindi come ad un certo punto, davanti a chi gli fa troppo caldo, a chi gli fa troppo freddo e a chi gli fa troppo tiepido, si cominci a perdere la pazienza, fino ad arrivare a "promuovere polemiche di tipo personale".

Perché, lasciatevelo dire, non se ne può proprio più.

Nel frattempo la controparte, che secondo me è ispiratrice diretta di alcuni che fanno parte della "squadra guastatori" (e lasciamo il beneficio del dubbio che in mezzo ad essi ci siano anche alcuni stravaganti "cani sciolti" in buona fede), gongola e sorride.

 Sergio    - 30-11-2004
Il problema è che la signora Sandra è una che nel sindacato è sempre stata più realista del Re.
Io che nel sindacato (CGIL Scuola) ci ho lavorato ad un certo livello per 4 anni e che sono uscito dallo stesso insieme ad Isa ed altri (continuo purtroppo a pagare l'iscrizione allo stesso per inefficienza del Tesoro da oltre un anno) sono d'accordo con Panini quando scrive che la riforma Moratti va cancellata o se preferite abrogata ma non sono d'accordo quando per accordi con Cisl e Uil va in piazza e non osa dirlo.
Non sono stato d'accordo con Panini quando, appena firmato il contratto, dichiarò che era un buon contratto pur essendo gli aumenti molto simili a quelli che la FIOM non ha mai firmato per i metalmeccanici.
Non sono d'accordo con Panini quando mette nello stesso sindacato dirigenti e controparte e cioè i lavoratori della scuola.
Se a qualcuno è sfuggito il 15 novembre abbiamo scioperato anche per il contratto dei dirigenti i quali quasi mai fanno sciopero perchè anche loro hanno problemi economici.
Ho fatto tutti gli scioperi della scuola e generali e non mi sono mai pentito dei soldi in meno in busta paga che per me sono sempre ben utilizzati quando si dice no ad una riforma che sta distruggendo la scuola pubblica o una finanziaria che avvantaggia quelli che hanno un reddito maggiore.
Ma se c'è la signora Sandra che pensa alle nostre tasche noi fortunatamente continuiamo a pensare con la nostra testa.

 ilaria ricciotti    - 01-12-2004
Per Pierangelo

L'intervento di Pierangerlo mi sembra il più sensato
perchè:
equilibrato,
concreto,
ed oggettivamente preoccupato come lo siamo in molti. Non dobbiamo perdere per questo la lucidità nè l'importante significato che hanno avuto ed hanno i sindacati nel mondo del lavoro. Essi sono la nostra espressione, così come lo è la società. Noi abbiamo ciò che ci meritiamo, e se ciò ad alcuni non sta bene è necessario opporsi, schierandosi di persona e non cianciando o spettegolando. Questo atteggiamento oltre a non essere serio è troppo facile, non credete?

 Isa    - 01-12-2004
Scrive Pierangelo : ""E insomma: dovremmo metterci d'accordo una buona volta!"""

Magari, Pierangelo, magari.. ma per mettersi d'accordo bisognerebbe discutere fra tutte le parti... con trasparenza, chiarezza e onestà intellettuale.
E qua c'è qualche piccolo intoppo.

Io spero sempre, però.

isa

 Redazione    - 02-12-2004
Fuoriregistro è ospitale e paziente, ma distingue tra merito e metodo.
Piaccia o meno, Isa Cuoghi ha pieno diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e non c'è nessuno, per nessun motivo, che si possa permettere il lusso di cominciare "a perdere la pazienza, fino ad arrivare a promuovere polemiche di tipo personale".
L'intervento di Sandra Coronella è stato semplicemente scorretto.
Come capita in questi casi il discorso rischia di fuorviare: riteniamo opportuno chiuderlo.