Dignità professionale
Giampaolo Sprocatti - 24-11-2004
Per quanto riguarda gli scioperi nel mondo della scuola vige una equazione che a mio parere non funziona. L'equazione è la seguente.

Governo o chi per lui: più persone fanno sciopero più risparmia, di conseguenza ben vengano. Tutto di guadagnato.
Sindacati: chiedono ai lavoratori di scioperare, di fare manifestazioni di piazza ecc.. in modo da fare bella figura a livello nazionale.
Alunni: un giorno in più di festa insperato.
Tutti contenti tranne chi ci rimette economicamente una giornata di lavoro anche se quel giorno aveva solo due ore.
Scioperi fatti di lunedi o a ridosso di festività non sono credibili dalla opinione pubblica che pensa "ecco, fanno sciopero per allungare il fine settimana";
scioperi di un solo giorno non servono a nulla, di conseguenza, dopo averci rimesso un giorno di stipendio (e di questi tempi si sente), l'effetto che produce è nullo se non controproducente per chi lo fa.

Basterebbe, se avessimo coscienza di essere dei professionisti del nostro lavoro, dimettersi da tutte le cariche assunte o a titolo gratuito o quelle ritenute pagate male. Sappiamo benissimo che nella scuola ci sono tariffe pari o inferiori a quelle degli apprendisti in altri settori.
Capisco che ciò non va bene ai sindacati (tutti), tanto è vero che nessuno di loro lo propone, non va bene al governo in quanto non risparmia nulla, non va bene ai ragazzi che non fanno un giorno di festa in più, ma è l'unico modo per bloccare la scuola senza pagare nulla.

Dovremmo avere la capacità e l'umiltà di offenderci per il trattamenti economico, ma ancor più per quello professionale!!!!!!


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 umberto    - 28-11-2004
Faccio in solo commento:
Il servizio 12 della Telecom, nel caso che si parli con un operatore costa 4000 delle vecchie lire. Ammesso che si parli un minuto con quest'ultimo avremmo che, per il cliente, il lavoro dell'operatore costa circa 240.000 all'ora. Sarete quanto vale l'ora di un insegnante? Circa 11 euro. Non credo che ci sia bisogno di aggiungere altro...

 Marina Ciccolella    - 29-11-2004
Anch'io, pur volendo sciperare e non posso, ritengo che si debbano trovare altre forme di protesta, perchè, mi pare che il quadro delineato dal collega, in base a chi giova o meno un'azione di sciopero, sia quanto in realtà succede. Biosgnerebbe pensare ad azioni di mobilitazione forte che non giovino ad un settore o avvantaggino altre.

 Claudio    - 30-11-2004
Condivido la proposta. L'ultima volta che uno sciopero della scuola ha avuto una minima risonanza, tanto da sentire la voce della confindustria, è stato il blocco dei libri di testo.
Perchè i sindacati non propongono mai il blocco dei viaggi di istruzione, ovvero riprorre il blocco dei libri di testo. Purtroppo sono troppi i colleghi che non accetterebbero queste forme di protesta. Forse sono le sole che possano attirare l'attenzione e una voce a favore della scuola da parte di forze economiche che hanno più ascolto degli insegnanti