Filastrocca dell'altro dal no
Ilaria Ricciotti - 10-11-2004
C’è ancora chi continua a tentennare
se lo sciopero il 15 s’ha o no da fare.
Nonostante alcuni critichino la letizia
non scioperano per incuria o per pigrizia.

Se il 15 in piazza non si scenderà:
la signora sempre più trionferà,
la nostra scuola tanto amata
diverrà una cosa imbrattata,

ai suoi compiti ancestrali
verranno tarpate le ali,
gli studenti tutti quanti
diverranno asini mutanti,

gli operatori apprezzati
saranno sempre più tagliati,
i dirigenti che oseranno
il licenziamento subiranno,

i genitori critici e attivisti
non saranno molto ben visti,
la scuola dell’autonomia
non sarà più né tua né mia,

a quella pubblica, della Costituzione
non verrà elargito più alcun soldone,
il sapere, saper essere, saper fare
saranno un trinomio da dimenticare,

i laboratori multimediali molto propagandati
non in tutte le scuole italiane saranno assemblati,
insomma la nostra cara, amata e “vecchia” scuola
se non la difenderemo diverrà una raggrinzita “sola”,
in cui tutti coloro che la abiteranno
grandi motivazioni non troveranno.

Pertanto lunedì 15 novembre 2004, scioperare,
diventa un dovere per tutti, che si deve rispettare.
Se in molti uniti saremo
di sicuro ce la faremo.




interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 gianni    - 14-11-2004
Nell'ultima stanza della pregevole lirica si pon la data del 15 ottobre. Motivazioni di stile? Esigenze retoriche? Nascosti significati?
O soltanto fretta e incontrollato empito poetico-ideologico?

 red    - 14-11-2004
refuso corretto, grazie!

 maura    - 15-11-2004
Non ho scioperato
E' la prima volta che non sciopero e non per incuria o per pigrizia, ma perché dopo tanti tentativi ho capito che questa forma di protesta non scalfisce né la "Ministra", né l'opinione pubblica che non è affatto sensibile alla scuola e tantomeno sensibilizzata dai mass media. Penso anzi che il governo quando noi scioperiamo guadagni alle nostre spalle di poveri urlatori non ascoltati. Si devono trovare altre forme di protesta, più a adatte al contesto del consumismo e quindi che creano più disagio. L'astensione dalle visite guidate e dai viaggi d'istruzione non sabbe male. Forse se andiamo a toccare interessi grandi di molte categorie qualcuno ci ascolterà!
Maura
Un'insegnante frustrata e delusa


 ilaria ricciotti    - 27-11-2004
Cara Maura, spero tu capisca altrettanto bene che in questo gravissimo momento non ci possiamo permettere di sentirci nè insegnanti frustrate nè confuse. E questo non soltanto perchè è rischioso per la nostra salute, ma perchè trasmettermmo le stesse sensazioni ai nostri alunni ed allora potrebbero nascere, per colpa nostra, delle incomprensioni e dei dissapori, difficili da gestire. Allora se ciò si verificasse dovremmo cambiare professione, supposto che ne trovassimo una. Non credi?