breve di cronaca
Tutor: un elefante del M.I.U.R. tra i cristalli
Dedalus - 06-10-2004
Si è tenuto lunedì 11 settembre un incontro sullo stato della Riforma con i dirigenti scolastici della scuola primaria, statale e parificata, della Lombardia promosso dal Direttore regionale M.Dutto. Al tavolo dei relatori, oltre a diversi Ispettori tecnici ed al Dirigente del CSA di Milano A.Zenga, un inviato del MIUR, il Direttore generale Criscuoli, arrivato da Roma con un buon margine di ritardo causa nebbia.

L’introduzione del Direttore regionale Dutto è stata un vero e proprio saggio di moroteismo: come stemperare tutti i problemi e i punti di attrito in una melassa gradualista e sfumata al punto tale da apparire accettabile. In una visione progressiva e “multidimensionale” Dutto ha indicato lo “stato dell’arte”, insistendo particolarmente sui risultati conseguiti e sul fatto che la Riforma, appunto, è un processo e che come tale quindi richiede tempi di attuazione lunghi e graduali. Come dire insomma che qualcosa a Milano e in Lombardia si sta muovendo ma che non è il caso di operare forzature e accelerazioni che sarebbero destinate ad incontrare forti resistenze e dissensi. Un ragionamento in gran parte condivisibile, in quanto realistico, improntato a buon senso e problematico al tempo stesso (non è questo il lato buono del moroteismo?).

Tra gli interventi, di particolare rilievo quello dell’Ispettrice Giuseppina Milani su una questione scottante come quella del tutor nella scuola primaria (anche qui Dutto è stato soft: prudenza e attenzione estrema ad evitare spigolosità, contrasti insanabili, il muro contro muro…).

La Milani ha affrontato il toro per le corna con stile e correttezza, mettendo in evidenza le diverse sfumature e le contraddizioni stesse contenute nelle diverse norme e soprattutto ponendo, in termini problematici e assolutamente non ideologici ma pedagogici e culturali, la questione delle “funzioni tutoriali”. Se queste funzioni costituiscono indubbiamente un punto rilevante della Riforma, non solo un obbligo di legge ma funzioni in sé importanti, dice la Milani, diverse sono le vie per attuarle nella scuola di base. Il tutor docente unico non è l’unica via possibile, e nemmeno la strada maestra. La Milani porta, a sostegno di questo ragionamento, i dati che emergono da un recente questionario effettuato presso le scuole primarie. I dati, parziali ma significativi, dicono che nell’80% delle scuole la figura del tutor è stata assunta collegialmente. In altri temini: i Collegi si stanno orientando verso un netto rifiuto del tutor unico e verso forme di tutorato “diffuso”, verso funzioni fatte proprie dall’intero team docente. Una gestione delle funzioni tutoriali che rispetta i principi della collegialità, della contitolarità e della corresponsabilità. Perché non prevedere dunque altre strade, altri modelli di salvaguardia delle funzioni tutoriali?

Dice testualmente l’Isp.Milani che “I cosiddetti luoghi “appropriati” dove approfondire la “delicata” questione del tutor, di cui parla la circolare 29/2004, dovrebbero essere proprio le scuole dell’autonomia, luoghi istituzionalmente (oggi, costituzionalmente) deputati alla ricerca, allo sviluppo, all’innovazione, alla sperimentazione. Per trovare risposte soddisfacenti ai dubbi dei collegi dobbiamo entrare operativamente nel merito delle nuove proposte. Le scuole non possono abbandonare ciò che sanno fare, per seguire innovazioni di cui non hanno compreso il senso reale, condiviso le ragioni, messa alla prova la fattibilità

Una riflessione dunque onesta e pacata che dà conto di quanto succede, ripetiamo, nella scuola reale, di come sia vissuta la Riforma e la questione del tutor nella fattispecie. Tutto bene dunque? No, perché a dissolvere la nebbia in Valpadana ci ha pensato il Direttore generale Criscuoli. Da buon burocrate ministeriale Criscuoli è intervenuto con la leggerezza del classico elefante che si aggira fra i cristalli. Poche balle, ha detto Criscuoli, affermando il suo esplicito dissenso con quanto sostenuto poco prima dall’Ispettrice Milani: il tutor è previsto dalla legge e va applicato nel solo modo consentito dalla legge. Si tratta di una figura unica che va indicata in base a precisi incarichi conferiti dai dirigenti scolastici ad una parte dei docenti. Non esiste la possibilità di un tutor “diffuso”. Ipse dixit.
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Possibile che Criscuoli non conosca quanto emerge dalle stesse posizioni attualmente sostenute, almeno a parole, dall’Aran in sede di trattativa con i sindacati, molto più possibiliste e caute? Un’altra ipotesi allora si fa strada. Al di là della prudenza recentemente esibita dal Ministro Moratti e dall’ARAN, la vera intenzione del MIUR è quella di procedere sulla via del tutor docente unico. Conferma sostanziale della “linea dura” dunque. Se così è, come pare, si è destinati ad andare allo scontro, al muro contro muro. Facile prevedere che l’applicazione della Riforma, in questo senso, incontrerà una netta opposizione da parte dei movimenti di insegnanti e genitori, dei sindacati e della “scuola reale”. E’ una pia illusione pensare che, una volta trovati i soldi, la figura del tutor venga accettata e digerita dai Collegi docenti. Soprattutto poi se si tratta, come sembra, di vergognose quattro lire, una manciata di euro…


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 Giovanna Chianelli    - 12-10-2004
purtroppo credo invece che molti insegnanti non faranno nulla contro la proposta di tutor, e non lo faranno neanche se non verranno pagati poche lire, basterà loro il miraggio di un po' di potere...

 silvanarinaldi    - 24-10-2004
Nella mia scuola con l'arrivo del nuovo dirigente, la figura del tutor è stata accettata passivamente nelle classi prime che stanno pienamente attuando la riforma; nelle classi successive momentaneamente si è attuato il tutoraggio diffuso mantenendo i team e i moduli, tuttavia la dirigente ha preteso di dividere i moduli in due classi, mentre fino ad ora l'elenco degli alunni del modulo era unico e si lavorava su gruppi mobili. Ha preteso inoltre la divisione degli alunni di un modulo in tre gruppi affidati rispettivamente ad ogni tutor. Tutto ciò con la certezza, sua, che l'anno prossimo anche per le classi di passaggio sarà attuata in pieno la riforma con un tutor per classe. Ma la grande idea sapete qual è? Su un team di tre docenti titolari le due più anziane del circolo saranno tutor mentre la più giovane non lo sarà. Mi chiedo come con questo criterio sia possibile rispettare una graduatoria di circolo e nello stesso tempo rispettare la continuità di insegnamento con gli alunni. Nella scuola tutto questo è stato accettato passivamente perchè "ormai la riforma è passata e non c'è altro da fare". Che si può fare oltre ad aderire allo sciopero?