Mani rapaci della vita altrui
Aldo Ettore Quagliozzi - 01-10-2004
Una prima vita

“ ( … ) Magari guadagnassi 1300 euro netti al mese. Sono dipendente del Comune di Siena dal ’98, come istruttore programmatore a tempo pieno e guadagno qualche manciata di euro oltre i 1000. In più il potere di acquisto è relativo al costo della vita della città ( solo per fare un esempio, a Siena per una pizza e una bibita non bastano 15 euro ). ( … ) “

Una seconda vita

“ Sono un dipendente postale ( … ). Dopo 22 anni all’interno della mia azienda, nella quale ricopro la qualifica di Operatore senior con mansioni di sportelleria – nonostante una laurea in giurisprudenza – nell’anno 2003 ho percepito la bella cifra lorda di 18.837,04 euro, che al netto diventano 14.607,79 euro, pari a 14 mensilità di 1.043,41 euro. E tutto ciò comprendendo le indennità di sportelleria legate alla mansione e qualche sporadica ora di straordinario. ( … ) “

Una terza vita

“ ( … ) Sono una assegnista di ricerca dell’Università di Bologna, cioè una delle migliaia di persone che dopo una laurea, un dottorato di ricerca, alcune borse di studio e di specializzazione in Italia e all’estero ( … ), ancora deve “ essere paziente “ perché in Università non ci sono né posti né stipendi decenti. Molti dei miei colleghi stranieri si lamentano per come vanno le cose nei loro Paesi, ma quando si mettono a confronto gli stipendi, non è la prima volta che mi sento dire “ I am so sorry for you “ ( “ sono così dispiaciuto per te “ ). E certo, come si può sopravvivere con 1000 euro al mese, non sapendo se l’anno dopo ci saranno ancora o se saranno diventati 800? O se non ci saranno proprio più ? ( … ) “

Una quarta vita

“ I bibliotecari, per chi fosse interessato, guadagnano 1000 euro e come al solito non vengono citati, quasi non fossero italiani. ( … ) “

Una quinta vita

“ ( … ) … biologa, con dieci anni di esperienza, che da sei lavora in un laboratorio di analisi privato convenzionato con il Sistema sanitario nazionale come Co.Co.Co. Il mio compenso orario è di 7,45 euro lordi, lavoro in media 32 ore settimanali per sei giorni. Non ho ferie pagate, tredicesima, Tfr, indennità per malattia o per maternità… ( … ) “

Le precedenti vite comuni sono state raccontate sul settimanale “ Il Venerdì “ del 24 settembre 2004. Sono tutte vite senza uno straccio di progetto futuro.

Una vita sopra le altre – prima notizia

“ ( … ) Scegliamo a caso tra le notizie finanziarie dell’ultima settimana. Ci informa R&S di Mediobanca che Mediaset batte alla grande la Rai in redditività: il risultato “ corrente “ dell’azienda presidenziale è di 744 milioni, 4.4 volte meglio di quello Rai, che diventano 11 volte se il bilancio dell’azienda pubblica viene depurato di alcune gabole di bilancio.
E’ vero che la rai era già alla frutta sul piano dei conti, ma anche il primato di ascolto si è ridotto in un anno da 3.5 a 0.9 punti e si può scommettere che di qui a quando Berlusconi lascerà palazzo Chigi il primato passerà decisamente a Mediaset. “

Una vita sopra le altre – seconda notizia

“ … il gruppo Mediolanum ha chiuso il primo semestre del 2004 con un utile netto consolidato di 77 milioni, in crescita del 40 per cento rispetto all’anno precedente. Le sole attività italiane hanno registrato un utile netto di 93 milioni, in crescita del 25 per cento.
Come tutti sanno, il gruppo Mediolanum appartiene per il 35,5 per cento al presidente del Consiglio e a sua figlia Marina e per il 36.7 a Ennio Doris, che di Berlusconi è una specie di clone campagnolo. “

Due vite sopra le altre

“ L’uno ( l’egoarca, ovvero il Cavaliere Silvio Berlusconi n.d.r. ), metropolitano, ha fatto i primi soldi con le palazzine, l’altro ( Ennio Doris n.d.r. ), ragioniere nato a Tombolo, in provincia di Padova, lasciò la mediazione di bestiame per le vendite porta a porta, finché non incontrò il suo nume, che oggi lo usa come sentinella nel mondo della finanza dalla postazione di Mediobanca.
Per dire le analogie di stile tra i due soci,sentite testualmente come Doris, indossando un naso finto da pagliaccio che fa impallidire la bandana, ha arringato i venditori di Mediolanum in una recente convention:
“ Un saluto agli eroi! Noi siamo i numeri uno! Voi siete i veri highlander! Indistruttibili! Non ci sono guerre, torri che cadono, inflazioni, bolle speculative, crisi che vi hanno fermato! Sapete come reagisco a bandiera bianca su Banca Mediolanum? Volete saperlo? Con una pernacchia ! “ Questo è il tipo. “

Affari pubblici, affari privati

“ … il ragioniere, oggi l’ottavo uomo più ricco d’Italia, ha concluso un accordo con le Poste italiane che gli consente di utilizzare per la banca sua e del presidente del Consiglio la rete di sportelli più grande del paese, ben 14 mila uffici, una struttura, ( … ), pari solo a quella dei carabinieri o della chiesa. Può un’azienda a capitale pubblico come le Poste dare in appalto 14 mila sportelli senza uno straccio di gara e senza rivelare i termini del contratto, dopo aver rifiutato un simile accordo a Deutsche Bank” Sotto il governo Berlusconi può “

Affari pubblici, affari privati e politicanti d’Italia

“ Alle poste regna Massimo Sarmi, uomo di fiducia di Maurizio Gasparri, il più arcoriano tra i ministri di An. Ma “ proprietario “ delle Poste italiane, che come dimostra l’accordo di Mediolanum fanno assai gola, non è Gasparri e non è più Tremonti. E’ Domenico Siniscalco, neoministro dell’economia stimato anche a sinistra, che in agosto ha incassato dal Wall Street Journal il giudizio secondo cui “ potrebbe rivelarsi il più valido ministro delle finanze in Europa “. Il Dpef di Siniscalco reca come asse portante privatizzazioni per 100 miliardi di euro, tra cui è lecito presumere quella delle Poste italiane. E’ col ragionier Doris che si comincia a privatizzarle? O Siniscalco, che deve mettere mano all’operazione, non sarà disposto a rischiare il credito di cui gode per far piacere anche lui a Berlusconi e ai suoi cari? “

Le precedenti due ultime vite sono state illustrate nella rubrica “ Oltre il giardino “ di Alberto Statera, nel numero di “ Affari & Finanza “ del 20 settembre 2004. Senza commento alcuno.

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