breve di cronaca
Genova contesta la Moratti
l'Unità - 29-09-2004


Venerdì e sabato manifestazioni in tutta Italia


Ovunque vada viene contestata. Sempre. Muoversi attraverso l’Italia, per il ministro Letizia Moratti diviene sempre più difficile. E controproducente: in ogni città c’è qualcuno pronto a ricordarle cosa pensano genitori, studenti e insegnanti della sua riforma e di questo avvio di anno scolastico. Come sabato scorso, nella manifestazione che si è svolta a Firenze

Questa volta Genova, dove la Moratti è arrivata per firmate un protocollo d'intesa per la realizzazione di un distretto tecnologico. Un gruppo di genitori e insegnanti ha atteso il ministro davanti al palazzo della Regione Liguria. I manifestanti, ai quali si sono aggiunti anche alcuni operai dell' Ilva, sono stati tenuti lontani dal palazzo dalle forze dell' ordine. Ma probabilmente la Moratti li avrà sentiti e visti ugualmente. La contestazione è stata accompagnata dal suono di alcuni strumenti musicali e scandita da slogan contro la riforma della scuola.

Il primo Ottobre giornata di mobilitazione in difesa della scuola pubblica. Manifestazioni in tutta Italia. A Roma dalle 16.30 in piazza Vittorio, un pomeriggio di festa – protesta con spettacoli teatrali e musicali, punti di ristoro, spazi per l’informazione. A Torino alle 17 in piazza Castello. A Bologna in piazza Nettuno sempre alle 17.

A Milano, dove il primo si terranno vari cortei, ci sarà una grande manifestazione - spettacolo il 30 settembre. Il titolo è “Scuola Mon Amour” Appuntamento alle 20.30 al Mazda Palace. A dire no alla Riforma Moratti ci saranno Claudio Bisio, Mauro Pagani, Leonardo Manera, Diego Parassole, Sergio Sgrilli, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Moni Ovadia, Fabio Treves, Alberto Patrucco, Serena Sartori,Tribù vocale Patchworld, Bebo Storti, Renato Sarti-Teatro della Cooperativa, Coop. Alekos, Arciragazzi, Giancarlo Bozzo, Antonio Cornacchione, Enrico Bertolino, Paolo Hendel, Cinzia Leone, Natalino Balasso, Beppe Braida.


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 Alba Sasso    - 29-09-2004
Anche a Genova, Letizia Moratti è stata in grado di non vedere – o di far finta di non vedere – le contestazioni organizzate da docenti e genitori che protestavano contro la riforma, e ha proseguito nella descrizione di una scuola che evidentemente esiste solo nelle favole: avviamento di un piano di assunzioni; riduzione del precariato; riduzione della dispersione scolastica; tempo pieno garantito; aumenti in finanziaria per il settore dell’istruzione.

Saremo anche ripetitivi nelle nostre obiezioni, ma fino a quando il ministro continuerà a raccontarci sogni, noi continueremo a ricordare quello che sta realmente succedendo: una scuola colpita dalla volontà di dequalificare la professione docente, di impoverire l’offerta formativa, di ridurre il tempo scuola.

E ancora: come ignorare il caos nelle graduatorie, con le migliaia e migliaia di ricorsi? Che posto hanno in questa scuola in cui tutto va per il meglio le speranze disilluse di tante lavoratrici e tanti lavoratori, che non vedono riconosciute le proprie legittime aspirazioni dopo anni spesi al servizio della pubblica istruzione?

Il mondo della scuola merita risposte ai propri problemi, non vuote rassicurazioni che negano la realtà dei fatti.