Un fascista fascistizzato
Ilaria Ricciotti - 28-09-2004
Io che non sono vissuta durante il periodo del fascismo, conosciuto tuttavia dai racconti dei nonni, dei genitori, di altri uomini e donne incontrate e di numerosi storici, purtroppo ho avuto la disavventura di imbattermi con un assertore di questa ideologia non ancora morta.

Un individuo che ha sempre voluto far sapere agli altri di essere onesto e giusto. Di essere rispettoso e altruista. Insomma un individuo che, in un mondo come il nostro, le persone che credono in certi valori vorrebbero conoscere e non certo perdere.

Un individuo di mezza età dall’aspetto impacciato, ma dal petto in fuori e dalla pancia sporgente. Una pancia da coccodrillo sazio, che ha mangiato diverse prede.

Quelle preferite non debbono poter competere con lui, ma essere deboli, mansuete, rispettose, estremamente “buone ed appetibili”.

Il suo volto, pur avendo un’espressione nera, è stranamente rosso e dalla pelle sebacea.

Per non parlare degli occhi! Inconfondibili! Tenuti aperti con forza da palpebre mollicce. Occhi ipertiroidei e pronti a lanciarti frecce avvelenate: quando osi contraddirlo; quando dici ma…, no…, se…; quando cerchi di proteggerti dalle sue bastonate; quando tu, fuscello, non ti lasci piegare dalle sue grasse e sporche mani; quando rivendichi la tua dignità.

Per sottolineare queste prepotenze gratuite, ricorre, tra l’altro, anche al suo vocione rauco e cavernoso, da orco, ed ai suoi gesti carichi di aggressività.

Se sei una persona calma che ama la pace e la tranquillità, egli ti trasmette ansia, angoscia, paura ed un enorme desiderio di scappare via da lui lontano, molto lontano. Il più lontano possibile.

Con lui ti senti una preda catturata da un narcotico potente, a cui non sei abituata: la prepotenza.

Lui infatti è un prepotente che ama, da narcisista qual è, imporre il suo modus agendi senza permetterti di essere.

Tu non sei nessuno. Lui è il dio verso cui ci si deve inginocchiare.

Non usa più il bastone o l’olio di ricino, come i suoi antenati. Lui usa un tono di voce che ti rompe i timpani. L’urlo selvaggio che ti atterrisce e ti fa diventare piccola, piccola.

E’ un fascista moderno che usa il suo potere per dominarti. Potere che ha acquisito con l’inganno e l’ingenuità di chi lo riteneva moralmente integro e forse tutto sommato anche fragile.

Lui è stato a sua volta “fascistizzato” dai suoi padroni . Padroni che lo hanno educato al comando ad ogni costo, su tutti e su tutto.

Ma, quest’individuo, una volta analizzato a fondo, ti appare per l’animale che è, ed allora, anche se rimani inizialmente esterrefatta, con il fisiologico desiderio di vomitare, pian, piano riesci ad individuare dentro di te quelle strategie necessarie per non lasciarti schiavizzare da un tale mostro, subdolo e camaleontico. Ci riesci ignorandolo. Dicendoti che hai scoperto il suo gioco.

Ed allora, incontrandolo di nuovo, ce la fai ad allontanarlo e a non permettergli più che offenda, soffochi e faccia morire la tua anima ancora cristallina.


Questa storia è dedicata a tutti coloro, uomini e donne, che hanno avuto la sfortuna di incontrare un tale individuo. Un individuo che ancora esiste, entra nelle case e va in giro per le strade, per le piazze e per il mondo, seminando odio, smorzando speranze o non permettendo che in esso regnino la giustizia e il rispetto di regole universali. Un mondo dove sia sovrano l’amore, e non la schiavitù dell’uomo sull’uomo, del fascista “fascistizzato” che, a sua volta, vuole ad ogni costo “fascistizzare” gli altri.



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