Scuola dell’infanzia: scelte clientelari per nuove sezioni
Piera Capitelli - 17-09-2004
Avevamo chiesto in un’interrogazione al ministro dell’Istruzione (Capitelli, Sasso, Grignaffini) se il ministero, senza nessun intermediario territoriale, ha deciso autonomamente a quali comuni dovessero essere assegnate nuove sezioni di scuole dell’infanzia.

Oggi in commissione Cultura abbiamo ricevuto la risposta del sottosegretario on. Valentina Aprea che è stata molto vaga e sostanzialmente confermativa di quanto è accaduto in Lombardia (e forse in altre regioni): i politici locali di maggioranza si rivolgono al ministero e il ministero risponde, alla faccia di criteri di priorità e dei pareri degli organi dell’amministrazione periferica.

Il tutto in violazione della legge 59/97 sul decentramento e sue applicazioni. Un così ostentato spregio delle regole della pubblica amministrazione a favore del clientelismo non si era mai visto. Quanto alla scuola dell’infanzia: risorse ridicole rispetto al fabbisogno e tanti, tanti bambini in lista d’attesa e che non andranno a scuola.


Dichiarazione dell’on. Piera Capitelli (Ds-l’Ulivo)
Roma, 16 settembre 2004



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