breve di cronaca
Che fine fa il sostegno?



Sabato 4 settembre un gruppo di insegnanti di sostegno, in rappresentanza delle centinaia di insegnanti della provincia di Cosenza, ha incontrato l’avvocato Salvatore Nocera - massima autorità nel campo della legislazione sull’handicap - per esporre il caso delle centinaia di posti di sostegno in meno previsti nella provincia per il nuovo anno scolastico

Gli insegnanti precari hanno avuto un colloquio a margine di un convegno della FISH di Lamezia, relativo alla nuova figura dell’amministratore di sostegno.

L’avvocato Nocera, una volta informato del problema, ha subito tirato in campo la circolare ministeriale n.54 del 6 luglio 2004 avente come oggetto l’adeguamento dell'organico di diritto alle situazioni di fatto.

La circolare 54/2004 fornisce istruzioni e indicazioni in merito ai seguenti punti: formazione delle classi, scuola dell'infanzia - risorse disponibili ed eventuale applicazione dell'istituto degli anticipi, Scuola primaria - studio generalizzato della lingua straniera, Scuola secondaria di I grado (Lingue comunitarie, Educazione tecnica, Strumento Musicale), costituzione delle cattedre della scuola secondaria di I e II grado, posti di sostegno, esoneri e semiesoneri dall'insegnamento, Centri Territoriali Permanenti, progetti, conferimento delle supplenze, personale ATA. Segnaliamo l'assegnazione ai Direttori Scolastici Regionali della responsabilità dell'autorizzazione ai "dirigenti scolastici a conformare le classi secondo quanto previsto dal D.I. n. 141/99 (concernente le classi con alunni diversamente abili)". Vietati dalla legge 268/02 gli sdoppiamenti e l'istituzioni di nuove classi dopo il 31 agosto. Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno l'articolo 6 della circolare 54 precisa che "si intendono tuttora applicabili le disposizioni vigenti nell' anno scolastico 2003/2004 per quanto concerne le modalità di individuazione dei soggetti in situazione di handicap e i criteri per la costituzione dei posti in deroga (...). Per quanto riguarda il numero delle ore di sostegno da assegnare per ciascun alunno disabile, si rammenta che la relativa proposta è affidata al gruppo di lavoro di cui all'art. 5, comma 2, del DPR 24 febbraio 1994". Un'importante precisazione per i supplenti di sostegno specializzati è invece contenuta nell'articolo 10 che prevede il conferimento con priorità "delle supplenze sui posti di sostegno (...) agli aspiranti forniti del titolo di specializzazione".) - (www.integrazionescolastica.it/)

Secondo l'avv. Nocera la circolare, per estensione, dovrebbe prevedere il diritto da parte dei Dirigenti di incrementare il numero dei rapporti in deroga in base alle necessità di fatto anche superando il contingente fissato dal CSA. Nocera ha inoltre consigliato agli insegnanti di coinvolgere le associazioni dei genitori di alunni diversamente abili, la FISH stessa, i politici provinciali e regionali.

Oppure, una volta dimostrata la consistenza dei tagli attraverso una documentazione completa, di intraprendere la via amministrativa con la possibilità di adire il giudice in via d’urgenza (ex art. 700 del cpc) per ristabilire il precedente monte orario di sostegno.


Già nel passato si sono avuti casi del genere, ad esempio l'ordinanza nel procedimento
ex art. 700 C.P.C. N. 69789/2002 del Tribunale di Roma del 17.12.2002, la quale ha riconosciuto ad un alunno dichiarato con handicap in situazione di gravità un numero di ore di sostegno superiore a quello assegnatogli dalla Direzione scolastica regionale e dalla scuola.
Interessanti alcuni passaggi dell’Ordinanza; quanto al diritto allo studio “si tratta di un diritto inviolabile non suscettibile di degradazione”. L’Amministrazione scolastica, durante il procedimento civile, obiettava l’impossibilità ad aumentare il numero delle ore di sostegno, pena lo “sfondamento dell’organico di diritto” costituito dai posti assegnati secondo il rapporto 1:138 alunni frequentanti, fissato per legge, che l’Amministrazione deve rispettare. Il Giudice, però, ha rigettato tale obiezione con il seguente ragionamento:
l’attribuzione all’alunno con handicap del sostegno scolastico con modalità non adeguate alla realizzazione del contesto essenziale del suo diritto all’educazione e istruzione, quindi, non è da imputare ad una scelta legislativa ma, direttamente, alla pubblica amministrazione che lo ha, appunto, di fatto compresso”.
Conseguentemente il Tribunale ha ordinato alla Direzione scolastica regionale, ed all’Istituzione scolastica autonoma, di assegnare un maggior numero di ore di sostegno all’alunno.
La decisione è importante non solo perché viene affermata l’esistenza del diritto allo studio come inviolabile dalla pubblica amministrazione per motivi burocratici, ma anche perché si precisa che il Giudice ordinario può ordinare all’amministrazione scolastica di dover assegnare un maggior numero di ore di sostegno, poiché in presenza di un diritto inviolabile l’ amministrazione non può esercitare scelte discrezionali, né comprimere il diritto, ma deve limitarsi a garantire la realizzazione piena dello stesso.
La decisione diviene ancora più importante in presenza dell’art. 34 c. 7 della nuova Finanziaria, L. n. 289/2002, che prevede espressamente le deroghe per le ore di sostegno nei confronti di alunni dichiarati con handicap in situazione di gravità.
Ciò non comporterà, ovviamente, in tutti i casi, un’assegnazione di ore con rapporto 1:1 (che normalmente nuoce all’integrazione dell’alunno isolandolo dai compagni e favorendo la delega degli insegnanti curricolari al solo insegnante per il sostegno). Il senso della Sentenza è invece quello di garantire ai casi più gravi un numero di ore di sostegno superiore alla media in risposta agli effettivi bisogni educativi evidenziati dal Piano Educativo Personalizzato.
L’Ordinanza è pure importante perché ribadisce, nella scia di recenti sentenze, anche del Consiglio di Stato, l’importanza della qualità dell’integrazione scolastica, alla quale la scuola deve sempre più puntare.
Va dato atto ai genitori che, con il loro ricorso per ottenere un provvedimento d’urgenza ai sensi dell’art. 700 del Codice di Procedura Civile, hanno contribuito a rafforzare il diritto allo studio, ed a migliorare le condizioni della qualità dell’integrazione scolastica. I genitori facciano presente questa Sentenza a quei Dirigenti scolastici che rifiutassero aprioristicamente, sia pure in presenza di una situazione accertata di gravità, l’assegnazione di ore di sostegno in deroga,
trincerandosi dietro motivi burocratici e di scarse risorse finanziarie. (http://www.handybo.it/
).


Nocera ha inoltre ricordato che una situazione simile a quella di Cosenza si è verificata in Sicilia come riportato ne La Repubblica di Palermo del 27 luglio 2004
"b>La decisione di ridurre pesantemente la dotazione delle scuole è in linea con le direttive impartite dal ministero
Scure sui docenti di sostegno
Aumentano i disabili ma il direttore generale taglia 1000 posti"

Il direttore scolastico regionale taglia le richieste di docenti di sostegno avanzate dai provveditori. Oltre mille posti in meno per il prossimo anno scolastico e alla direzione generale succede il pandemonio. I dirigenti provinciali alzano la voce ma Guido Di Stefano è irremovibile: «Occorre razionalizzare». Venerdì scorso, per l´intera mattina il direttore, Di Stefano, e i nove dirigenti dei Centri servizi amministrativi (gli ex provveditorati agli studi) si sono fronteggiati sugli organici del personale scolastico per il prossimo anno.

Il proconsole in Sicilia del ministro Letizia Moratti il giorno prima si era incontrato a Roma con i colleghi delle altre regioni per le ultime direttive impartite dal sottosegretario all´Istruzione, Valentina Aprea. «Occorre essere rigorosi», ha detto il vice ministro. Ossia: «Tagliate il più possibile». E se per docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) la scure della Moratti aveva già fatto sentire il suo peso qualche mese fa, (886 docenti in meno) l´unica partita ancora da giocare era quella dei docenti di sostegno, la più delicata perché rivolta ai più deboli. Negli ultimi due anni di fronte ai tagli di viale Trastevere i genitori si sono rivolti al giudice ottenendo il maltolto.
Nella riunione fiume dell´altro ieri, in via Fattori sono volate parole grosse e a un certo punto il provveditore di Messina, Gustavo Ricevuto, ha minacciato di abbandonare la seduta. Poi è tornata la calma, ma nonostante le proteste, le richieste dei dirigenti provinciali sono state ridimensionate. Al centro della querelle i cosiddetti posti in deroga. Quelli che ogni direttore regionale può assegnare oltre quelli concessi dal ministero dell´Istruzione: un posto ogni 138 alunni, normali e con handicap. L´anno scorso, Sicilia e Piemonte sono state le regioni più larghe nell´assegnare le deroghe, comportamento costato ai rispettivi direttori regionali una ramanzina da parte dei dirigenti ministeriali. Ma neppure un anno fa le richieste avanzate dai provveditorati sono state ridimensionate come adesso: un taglio netto di 1.244 posti. Con un incremento rispetto al corrente anno scolastico di quasi 1.100 alunni disabili, a settembre i docenti specializzati saranno solo 125 in più.
Le province più penalizzate sono quelle di Messina, Catania, Siracusa e Trapani. Ma, percentualmente rispetto al totale dei posti, anche le altre accusano il colpo. Solo Palermo ha ottenuto il numero di insegnanti richiesto.
Il parametro che ha guidato l´assegnazione dei posti è stato il rapporto tra alunni e docenti di sostegno. Indice che non tiene minimamente conto della gravità dell´handicap di ogni singolo alunno e che, anche in presenza dello stesso rapporto, se aumentano i «gravi» determina una riduzione delle ore per tutti.
Così come è accaduto negli ultimi anni in provincia di Palermo. Nelle altre otto province della Sicilia l´aumento dei disabili fra i banchi di scuola e la penuria di personale, se la matematica non è un´opinione, determinerà il calo delle ore di sostegno per quasi la maggior parte degli alunni. Orientarsi fra numeri, percentuali e rapporti riguardanti organici (di diritto, aggiuntivi e in deroga), alunni e posti non è semplice. Ma saranno insegnanti, studenti e genitori che sentiranno sulla propria pelle gli effetti della «razionalizzazione morattiana». Per dare una idea, nell´anno scolastico 2001/2002, in Sicilia gli alunni disabili che potevano contare su un insegnante dedicato esclusivamente a loro erano 34 su 100, il prossimo anno questo «privilegio» sarà solo per i più fortunati, o più sfortunati (i più gravi). Intanto, domani mattina Di Stefano avrà il duro compito di informare delle proprie decisioni i sindacati, che saranno certamente più agguerriti dei provveditori.


Alessandro Citro

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 Red    - 09-09-2004
Nelle Marche a proposito di integrazione scolastica e sostegno alla disabilità, la denuncia è chiara: il decreto ministeriale taglia le ore:


SECCHIAROLI: " NON E' PENSABILE USARE CRITERI RAGIONIERISTICI PER SOSTENERE
L'ISTRUZIONE DEI DISABILI "


"Non si può più restare inermi di fronte ad un problema grave come quello innescato dal decreto ministeriale sulla dotazione organica degli insegnanti di sostegno a favore dei disabili. E' un preciso dovere nei confronti delle famiglie con ragazzi disabili, che si sentono sole ad affrontare una situazione drammatica, trovare una soluzione che metta in condizioni di esercitare un diritto sacrosanto: quello all'istruzione in pari dignità e opportunità rispetto agli altri studenti. Non è pensabile, né serio usare criteri ragionieristici per quadrare i magri bilanci riservati alla Scuola italiana e al welfare, a discapito di un settore come quello della disabilità. Questo decreto, invece, è un vero e proprio balzo all'indietro nelle finalità che dovrebbero ispirare le scelte in questo campo: la qualità degli interventi, e non ridurre gli insegnanti di sostegno e le ore dedicate agli alunni disabili." Sono le parole dense di rammarico dell'assessore regionale alle Politiche sociali, Marcello Secchiaroli che sta ricevendo da settimane richieste di intervento da parte delle famiglie di alunni disabili, costrette a vivere un' ulteriore angoscia, tanto che nella provincia pesarese parecchi genitori con questo problema hanno minacciato di far disertare il primo giorno di scuola ai propri figli regolarmente iscritti.
"Vogliamo valutare tutte le proposte per correggere la situazione, ha affermato Secchiaroli." " Per questo abbiamo organizzato quattro assemblee provinciali, a partire dal 15 settembre, per ascoltare e dare voce innanzitutto alle famiglie, ma anche alle associazioni, e ai Comuni direttamente coinvolti in questo problema che insieme alla Regione si ritrovano un ulteriore carico di responsabilità." La situazione nelle Marche è emblematica di un forte disagio che si sta registrando a livello nazionale. Vi è stato un aumento rispetto allo scorso anno scolastico dell'8,13% di alunni con necessità di sostegno, mentre l'aumento di insegnanti è pari alla metà: il 4,4% e l'aumento di ore di solo l'1,20% . Ma in questa grave situazione, appare ancora più critico il dato di due province , Macerata e Pesaro-Urbino, dove, a fronte di un aumento di alunni con necessità di sostegno rispettivamente del 6,7% e del 10,59%, sono stati addirittura ridotte le ore: a Macerata un taglio dell'1,9% e a Pesaro -Urbino dell'1,45.
" Una distonia evidente - rimarca Secchiaroli - tra l'incremento degli allievi disabili e la variazione della quantità degli insegnanti. Un esempio per tutti è Macerata dove sono state richieste 10.380 ore, la Commissione specifica della Direzione scolastica ( C.S.A.) ne ha valutate necessarie 8.809 e poi la Direzione scolastica regionale ne ha concesse 8.593, con un ulteriore taglio quindi di 216 ore. Tutto ciò - rileva ancora l'assessore- a fronte di uno specifico protocollo di intesa sottoscritto con la Regione Marche proprio sull'integrazione scolastica a sostegno dei disabili. Una situazione - ha proseguito- che si ripercuote in termini numerici sia sul numero medio di allievi seguiti da ciascun insegnante, sia sul numero medio di ore a disposizione di ciascun allievo. Insomma, oltre ai tagli pesanti nel sostegno educativo al disabile, non sembra esistere alcun criterio che richiami valutazioni, progetti individualizzati, che sono alla base della qualità dell'integrazione, i principi fondanti della nostra legislazione."
Le assemblee provinciali - alle quali sono stati invitati numerosi soggetti, dalle famiglie , alle associazioni dei disabili, ai sindaci, ai consiglieri regionali, ai coordinatori d'ambito , nonché ai dirigenti scolastici e ai sindacati della scuola- si terranno ad Ancona, il 15 settembre, a Pesaro il 16, a Macerata il 22 e ad Ascoli Piceno il 24 settembre.
Su oltre 204 mila alunni marchigiani- dall'infanzia alle scuole di secondo grado- gli alunni disabili sono 3592 ( nel 2003 erano 3322 e nel 2002, 3174). La legge regionale sulla disabilità, la 18/96, finanzia gli interventi di integrazione scolastica con un contributo di circa 1 milione e mezzo di euro, a fronte di una spesa complessiva per il 2003 dei comuni e della Regione di 5 milioni e 981 mila euro. "Questi fondi - conclude Secchiaroli - in gran parte e da anni, la Regione Marche li finalizza ad incrementare la qualità degli interventi di sostegno; non vorremmo trovarci ora di fronte al fatto che con i contributi regionali si debba sopperire alle primarie necessità di istruzione di questa fascia di popolazione, perché lo Stato non solo non si preoccupa della qualità, ma neanche della quantità indispensabile."