breve di cronaca
Scuola di mandarino
RAB - 04-09-2004
Un asilo di Castelfranco Veneto ospiterà la prima scuola di mandarino, la lingua ufficiale cinese. Un'esperienza proposta dall'Associazione Italia–Cina, aperta a bambini cinesi ma anche italiani, fino ai 10 anni, e finanziata dal Comune

Originale e nuova iniziativa nella Marca trevigiana alla ripresa dell’anno scolastico: presso l’asilo “Umberto I” di Castelfranco Veneto parte infatti la prima scuola nella quale verrà insegnato il mandarino, la lingua ufficiale cinese. L’esperimento trevigiano è stato proposto dall’Associazione Italia – Cina di padre Francesco Pavin, attiva a livello regionale, e nasce dall’esigenza dei genitori cinesi, immigrati in Italia, di insegnare ai propri figli la lingua madre, che spesso viene storpiata in un miscuglio tra italiano e centinaia di dialetti parlati dagli adulti. Da fine settembre a giugno 2005, con la possibilità di essere prolungato fino a luglio, dunque, per i bambini cinesi tra i 5 e i 10 anni, comincerà un originale doposcuola, che sarà curato da Qiu Zheng Juan, una professoressa cinese proveniente dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, alla quale sarà affiancata un’insegnante italiana messa a disposizione dalla direzione della scuola.
La lingua verrà insegnata anche attraverso il canto, il disegno e il gioco. L’invito è rivolto anche ai ragazzi italiani desiderosi di imparare il mandarino.

“Massima disponibilità e apertura al dialogo - spiega Luciano Crocetta, direttore e presidente del Consiglio d’amministrazione dell’asilo - il nostro primo obiettivo è l’integrazione”. La retta per gli allievi sarà di cento euro al mese, grazie a contributi economici dell’associazione “Amici italiani e cinesi” e ad un imprenditore cinese, che coprirà una buona parte dei costi mensili (1400 euro) per lo scuolabus. L’asilo, dal canto suo, per ricavare gli spazi necessari al doposcuola ha provveduto ad interventi logistici del costo complessivo di 150 mila euro, per la ristrutturazione del piano superiore dello stabile. Un terzo di questa somma sarà finanziata dall’Amministrazione comunale, che con il sindaco Maria Gomierato e l’assessore ai Servizi sociali Pierantonio Rossato ha condiviso fin dall’inizio il progetto. Ma come reagiranno i bambini della scuola materna (ma anche le loro famiglie) alla presenza di una classe cinese? Il direttore Crocetta è sicuro: “Sarà un’esperienza interessante di integrazione: i ragazzi condivideranno spazi e tempi di gioco, si conosceranno meglio. Ci avviamo verso una società multiculturale, bisogna eliminare le barriere e favorire il dialogo”.

E nel futuro l’esperienza potrebbe essere svilupparsi: “Esigenze scolastiche di questo tipo non sono limitate solo ai bambini cinesi di Castelfranco – spiega padre Pavin – sarà necessario prendere in considerazione anche un doposcuola residenziale, per venire incontro agli immigrati cinesi delle province limitrofe di Vicenza e Padova. Infine, per favorire l’arricchimento tra culture, la scuola per cinesi prevede anche l’allestimento di un adeguato centro di scambi culturali”.


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