breve di cronaca
È questa legge che costringe all’illegalità
L'Unità - 29-08-2004
Intervista a Giulio Calvisi di Daniele Castellani Perelli



ROMA «Siamo un paese a frontiere chiuse. Queste sono le conseguenze della Bossi-Fini, che fa sì che oggi l’unica via per venire in Italia sia quella illegale». Giulio Calvisi, responsabile Immigrazione dei Ds, non nasconde l’indignazione. Avvertito della morte del giovane tunisino, che per seguire il suo amore italiano è morto soffocato nel bagagliaio dell’auto, spiega che quella legge è «direttamente responsabile» di quella tragedia. Il tema dell’immigrazione, d’altronde, è caldissimo, e per discuterne i Ds hanno organizzato a Lodi dal 26 agosto al 5 settembre, il terzo «Festival nazionale dei Migranti».

La drammatica vicenda del ragazzo tunisino è legata alla legge Bossi-Fini?
«Sicuramente, visto che abbiamo le frontiere chiuse e che da anni l’Italia ha permesso l’ingresso solo di lavoratori stagionali. Rispetto agli altri paesi migratori siamo un paese a “frontiere chiuse”. Il messaggio che si dà alle persone che provengono da questi paesi è questo: “L’unico modo che avete per venire in Italia è la via illegale”. Questo caso è la classica situazione in cui sarebbe potuto essere facile trovare un lavoro. La donna italiana avrebbe potuto trovarlo per il suo fidanzato tunisino, ma comunque non avrebbe potuto farlo entrare, perchè abbiamo le frontiere chiuse. Perchè non ci sono “le quote”. Sono sempre restìo a chiamare in causa i morti, ma di fronte a situazioni del genere non si può fare finta di niente. Per questo episodio vi è una responsabilità diretta della legge Bossi-Fini. Ho conosciuto italiani che chiedono di far entrare lavoratori o lavoratrici stranieri. Spesso sono partner che vogliono coronare un progetto di vita e non hanno la possibilità di farlo».

In base all’attuale normativa questo ragazzo sarebbe potuto entrare regolarmente in Italia?
«Solo sulla carta, perchè servirebbe l’emanazione di un “decreto flussi” che regolamenti gli ingressi e che il governo in tre anni e mezzo si è ben guardato dall’emettere. Sono stati fatti entrare solo lavoratori stagionali. Questa è la conseguenza. Perciò, ripeto, il messaggio della Bossi-Fini sia per gli stranieri che vogliono venire da noi, che per gli italiani che vogliono farli entrare, è questo: “L’unico modo è tornata ad essere la via illegale. Quelle legali, senza il decreto flussi, non ci sono più”. È una legge che non contempla alcuna flessibilità, e che ha contribuito a creare un clima di ostilità, discriminazione e razzismo».

Il centrosinistra, e i Ds in particolare, stanno studiando una proposta alternativa?
«Certamente, è per questo che da oggi 26 agosto e sino al 5 settembre organizziamo il Festival nazionale dei Migranti. Abbiamo scelto Lodi perchè è una realtà significativa, per la forte presenza di immigrati e per la nota polemica sulla moschea. Ci occuperemo di immigrazione, di scuola islamica e di politiche europee. Il 5 settembre la festa sarà chiusa dall’Assemblea nazionale del Forum Fratelli d’Italia, composto al 50% da immigrati, e la sera riuniremo per la prima volta dopo tanto tempo tutti i rappresentanti del centrosinistra, che coordinati da Livia Turco discuteranno delle nuove proposte del centrosinistra sull’immigrazione. Vogliamo superare la Bossi-Fini, una legge inadeguata e ostile nei confronti dell’immigrazione».



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