Il testamento di Enzo
Enzo Baldoni - 28-08-2004
"Voglio che si rida - avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte - . E si fumi tranquillamente tutto ciò che si vuole. Non mi dispiacerebbe se nascessero nuovi amori. Una sveltina su un soppalco defilato non la considerei un'offesa alla morte, bensì un'offerta alla vita.

Verso le otto o le nove, senta tante cerimonie, la mia bara venga portata via in punta di piedi e avviata al crematorio, mentre la musica e la festa continueranno fino a notte inoltrata.

Le mie ceneri in mare, direi. Ma fate voi, cazzo mi frega".

E.B. da http://www.pinoscaccia.rai.it/


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 ilaria ricciotti    - 28-08-2004
La tua morte e quella di altri uomini, donne, bambini, anziani e soldati mi indigna.
Non la ritengo nè giusta, nè giustificabile.
Mi indigna perchè è stata premeditata, ed anche perchè non si può morire per colpa di chi non vuole che gli uomini siano liberi, ma sudditi.


 Enrico GUIDI    - 29-08-2004
Je suis d'origine italienne, j'ai de la famille en italie, dans la province de perugia et le nom de baldoni est un nom familier pour les "perugini" de la cote d'azur
Je ne sais pas si ceux que ja connait sont apparentés au défunt et combien meme il ne le serait pas, je tiens à exprimer ma profonde solidarité et mes sincères condoléances à la famille de ENZO BALDONI en pensant que les guerres dont les intérets nous dépassent nous touchent tous et c'est injuste pour ENZO et le prochain enfant qui ne deviendras pas un homme.

 Anna Pizzuti    - 30-08-2004
Tra tanto, Enzo Baldoni è stato anche il traduttore delle strisce di Garry B. Troudeau per Linus.
Il traduttore di Doonesbury.
Chi è stato linusiano, anche quelli come me che, da molti anni, hanno smesso di leggere Linus, lo rimane per sempre.

Leggevo Doonesbury quando la guerra era nel Vietnam, durante la presidenza Carter, e poi durante gli anni di Reagan e dell’impero dell’edonismo.
Era quella l’America, quella di Troudeau che Baldoni ci traduceva.

Ho ripensato alle parole di Madame de Stael, quando scriveva del rapporto tra l’opera e il suo traduttore. Un rapporto strettissimo, che va molto oltre la pura e semplice trasposizione.

Ho sfogliato e riletto molti numeri di Linus, in questi giorni, sentendomi anche un po’ in colpa perchè, cercando un amico, finivo per cercare me stessa.

Ed ho scelto questa, senza un motivo particolare o, forse, per quel tanto di oggi che in essa ho ritrovato.