breve di cronaca
Conflitto di interessi nei media: l'anomalia italiana
RAB - 20-08-2004
E' stata pubblicata oggi - cioè è disponibile per la consultazione oggi - la LEGGE 20 luglio 2004, n. 215 "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi", presente nella Gazzetta ufficiale n. 193 del 18 agosto 2004.
La legge entrerà in vigore il 2 settembre.
Berlusconi, la sua coniuge ed i parenti entro il secondo grado dovranno presentare una dichiarazione all'Autorità antitrust ed all'Autorità per le comunicazioni.
Poi Berlusconi, la sua coniuge ed i parenti entro il secondo grado, dovranno presentare la documentazione relativa alle partecipazioni societarie a partire da 3 mesi prima della entrata in carica, cioè dal febbraio 2001.
Ma tutto questo non avverrà il 2 settembre; bisognerà attendere fino a tre mesi perchè l'Autorità garante decida le modalità del controllo, e poi ancora un mese per una norma transitoria in sede di prima applicazione, e poi ancora un mese per la dichiarazione e tre mesi per la documentazione sulle partecipazioni azionarie.
Insomma ci vorrà febbraio 2005 per la dichiarazione e aprile 2005 per la documentazione. A quel punto Berlusconi avrà fatto 4 anni su 5 di governo e l'avrà fatta franca un'altra volta.
Ecco perchè, a mio avviso, la legge ha impiegato un po' ad uscire dalla redazione della Gazzetta Ufficiale, benchè firmata il 20 luglio ed indicata con il numero 194 nel sito del Quirinale; ora porta il numero 215.
Il Ministro della giustizia, forse, ha fatto bene i conti col premier e questo ritardo nella pubblicazione farà sì che, prima che le dichiarazioni e la documentazione arrivino, ..... si parlerà delle nuove elezioni per la XV legislatura.

cittadino Covello
19 agosto 2004


...UN PO' DI DOCUMENTAZIONE...

La Camera dei Deputati

Sì definitivo della Camera. Il conflitto di interessi è legge


Dopo dieci anni il conflitto di interessi ha una legge che lo regola. La Camera ha approvato oggi in via definitva il provvedimento con 268 sì, 221 no e 2 astenuti. Un'accelerazione in Parlamento come aveva chiesto Marco Follini nella lettera al premier e proprio il leader dell'Udc è stato in aula durante le fasi finali della discussione.

Ci sono voluti quattro passaggi parlamentari per trasformare in legge il provvedimento che, secondo Pierluigi Castagnetti della Margherita ha subito "l'ostruzionismo della maggioranza". Le divisioni fra maggioranza ed opposizione sono comunque rimaste.

La nuova legge "non serve a niente" ha detto Luciano Violante, capogruppo dei Ds alla Camera. "La denunceremo nel Parlamento europeo - annuncia Violante - alle autorità europee perché è una legge che va contro tutte le direttive dell'Unione. Poi se, come spero, torneremo al governo, ne faremo una seria noi, non contro il presidente del Consiglio, perché sarebbe sbagliato, ma per separare nettamente la politica dagli affari".

"Un voto importante perché toglie al centrosinistra un'arma impropria di campagna elettorale - esulta il capogruppo dell'Udc Luca Volontè - ricordo che nella scoprsa legislatura questo provvedimento di proposito non è stato votato. Il centrodestra lo ha votato".

E all'attacco del centrosinistra va Antonio Martusciello, sottosegretario all'Ambiente di Forza Italia. "Come confermano i loro deliranti commenti sull'approvazione della legge - ha detto il sottosegretario - per la sinistra il conflitto di interessi è soltanto una carta propagandistica, peraltro logora, un fucile da tenere permanentemente puntato contro la maggioranza di centrodestra. Ne è testimonianza il fatto che in anni di governo la sinistra non ha fatto nulla per approvare una legge in proposito".

(13 luglio 2004)


Conflitto di interessi nei media: l'anomalia italiana
Reporters Sans Frontieres

In Italia, numerosi osservatori sono in allarme di fronte alla collusione in atto tra potere politico e media. Silvio Berlusconi, a capo di un grande gruppo editoriale e di tre reti private del gruppo Mediaset, è proprietario di un vero impero mediatico e mantiene, come presidente del Consiglio, un'importante capacità di influenza anche sulla televisione pubblica RAI.

Quali sono i rischi per il pluralismo dell'informazione determinati da questa sovrapposizione di poteri, unica in Europa ? La libertà dei mezzi di comunicazione di massa è davvero in pericolo in Italia ? Reporters sans frontières ha condotto un'inchiesta, a Milano e a Roma, dal 17 al 24 marzo 2003, nel corso della quale sono stati incontrati i giornalisti, i direttori dei principali quotidiani e settimanali e i responsabili di diverse testate televisive.

In un rapporto intitolato "Conflitto di interessi nei media : l'anomalia italiana", l'organizzazione per la difesa della libertà di stampa fa il punto sulle reali conseguenze per i media derivanti dal conflitto tra gli interessi privati e il ruolo di presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.


23 aprile 2003

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