breve di cronaca
Facoltativa la timbratura del cartellino
Cub Scuola - 12-08-2004
Cub Scuola

Con un decreto del 17 luglio 2004 il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca si è, dopo anni di contenziosi, deciso a riconoscere il fatto che il docente che si rifiuta di timbrare il cartellino non è sanzionabile.
È stato, quindi accolto, il parere vincolante, nel merito, emesso dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione il 30 ottobre 2003 che riprendeva la presa di posizione della Corte di Cassazione che, a sua volta e a più riprese, aveva stabilito che il rispetto dell’orario di lezione è attestato unicamente dalla firma del registro di classe.
Per chi conosca l’organizzazione del lavoro nella scuola si tratta di una prova di puro buon senso visto che è evidente
· che la presenza e l’attività dei docenti deve essere garantita in classe e non, in maniera indifferenziata, nei locali dell’istituto scolastico
· che è sottoposta al normale controllo del capo di istituto ed è attestata dalla compilazione del registro di classe.
Questa presa d’atto del MIUR è un piccolo ma rilevante, dal punto di vista simbolico, passo indietro rispetto al delirio aziendalista che caratterizza da anni l’operato di molti, troppi, dirigenti scolastici.
Dobbiamo, un’ennesima volta, rilevare come il consistente sciupio di pubblico denaro derivante dall’acquisto di timbratrici – ma basta penare all’istallazione di apparecchiature per la videosorveglianza per comprendere quale sia lo spirito dei tempi - si è dimostrato perfettamente privo di fondamenti giuridici.
La CUB Scuola, all’inizio dell’anno scolastico,
1. chiederà formalmente ai dirigenti scolastici degli istituti forniti di timbratrici di informare i docenti del carattere facoltativo della timbratura del cartellino
2. si opporrà ad eventuali nuove istallazioni
3. inviterà i colleghi a rifiutarsi di sottostare ad imposizioni che, a questo punto, oltre che prive di ragioni, sono palesemente illegittime.
Siamo perfettamente consapevoli che le questioni che affrontiamo come lavoratori della scuola eccedono di molto la timbratura del cartellino ma crediamo anche che ogni possibilità di difendere la funzione docente vada colta e valorizzata al massimo.

Per la CUB Scuola
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi
Per info 3298998546

Torino, 10 agosto 2004


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 Reginaldo Palermo    - 11-08-2004

Lo ha stabilito il MIUR accogliendo il ricorso di un docente che, più di due anni, era stato sottoposto a procedimento disciplinare per essersi rifiutato di usare la timbratrice dell'Istituto. La presenza dell'insegnante è dimostrata solamente dalla firma apposta sul registro di classe.

I docenti non hanno l'obbligo di "timbrare il cartellino" per dimostrare la loro presenza a scuola.
Negli anni passati, sulla questione delle timbratrici si era sviluppato un ricco contenzioso in molte scuole (soprattutto in istituti tecnici e professionali di notevoli dimensioni).
Ora il Ministero ha risolto uno dei casi in sospeso dando ragione all'insegnante che era stato sanzionato sul piano disciplinare per essersi rifiutato di usare la timbratrice. "La mia presenza in classe è adeguatamente dimostrabile e dimostrata con le firme di presenza sul registro di classe" aveva sostenuto il docente che anzi aveva osservato: "La timbratrice, semmai, può servire per dimostrare che l'insegnante è entrato a scuola ad una certa ora, ma questo non significa nulla, perché il docente è pagato per stare in classe e non per essere genericamente presente a scuola".
La vicenda si era protratta per parecchio tempo, come spesso accade in questi casi. Il procedimento disciplinare aveva coinvolto anche il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione che, per legge, deve esprimere il proprio parere (peraltro vincolante).
Nell'ottobre scorso, il CNPI aveva accolto la linea difensiva del docente che, proprio nei giorni scorsi, ha ricevuto dal Ministero un formale decreto di proscioglimento da ogni addebito.

Nel commentare la notizia, la CUB Scuola sostiene che la decisione del MIUR "è un piccolo ma rilevante, dal punto di vista simbolico, passo indietro rispetto al delirio aziendalista che caratterizza da anni l'operato di molti, troppi, dirigenti scolastici".
Ma il Coordinatore nazionale Cosimo Scarinzi non si ferma ai commenti: "A settembre – annuncia – chiederemo il ritiro di tutte le timbratici dalle scuole o quantomeno pretenderemo che i dirigenti scolastici informino i docenti che "timbrare il cartellino" è assolutamente facoltativo".
E conclude: "Il problema non è così piccolo come si potrebbe credere: le scuole superiori attrezzate con timbratrice sono tante. Per non parlare di scuole che stanno persino pensando a sistemi di controllo basati sul riconoscimento del personale attraverso l'impronta digitale: si tratta di apparecchiature costose, i soldi potrebbero essere spesi per migliorare i laboratori".

 Riccardo Ghinelli    - 19-08-2004
Timbrare il cartellino?
Magari!!
Per poter sapere, finalmente, quall'è veramente il tempo che passo a scuola per mettermi d'accordo per un'esercitazione, per dare un'occhiatina al sito web che ha dei problemi, per prendere accordi con un collega, per verificare che l'attrezzatura che mi serve sia disponibile all'ora che desidero, per parlare col Dirigente di quel problema in terza, per incontrare il rappresentante dell'ente che ci propone un progetto, per parlare col rappresentante della casa editrice, con quel genitore che proprio non può venire all'ora stabilita, con quel ragazzo di quinta che vuole un consiglio per la tesina. E per tutte le altre cose che faccio prima e dopo le lezioni.
E poi anche un cartellino da timbrare a casa, per sapere quanto impiego per preparare e correggere compiti, per preparare lezioni, per cercare di aggiornarmi attrverso Internet.
E sapere, infine, qual'è veramente la mia paga oraria.