breve di cronaca
Dilemma delle scuole USA
Meridianoscuola - 11-08-2004


Lo Scholastic Aptitude Test (Sat) è un esame che tutti gli studenti americani delle medie superiori devono affrontare se vogliono andare all`università. Diviso in due parti (lingua inglese e matematica), consente di stabilire una rigorosa graduatoria di merito fra i candidati, la cui ammissione a Princeton o Yale (o invece al locale community college) sarà in buona parte basata sulla posizione che hanno raggiunto.
Un paio d`anni fa l`allora presidente dell`Università di California Richard Atkinson criticò severamente il Sat, perché non prestava alcuna attenzione a quanto gli studenti avevano imparato in dodici anni di scuola ma si limitava a metterne alla prova l`«intelligenza bruta». La risposta della ditta privata che amministra il test non si è fatta aspettare: è ora disponibile un nuovo Sat, che fra due anni sarà l`unico sul mercato. Gli studenti che si diplomano prima sono in mezzo al
guado: saranno loro a scegliere quale test fare, e così anche a decidere il proprio destino.

Che cosa è cambiato? In inglese, sono sparite le analogie (l`argilla sta al ceramista come...? risposte possibili sono: come il marmo allo scultore, come l`automobile al meccanico, come gli orli al sarto...) ed
è comparso invece un vecchio protagonista della scuola italiana: il tema. Agli studenti si chiede di presentare e difendere il proprio punto di vista, diciamo, su «quanto ci sia bisogno di fallimenti per conseguire infine il successo». Il che rappresenta un passo nella direzione giusta: a una visione atomistica del linguaggio, che ne riduce la conoscenza all`uso corretto di singole parole, si sostituisce uno sforzo argomentativo; quindi si riconosce che pensare significa organizzare, stabilire connessioni, e che una scuola fondata unicamente su risposte multiple e supporti visivi non può che educare generazioni di non-pensanti.

Tutto bene, dunque? Non proprio, perché il cambiamento ha evidenziato una tensione intrinseca al sistema scolastico americano (e a quanti si
affrettano a imitarlo), anzi allo stesso rapporto tra educazione e democrazia. Per imparare una qualsiasi attività complessa, non c`è alternativa all`«andare a bottega» da un esperto. Si impara a scrivere scrivendo, e fidandosi dei giudizi che una persona già abile a scrivere dà sui nostri tentativi. Ma fidarsi di qualcuno istituisce una relazione asimmetrica, in cui una delle parti in causa non ha possibilità di controllo sull`altra; e un simile risultato non è gradito in un paese dove tutti vogliono poter dire la loro su tutto. Non è un caso dunque se
l`educazione è stata chiusa nella camicia di forza di contenuti «oggettivi», che chiunque potrebbe verificare: se è stata ridotta in pillole, e quindi a una caricatura di sé stessa. Ora il nuovo Sat ripropone il problema: come saranno valutati i temi? come stabilire in proposito una precisa classifica? Gli organizzatori cercano di coprirsi le spalle garantendo che ogni componimento verrà giudicato da almeno due lettori. Basterà? Dobbiamo aspettarci ricorsi legali a non finire, da parte di chi si sentirà penalizzato dal semplice «parere» di un altro (o di due altri)?

Ermanno Bencivenga

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