breve di cronaca
Perdono il color zafferano i testi scolastici in India
Il Manifesto - 20-07-2004
Avviata dal nuovo governo una revisione dei manuali di storia, riscritti negli anni scorsi in chiave induista

ANNA GIULIETTI

I libri di testo, e in particolare i manuali di storia, possono rappresentare - come è evidente anche in Italia - un campo di aspra battaglia politica. E' questo il caso oggi anche in India, dove Arjun Singh, ministro per lo sviluppo delle risorse umane nel nuovo governo guidato dal partito del Congresso, ha nei giorni scorsi promesso un cambiamento nella stesura dei testi scolastici, che con il precedente governo del partito nazionalista Bharatiya Janata, erano stati sottoposti a una riscrittura legata a un'ideologia di taglio dichiaratamente induista. Per contrastare questa opera di «zafferanizzazione» (come era stata definita, dal colore dell'abito degli asceti indù), il ministro Singh ha istituito una commissione di tre storici, incaricata di rivedere i manuali e di rimediare alle «parti opinabili, alle distorsioni e ai travisamenti dei fatti storici» contenuti nei testi. Sotto il governo guidato dal Bj, la revisione dei manuali di storia era stata avviata nel 2001 da Murli Monahar Joshi, allora a capo del dipartimento delle risorse umane, per «instillare l'orgoglio nazionale» e dare una visione «equa» delle religioni. L'iniziativa era stata accolta da critiche molto aspre, e in particolare accese polemiche avevano salutato la scelta di descrivere il medioevo islamico come un'età oscura di dominio coloniale (addirittura in un manuale il Taj Mahal, uno degli esempi più celebri di architettura islamica, era stato attribuito a committenti hindu).

«Non riteniamo consigliabile continuare con gli attuali testi» ha detto S. Settar, studioso della storia antica dell'India e portavoce della commissione nominata dal nuovo governo. Per questo, il Consiglio per l'educazione e la ricerca di New Delhi ha già ingaggiato una struttura privata, il Ratan Tata Trust, che usufruirà fra l'altro dell'assistenza di alcuni docenti dell'università di Oxford nella revisione dei libri.

Come è prevedibile, la decisione di procedere a una nuova riscrittura dei testi scolastici è stata fortemente criticata dagli esponenti del Bjp, ma la comunità degli storici ritiene che si tratti di una misura necessaria, se non tardiva: «Il governo non aveva bisogno di una commissione di specialisti per dire che quei libri falsificavano la storia - ha dichiarato Arjun Dev, autore di un manuale che il precedente governo aveva «zafferanizzato» - perché l'operazione era stata condotta in modo così goffo, che alcuni avvenimenti "scomodi", come l'assassinio del Mahatma Gandhi da parte di un nazionalista hindu nel 1948, erano stati semplicemente lasciati fuori».
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