Integrazione o ghettizzazione?
Corrado Mauceri - 13-07-2004
A proposito della classe per soli alunni di fede islamica

In una scuola di Milano è stato deciso di formare classi con soli alunni di fede islamica in modo da garantire agli alunni ed alle loro famiglie la salvaguardia della loro identità culturale; nelle aule di queste classi non ci sarà quindi il crocifisso, non si insegnerà la religione cattolica; sarà possibile agli alunni osservare le loro tradizioni religiose;In altre classi ci saranno i crocifissi, si insegnerà la religione cattolica, ecc.
Secondo l’Amministrazione scolastica in tal modo si sarebbe avviato un processo di integrazione, evitando che i ragazzi di religione islamica restassero esclusi dalla scuola statale.
Ma una scuola con classi per alunni di fede islamica e classi per alunni di fede cattolica, ecc,. corrisponde al modello di scuola di una società democratica e multinazionale? ma soprattutto corrisponde al modello di scuola statale definito nella Costituzione?
La scuola statale prevista nella nostra Costituzione deve essere una scuola “aperta a tutti” e garante del pluralismo culturale;non può essere la scuola dell’appartenenza e delle separazioni; non può essere la proiezione dell’educazione familiare; la scuola statale deve essere la scuola del confronto, della convivenza e del pluralismo culturale.
La scuola statale del nostro Paese non può essere nè cattolica nè islamica nè di qualsiasi altro orientamento confessionale e/o ideologico, nè, tanto meno, ghettizata a secondo degi diversi orienramenti; deve essere la scuola di tutti e per tutti, una scuola laica ( e cioè caratterizzata dal pluralismo culturale, ideologico e religioso) democratica ed autonoma da tutti gli esecutivi (nazionale e locale).
Per questa ragione le scuole private, ancorché paritarie, non possono far parte del sistema scolastico statale; per questa stessa ragione nella scuola statale non possono esserci imposizioni da parte del Ministero di simboli religiosi e/o funzioni religiose, per questa stessa ragione non è possibile una scuola statale con classi formate con il criterio dell’appartenenza religiosa.
In tal modo non si favorisce l’integrazione e, tanto meno, si avvia quella dimensione multietnica che dovrebbe essere la caratteristica della scuola pubblica della società di oggi; si rischia invece una forma di ghettizazione e di separatezza, incompatibile con la cultura della convivenza e del confronto.
Piuttosto, invece di proporre una via ghettizzata all’integrazione, sarebbe più corretto e coerente con i principi di laicità affermati nella nostra Costituzione che la scuola statale, pur nel rispetto di tutte le confessioni religiose, si proponesse effettivamente come un luogo aperto a tutti per una comune crescita culturale attraverso il confronto e senza alcuna prevaricazione.
Non si può difatti pretendere che le famiglie di fede islamica rinuncino nella scuola pubblica ai propri simboli ed alle proprie tradizioni se nel contempo si pretende di mantenere nella stessa scuola pubblica; simboli e tradizioni della religione cattolica.


Corrado Mauceri
Comitato di Firenze
“ Per la scuola della Repubblica”




interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Redazione    - 13-07-2004
Riceviamo e pubblichiamo:

E' veramente scioccante quanto accade a Milano! E la sinistra cosa fa? Vorrebbe (giustamente) togliere l'insegnamento della religione cattolica e poi sostiene la nascita di un ghetto bello e buono? L'integrazione non parte dalla creazione di classi separate. Se fosse stato chiesto di istituire classi separate per chi fa e chi non fa la religione cattolica, cosa sarebbe successo? Si sarebbe gridato allo scandalo, alla segregazione, al razzismo... Ma siccome lo si fa per i musulmani... Forse chi sostiene questa iniziativa è profondamente razzista: invece di affrontare il problema dell'integrazione prefersisce creare un ghetto. Chi è a favore di questa iniziativa farebbe bene a leggere l'articolo del Corriere, che testimonia del totale fallimento di una iniziativa simile a Mazara del Vallo.
Se i musulmani vogliono una scuola secondo i principi del Corano possono farsi una scuola privata, come fanno da sempre i cattolici. Ma non possono pretendere che la scuola pubblica diventi confessionale. Altrimenti dovremmo creare anche una classe per chi non vuole che ai suoi figli sia insegnata la teoria dell'evoluzione, ed una per chi nega l'olocausto, ed una per i comunisti, ed una per i forzisti... E la scuola pubblica non sarebbe più pubblica.

 Anna Pizzuti    - 13-07-2004
"Non si può difatti pretendere che le famiglie di fede islamica rinuncino nella scuola pubblica ai propri simboli ed alle proprie tradizioni se nel contempo si pretende di mantenere nella stessa scuola pubblica; simboli e tradizioni della religione cattolica."

Partirei da questa ultima affermazione di Mauceri, per provare a suggerire di guardare anche a qualche altro aspetto della questione e non fermarsi alla reazione, che definirei di "isitntiva civiltà" che sicuramente è giusta, ma che può rischiare di farci rimanere immobili.

Personalmente mi sono ritrovata nel concetto di "negoziazione" di cui scrive oggi Umberto Eco sulla Repubblica.

Eco sembra mettersi anche dal punto di vista degli insegnanti del liceo pedagogico "Agnesi", quando scrive:
"Di fronte a un fatto come un´eruzione vulcanica o una valanga non si pronunciano giudizi di merito, si cercano rimedi. Il fatto a cui siamo di fronte è che una comunità di genitori (a quanto pare egiziani) ha detto alla scuola «o così, oppure i ragazzi non vengono». Non so se l´alternativa sia mandarli a studiare in Egitto, non farli studiare affatto o fornire loro un´educazione esclusivamente musulmana in qualche forma privata. Escludendo la prima possibilità (che eventualmente potrebbe piacere alla Lega: ci sbarazziamo di questi mocciosi e li rimandiamo a casa - versione addolcita del "meglio ucciderli sino a che sono piccoli"), la seconda sarebbe deprecabile perché sottrarrebbe a questi giovani immigrati il diritto a una educazione completa (sia pure per colpa dei genitori e non dello Stato). Rimane come ovvia la terza soluzione, che ha il triplice svantaggio di essere del tutto ghettizzante, di impedire a questi ragazzi di conoscere la cultura che li ospita, e probabilmente di incrementare un isolamento fondamentalista. Inoltre non si sta parlando di educazione elementare, per fornire la quale potrebbero anche mettersi insieme dei genitori volonterosi, ma di educazione liceale, e dunque di cosa un poco più complessa. A meno che non si istituiscano scuole coraniche equiparate alla scuola pubblica, cosa possibile visto che lo è per le scuole private cattoliche ma, almeno per me, non troppo auspicabile, se non altro perché rappresenterebbe un´altra forma di ghettizzazione."

Le ultime notizie, comunque, ci dicono che questa classe non si farà. Lo ha deciso il MIUR in nome della Costituzione.

 ilaria ricciotti    - 13-07-2004
Per sapere come la pensa e cosa fa la sinistra sarebbe bene leggere anche l'articolo di Alba Sasso.
L'attuale sinistra più di quello che sta facendo penso proprio che non possa fare. Piuttosto noi cittadini come ci stiamo comportando nei confronti di atti incostituzionali, aberranti, che di sicuro ci porteranno alla rovina? Cosa stiamo facendo per rimuoverli?
Un esempio lo si ha leggendo questa rivista, i cui commentatori e scrittori contrari a questo governo, spesso sono refrattari nei confronti di temi di una notevole importanza. Tale atteggiamento assunto potrebbe essere letto così: molti stanno di fatto talmente bene che certi fattacci non li riguardano proprio. Eppure con le ultime elezioni amministrative si è dimostrato il contrario!