Genitori
Roberta Bedosti - 28-05-2004
Adolescenti






- Buongiorno, chi è il primo ? - chiese l’ insegnante di musica al gruppo di genitori che la stava aspettando.
- Io - rispose un uomo bruno, tarchiato.
- Si accomodi -
- Sono il padre di Samanta Pennisi, 3C - Ah, sì. Samanta ha una bellissima voce, dovrebbe prendere lezioni di canto -
- Appunto, mi dice che viene qui a scuola a lezione di canto. Ma è vero ? - chiese l’ uomo, un po’ scettico.
- Sì. Non sono lezioni di canto, sono prove per il saggio musicale di fine anno. Samanta deve cantare due canzoni come solista -.
- Ah, perché sa… da quando ha fatto quella sciocchezza la controlliamo un po’ di più -
L’ insegnante sorrise comprensiva e riprese calorosamente:
- Ho consigliato a Samanta il Liceo Musicale, perché sarebbe un peccato non coltivare una voce come la sua ed è molto brava anche nello strumento -
- Sì, ma poi che potrebbe fare ? Oggi vogliono tutte fare la televisione, ma si sa come finiscono…. Io le ho detto: “ E’ meglio che impari un buon mestiere: la cuoca per esempio “. Sa com’ è brava ? Fa certe orecchiette coi broccoli e pure la pastiera sa fare: ha preso dalla nonna -
L’ insegnante alzò gli occhi e incrociò lo sguardo della mamma di Giulia, che sembrava implorarla di accelerare i tempi.
- Certo che se questo padre non si dà una mossa, stiamo qui fino a stasera - osservò la madre di Irene
- E’ quello che cercava di far capire alla professoressa - rispose la madre di Giulia.
- Ho letto l’ articolo di Giulia sul Giornalino. Scrive davvero bene, che cosa vuol fare ? -
- Mah, un giorno la giornalista, poi la scrittrice, l’ avvocato e quando è in crisi dice che farà l’ insegnante come me -
- La vedo bene come giornalista, è così vivace, dinamica, ha un carattere forte. Irene invece è così introversa, non mi racconta mai niente, devo essere io a far le domande, ad aspettare con pazienza che si decida a farmi qualche confidenza -
- Oh non creda che sia tanto diverso per me. Giulia, come tutte le estroverse, racconta tanto e non dice nulla. Ad esempio ho scoperto che ci deve essere un ragazzo nei dintorni, perché un giorno sono andata a prenderla in palestra lui l’ aspettava fuori -
- Sono già così grandi - sospirò la madre di Irene.
Finalmente il padre di Samanta si alzò e la madre di Giulia prese il suo posto. Sara Pittignani passava in quel momento nel corridoio, sorrise, la madre di Irene la raggiunse.
- Mi scusi professoressa, a proposito della gita a Firenze, volevo avvertirla che Irene è allergica ad alcuni cibi e deve prendere delle medicine -
- Sono certa che Irene se lo ricorderà, è sempre così precisa -.
- No invece. Siccome sono piuttosto cattive e qualche volta le danno un po’ di sonnolenza, tende a dimenticarsene -
- Ci penso io , non si preoccupi. Sono tutti gasatissimi: gli ultimi due giorni ! Arrivederci -

La madre di Irene si avvicinò alla finestra ad osservare i ragazzi che, in cortile, giocavano a pallavolo. Anche lei aveva frequentato quella scuola “ secoli fa”. Si ricordava ancora quando si era nascosta in giardino e la preside l’ aveva scoperta, piangente, dietro un cespuglio. Aveva preso 4 in matematica e non sapeva come dirlo a sua madre. Era passato tutto così in fretta, la scuola, il lavoro, il marito, poi era rimasta sola coi due figli. Ed ora Irene era già così grande, forse era innamorata e lei non ne sapeva niente !

- Signora buongiorno ! - la voce squillante della professoressa Ariberti la fece sobbalzare -Volevo farle i complimenti per Irene: è la nostra campionessa quest’ anno. Liceo Scientifico, Liceo Scientifico, andrà benissimo ! -
- Grazie - e senza darle il tempo di aggiungere altro si allontanò scuotendo le bionde chiome , fresche di parrucchiere.
“ Ha preso dal padre “ pensò la donna “ Beh, almeno non piangerà mai per un 4 in matematica “.






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